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Sardegna (nave da battaglia)

nave da battaglia
Sardegna
Italian battleship Sardegna starboard view.jpg
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Tipocorazzata pluricalibro (pre-dreadnought)
ClasseClasse Re Umberto
Impostazione24 ottobre 1884
Varo20 settembre 1890
Completamento16 febbraio 1895
Radiazione1923
Caratteristiche generali
Dislocamento15.600
Lunghezza131 m
Larghezza23,6 m
Pescaggiom
Equipaggio37 ufficiali, 728 sottufficiali e comuni
Armamento
Armamento
  • 4 cannoni da 343/30
  • 8 cannoni da 152/40
    (in casamatta)
  • 16 cannoni da 120
  • 20 cannoni da 57/30
  • 10 cannoni da 37 mm
Corazzatura300 mm (torrione), 350 mm (barbette delle torri), 100 mm (cintura laterale per 2/3 dello scafo)
Note
MottoAudacia pro muro habetur e Pro aris et focis[1]

dati presi da [2]

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La Sardegna è stata una nave da battaglia policalibro della classe Re Umberto appartenuta alla Regia Marina italiana. Nata come terza unità della classe, della quale inizialmente erano state finanziate solo due unità, andò a risentire dei lunghissimi tempi di allestimento, dieci anni, che la fecero entrare in servizio parzialmente obsoleta.[2]

CostruzioneModifica

I suoi pezzi principali, ben sopraelevati sul mare, sparavano proiettili da 567 kg in grado di perforare 870 mm di ferro dolce[2]. Una caratteristica condivisa con la classe erano i fumaioli anteriori affiancati, invece che uno dietro l'altro.

 
La Sardegna in livrea vittoriana
 
Due viste dalla edizione del 1896 del Brassey's Naval Annual; le aree ombreggiate sono quelle della corazzatura.
 
L'equipaggio si svaga con la Sardegna in livrea grigio mimetico

ServizioModifica

La nave entrata in servizio nell'ottobre del 1893, inquadrata nella Divisione Navi Scuola, venne largamente impiegata con successo durante la guerra italo-turca del 1911-12, appoggiando e difendendo lo sbarco delle truppe a Tripoli partecipando a tutta la campagna di Libia, mentre i suoi compiti durante la prima guerra mondiale furono secondari, essendo la nave arrivata al conflitto già obsoleta, e non era in grado di partecipare a scontri di squadra contro le corazzate avversarie più moderne, però venne destinata a rinforzare la difesa di Venezia[2]. Su questa unità si fecero le prime prove sperimentali di combustione mista per il passaggio dal carbone alla nafta. Radiata il 4 gennaio 1923, venne in seguito demolita..

NoteModifica

  1. ^ I motti delle navi italiane, Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1998, p. 50.
  2. ^ a b c d Renato Sicurezza, La Regia Corazzata Sardegna, in Yacht Digest, nº 67, ottobre novembre 1994.

BibliografiaModifica

  • Aldo Fraccaroli, Italian Warships of World War I, London, Ian Allan, 1970, ISBN 978-0-7110-0105-3.
  • Robert Gardiner e Randal Gray (a cura di), Conway's All the World's Fighting Ships: 1860-1905, Annapolis, Conway Maritime Press, 1979, ISBN 0-85177-133-5.

Collegamenti esterniModifica

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