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Un regolamento, in diritto, viene usato per designare atti normativi emanati da organi dello stato, enti pubblici, enti locali, organizzazioni internazionali e anche enti privati per disciplinare determinate materie o il proprio funzionamento.

Indice

Nel mondoModifica

ItaliaModifica

Nell'ordinamento italiano, la categoria dei regolamenti come fonte del diritto indica:

Gli atti normativi del Governo assumono il rango di fonte secondaria a condizione che siano espressamente qualificati come regolamenti; in caso contrario, si hanno decreti di natura non regolamentare, la cui natura è oggetto di discussione in dottrina.[1]

Vi sono poi regolamenti interni ad altri organi costituzionali, come la Corte Costituzionale e il Consiglio Superiore della Magistratura, la cui qualificazione in termini di fonte del diritto è dubbia, trattandosi esclusivamente di regolamenti di organizzazione interna.

I regolamenti amministrativi sono subordinati alla legge, a norma degli artt. 3 e 4 delle disposizioni sulla legge in generale premesse al codice civile. Perciò i regolamenti illegittimi devono essere disapplicati dall'autorità giudiziaria, anche dal giudice amministrativo.

Unione EuropeaModifica

Nel diritto dell'Unione Europea, il regolamento è una fonte secondaria rispetto ai Trattati dell'Unione europea, ma costituisce una fonte primaria all'interno dei singoli ordinamenti nazionali. Per quanto riguarda in particolare l'Italia, il regolamento prevale in ogni caso sulla legge ordinaria.

NoteModifica

Voci correlateModifica

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