Il sandhi (dal sanscrito saṃdhi, संधि, "unione", pronunciato sən̪d̪ʱi, in italiano generalmente /'sandi/) è un termine utilizzato dagli antichi grammatici indiani e poi ripreso dalla linguistica di fine Ottocento per indicare l'insieme dei cambiamenti fonetici che avvengono in confine di morfema o tra parola e parola. Nel primo caso si parla di sandhi interno, nel secondo di sandhi esterno[1].

NoteModifica

  1. ^ Dizionario di linguistica, 2004, cit., p. 668.

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