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Questa voce vuole ricordare i principali eventi della Resistenza nel comune di Cherasco e i suoi protagonisti.

Il 1943

Dopo l'8 settembre 1943 alcuni militari all'annuncio dell'armistizio e altri giovani costituiscono la “Prima Banda del Tenente Pippo”, il cui vero nome è Vito Dulcimele, tenente del Regio Esercito di Napoli. Negli ultimi giorni di novembre 1943, però, i tedeschi lo arrestano e gli altri ribelli sono condotti in Val Casotto, dove si trovavano molti partigiani, da Carlo Andriano (di Roreto di Cherasco), un ex militare.

In Valcasotto alla formazione guidata dal comandante Mauri si uniscono alcuni cheraschesi come Francesco Dogliani (Ricci), Mario Allocco, Giovanni Rinaldi, Mario Scotti, Lorenzo Baldissone.

Il 1944

Nel mese di marzo i nazifascisti circondano la zona attorno a Pamparato e Ricci, insieme con pochi altri, riesce a fuggire, decidendo di tornare in pianura.

Nel mese di maggio alcuni cheraschesi formano la guardia del Comando Mauri, proprio sotto la guida di Ricci. Sempre in quel periodo nel braidese si costituisce anche la XII Divisione Bra, comandata da Della Rocca. I nazifascisti si trovano subito in difficoltà: i partigiani al Molino Verduno, il 23 luglio, riescono a catturare quindici tedeschi, a prendere tre camion, più molto altro materiale. Il primo agosto, inoltre i partigiani interrompono il ponte sul Tanaro. Sempre nel mese di agosto si stabilisce a Cherasco un presidio di soldati tedeschi, comandati dal colonnello Neufellner.

Il 29 agosto i fascisti della Divisione Monterosa e delle Brigate Nere attaccano contemporaneamente La Morra, San Bartolomeo e Meane. I partigiani resistono ma alla fine sono sopraffatti e si contano 32 morti più 2 civili. Poche settimane dopo dopo, il 4 ottobre 1944 i tedeschi, durante un rastrellamento nella zona di Meane e San Bartolomeo, altra frazione di Cherasco, arrestano una ventina di capifamiglia e li tengono in ostaggio nella filanda di Cherasco, minacciando vendette in caso di attacchi dei partigiani.

Nella notte del 21 ottobre il ponte sul fiume Stura che collega Cherasco e Bra è fatto saltare e il colonnello Neufellner decreta che Ottavio Ferraretto, uno degli ostaggi, doveva essere giustiziato. La sera stessa del 21 ottobre, presso il cimitero Ferraretto è fucilato da un plotone di soldati tedeschi. Dai primi di novembre fino al 23 dicembre 1944 si insedia a Cherasco il “Distaccamento partigiano” di Ettore (Leonida Battagliotti) e la Città viene considerata “libera e di pieno possesso partigiano”.

Il 1945

A gennaio si stabiliscono i soldati dell'esercito della R.S.I., precisamente della R.A.U., sotto il comando del colonnello Palomba. In quel periodo la repressione contro i civili e i partigiani è durissima. Sono, infatti, molti i partigiani brutalmente uccisi. Il 20 marzo, con largo anticipo rispetto alla Liberazione nazionale, Cherasco è presa dai partigiani e ricomincia a respirare l'aria della democrazia. I militari fascisti tentano un ultimo attacco il 18 aprile ma sono respinti.

I partigianiModifica

Vittorio Broglio (I Divisione Langhe)

Il nome di battaglia era "Toio", era nato a Bardonecchia e viveva a Torino, sfollato a Cherasco. Morto a Clavesana in una battaglia combattuta con i tedeschi tra il 13 e il 15 novembre 1944.

Ernesto Beccaria (I Divisione Langhe)

Nato nel 1922, morto il 3 marzo 1945 a Lo Sbaranzo di Claveana insieme con altri 16 partigiani.

Giovanni Fissore (I Divisione Langhe)

La sera dell'8 gennaio del 1945 insieme con altri 4 partigiani colpì a morte tre ufficiali dell'esercito della Repubblica Sociale Italiana, a Cherasco, nell'albergo Aquila d'Oro. Uscito, fu ferito a morte da un militare in strada.

Giovanni Biffo (Formazioni Autonome Val Casotto)

Morto a 18 anni in Val Casotto, territorio in cui erano concentrate le formazioni guidate dal Comandante Mauri, sotto i colpi di autoblinde tedesche.

Giovanni Rinaldi (Formazioni Autonome Val Casotto)

Era un carabiniere che dopo l'Armistizio si era arruolato nelle formazioni partigiane che si trovavano in Val Casotto. Il 14 novembre del 1943 è morto in un incidente stradale.

Giovanni De Valle (I Gruppo Divisioni Alpine)

Studente, a 21 anni è morto in combattimento nel territorio di Dogliani il 21 luglio 1944.

Giorgio Porello (XII Divisione Bra)

Nativo di Cherasco, ma abitante a Bra, sottotenente dell'artiglieria, dopo l'Armistizio costituì in quella cità un primo nucleo di partigiani. Fu catturato nei boschi di Baldissero il 25 agosto 1944 e la mattina del 7 settembre fu impiccato con altri partigiani, tra i quali Leonardo Cicito, a Carignano.

Lorenzo Dellavalle (XLIII Divisione De Vitis)

Tenente del Regio Esercito entrò nella 43ª divisione De Vitis, costituita in gran parte da ex soldati. Il 2 marzo del 1944 fu catturato nella frazione di Vignassa del comune di Sant'Antonino di Susa dai tedeschi e fucilato sul posto.

Giuseppe Vaira (XLIII Divisione De Vitis)

Morto a 22 anni durante un rastrellamento in val di Susa, ex alpino della 6ª Divisione Alpi Graie. Morto nel maggio del 1944 in un rastrellamento, è sepolto nell'ossario partigiano del Forno di Coazze.

Francesco Costamagna (V Divisione Alpi)

Mario Costamagna (XLIII Divisione De Vitis)

Il nome di battaglia era "Pinin". Prigioniero dei fascisti, il 6 aprile 1945 fu seviziato e ucciso per rappresaglia. Fu sepolto nel cimitero di Casale Corte Cerro.

Francesco Castriota (CIII Brigata Amedola) Antonio Chiari (CIII Brigata Amendola)

Francesco Castriota, nato a Castrovillari nel 1917, ex tenente del Regio Esercito. Dopo l'armistizio si era unito alla banda di partigiani comandata da un altro militare: il colonnello Gancia. Il nome di battaglia era "Franco". Antonio Chiari, nato a Sassari nel 1905, ex militare. Il suo nome di battaglia era "Neri" Il 10 gennaio 1945 furono catturati dai fascisti del R.A.U., stanziati a Cherasco. L'11 gennaio, sempre a Cherasco, furono fucilati vicino al monumento ai caduti.

Salvatore Laquidara

Originario di Messina, ex militare, il suo nome di battaglia era "Caccia". Il 25 di gennaio 1945, morì in uno scontro a fuoco con i soldati della Repubblica Sociale Italiana a Sant'Antonino, frazione di Cherasco.

Biagio Reinero (X Divisione Giustizia e Libertà). Il nome di battaglia era "Gino" ed era un ex militare. Morì il 16 gennaio 1945 per un incidente nella zona della Torricella di Monforte d'Alba.

Pietro Beck Holzner

Era un ebreo cecoslovacco, nato a Praga nel 1922. Il suo nome di battaglia era "Six". Ferito a Narzole il 26 aprile 945 da un guppo di soldati facsisti e tedeschi, morì nell'Ospedale di Cherasco il 28 aprile.

Junior Robinson

Pilota d'aereo americano, caduto a Castelrosso il 3 gennaio del 1945 dopo un duello nei cieli. Catturato e fucilato.

I martiri di Cerequio (La Morra)Modifica

Nella località Cerequio del comune di La Morra accadde uno degli episodi più sanguinosi della guerra di Liberazione nel territorio di Cherasco e La Morra. Il 29 agosto incominciò un rastrellamento operato da truppe nazifasciste e alla fine della giornata si contarono 33 partigiani uccisi. In particolare i partigiani di Cherasco furono catturati presso la cascina Averame nella frazione Cerequio di La Morra e fucilati.

Enrico Arnulfo (XII Divione Bra) Il nome di battaglia era "Rico", era un muratore, ex aviere dell'Aeronautica.

Michele Baldissone (XII Divisione Bra) Il nome di battaglia era "Chele". Era un contadino che abitava alla Fraschetta di Cherasco.

Giacomo Barbero (XII Divisione Bra) Il nome di battaglia era "Colino". Era un ex aviere dell'Aeronautica.

Aurelio Bogetti (XII Divisione Bra) Era un giovane di 19 anni. Il nome di battaglia era "Relio" e faceva il cordatore. Celeste Cedrani (XII Divisione Bra) Abitava nella frazione di Meane, anche se era originario di Corneliano d'Alba. Era un contadino.

Ernesto Costamagna (XII Divisione Bra) Morì a 18 anni, era un ortolano e il nome di battaglia era "Nesto". Lorenzo Gerbaldo (XIV Divisione Garibaldi) Morì prima di compiere 19 anni. Il nome di battaglia era "Ivan".

Giacomo Lamberto (XII Divisione Bra) Era un contadino di 22 anni.

Luigi Mazzola (XII Divisione Bra) Era conosciuto come "Vigi" ed era un muratore.

Pietro Paolo Mazzola (XII Divisione Bra) Fratello di Luigi, era muratore come lui.

Giuseppe Antonio Vaira (XII Divisione Bra) "Beppe", da meno di un mese aveva compiuto 18 anni. Era un bracciante.

Giorgio Vigna (XII Divisione Bra) Era nato a Savona. Il suo mestiere era il carradore.

I civili caduti e i deportatiModifica

Ottavio Ferraretto

Cittadino di Rapallo, ricercato dalla polizia fascista a causa delle idee antifasciste. Dopo l'8 settembresi rifugiò a Cherasco (CN). Il 21 ottobre 1944, dopo che i partigiani fecero saltare il ponte sul fiume Stura, fu fucilato per rappresaglia.

Mario Boriano

Era uno studente e nel 1944 aveva appena 18 anni. Era renitente alla leva. Il 1 agosto 1944 fu catturato, nei pressi del fiume Tanaro, dai nazifascisti che lo fucilarono sul posto.

Vittoria (Vittorina) Marengo

Era una ragazzina di 12 anni e morì nella frazione di San Defendente di Cherasco, perché i soldati della Repubblica Sociale Italiana, mentre tornava a casa da scuola, videro il suo fiocco azzurro di scolara e da lontano spararono, convinti che si trattasse di un fazzolletto azzurro dei partigiani Autonomi.

Gregorio Fissore

L'8 gennaio 1945 suo figlio, Giovanni Maria assaltò all'albergo dell'Aquila d'oro un gruppo di militari fascisti e fu colpito a morte. Aveva con sé un documento d'identità che permise di conoscere la sua residenza. Si presentarono a casa sua altri fascisti e spararano contro Gregorio, il padre.

Caterina Oreglia in Dellavalle

Fu ferita gravemente nell'assalto dell'albergo dell'Aquila d'oro e morì il 9 gennaio presso l'Ospedale di Cherasco.

Marietta Foà (vedova Segre) e Mirella Segre

Erano due ebree cheraschesi. All'inizio del mese di ottobre del 1944 furono catturate in un rastrellamento dai tedeschi e deportate in Germania. Morirono nel campo di concentramento di Rechlin nel 1945.

Pietro Costamagna

All'età di 51 anni a Nucetto morì per o scoppio di mine poste lungo la linea ferroviaria Ceva-Oremea.

Antonina Curti, Giovanni Ravera, Giuseppe Ravera

Morirono tra il 28 e il 29 agosto del 1944 nell'ambito di un rastrellamento sulla Piana di Cherasco.

Domenico Alessandria

Morì a Cavallermaggiore il 3 settembre 1944.

Lorenzo Bernocco

Fu deportato in Germania, dove morì nel 1944.

Angelo Castella

Morì il 24 agosto 1944.

Mario Montanaro

Morì il 7 gennaio 1945.

Medaglia d'argentoModifica

Nel 2005 con Decreto del Presidente della Repubblica del 18 aprile è stata conferita alla città la medaglia d'argento al Merito Civile con la seguente motivazione: “La Comunità cheraschese, sconvolta dalle feroci rappresaglie dell’occupante nazifascista, offrendo uomini alle formazioni partigiane, partecipava con eroico coraggio e indomito spirito patriottico alla guerra di Liberazione, sopportando la perdita di un numero elevato dei suoi figli migliori. Luminoso esempio di profonda fede nei valori della libertà e della democrazia”.

Voci correlateModifica

BibliografiaModifica

  • Amedeo Renzo, Cherasco ricorda i caduti e le vittime della lotta di liberazione, Torino, 1978
  • Amedeo Renzo, Di libertà si vive, Bra, 1985.
  • Cavina Stefano Sante, Orlando, storia di un romagnolo partigiano in Piemonte, Edizioni Moderna, Modena, 2017.

“Il Mare”, annate dal 1922 al 1939.

Pendola Agostino, Giovanni Gozzer. Un eroe nella resistenza, Gammarò editore, 2013.

Rapporto della commissione italo-tedesca insediata dal Ministero degli Affari Esteri della Repubblica italiana e della Repubblica federale di Germania il 28 marzo 2009.

Relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause dell'occultamento di fascicoli relativi a crimini nazifascisti.

Ricci Umberto, A cuore aperto. Frammenti di storia della sezione della Democrazia Cristiana di Rapallo.

Taricco Bruno, Cherasco Urbs firmissima pacis, Cherasco, 1993.

 
Mario Boriano.
 
Lorenzo Dellavalle.
 
Giuseppe Vaira.
 
Vittoria Marengo.
 
Ottavio Ferraretto.