Rocco Barocco

stilista italiano

Rocco Barocco (Napoli, 26 marzo 1944) è uno stilista italiano. Nato come Antonio Muscariello, ha successivamente ottenuto di cambiare legalmente i propri nome e cognome in Rocco Barocco[1].

Rocco Barocco nel 2010

BiografiaModifica

Rocco Barocco è nato a Napoli ma trascorre l'infanzia e l'adolescenza a Perrone (Isola di Ischia) con i suoi otto fratelli; si diploma capitano di lungo corso all'Istituto Nautico di Procida. Da adolescente lavorava in un piccolo negozietto mentre portava avanti gli studi, Nino's shop, un giorno una turista francese entrò a comprare e riconobbe il talento del giovane. Fu lei a parlarne a Patrick de Barentzen e Giles, e Rocco Barocco, ancora minorenne si trasferisce a Roma nel 1962, cominciando a lavorare nell'atelier di Patrick de Barentzen e Giles. Nel 1964 dà vita con Giles a un sodalizio destinato a durare dieci anni.[2]

Nel 1974 apre il suo studio a Roma in piazza di Spagna e, nel 1979, dopo i successi ottenuti con l'alta moda, presenta la sua prima collezione di prêt-à-porter femminile. È noto per le sue creazioni sexy, e fra i riconoscimenti ottenuti, figurano la "Maschera d'argento" per l'alta moda nel 1967, il premio "Singer" a New York come giovane stilista e quello di Pittsburgh nel 1973.
Presenta ogni anno le sue collezioni di prêt-à-porter uomo/donna a Milano durante la settimana della moda [3]. Il brand ha concesso la licenza al Gruppo Miriade (il gruppo che rivende Valentino, Yamamay, Carpisa...) che cura la commercializzazione e della produzione dei prodotti Rocco Barocco.

NoteModifica

  1. ^ (EN) Taryn Benbow-Pfalzgraf, Contemporary fashion, 2ª ed., Détroit (Michigan), St. James Press, 2002-2003, p. 53, ISBN 978-1-55862-348-4. URL consultato il 3 agosto 2011.
  2. ^ Pasquale Raicaldo, Rocco Barocco stasera al San Carlo: "Ecco la mia nuova collezione", su La Repubblica, 28 ottobre 2019. URL consultato il 25 novembre 2020.
  3. ^ Maria Casella, La storia di Rocco Barocco: trent’anni di moda uomo, donna e accessori, su DonnaGlamour, 15 luglio 2017. URL consultato il 25 novembre 2020.

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