Signoria fondiaria

istituto consuetudinario dell'alto medioevo

Viene definita signoria fondiaria l'autorità che, nel sistema feudale, ogni vassallo esercitava sul suo feudo.

DirittiModifica

Le signorie furono di diversi tipi, si va dal diritto di coniare moneta e amministrare la giustizia su un determinato territorio a quello di riscuotere pedaggi su strade e ponti. Questo genere di diritti concessi dall'alto prendevano anche il nome di feudi. Le signorie venivano concesse da un potere centrale quando questo si rendeva conto di non essere in grado di controllare direttamente un territorio, di amministrarlo e difenderlo. Il signore poteva far pagare le tasse ai contadini e assegnare a questi ultimi delle "corvée", cioè periodi di lavoro in cui i contadini liberi dovevano svolgere mansioni gratuite per lui. Egli risolveva anche piccole liti e manteneva l'ordine nel suo feudo.

Signoria di bannoModifica

EtimologiaModifica

Il termine viene dal germanico "ban", che indicava il diritto dei capi germanici di riunire i membri del clan e di punire atti criminosi.

In ambito germanico, gli storici definiscono questa signoria come l'esercizio del potere assoluto (giudiziario, politico e amministrativo) su tutto il territorio da lui governato. Tale potere era però riservato solo ai grandi proprietari terrieri, mentre gli altri esercitavano solo la signoria fondiaria.

In ItaliaModifica

La signoria di banno (anche chiamata signoria banale, bannale o territoriale) fu un istituto medievale nel quale il potere giurisdizionale era esercitato da grandi possidenti terrieri, sia laici sia ecclesiastici, anche su persone e beni non appartenenti al proprio patrimonio fondiario. I signori esercitavano il loro potere grazie al possesso di vassalli.

La signoria di banno fu favorita dall'evoluzione del feudalesimo e dall'incastellamento. Tra i secoli IX e X il beneficio feudale da bene temporaneo e personale diventò un bene ereditario per via del Capitolare di Quierzy. Questa trasformazione causò un notevole allentamento dei legami di dipendenza dei vassalli dal signore. Quindi l'autorità del sovrano e le sue prerogative del governo vennero meno con il moltiplicarsi dei poteri locali mentre le più grandi autorità diventavano i signori.

Quindi la maggior parte dei vassalli esercitò sul proprio territorio i poteri di cui in teoria erano solo i depositari. Il signore si assumeva quindi anche il compito di difendere militarmente il territorio (dominatus loci) e di amministrare la giustizia in cambio di tasse in natura o in denaro. Il disporre di un apparato militare permetteva inoltre al signore non solo di percepire multe o ammende, ma di imporre ogni sorta di obblighi. Così la signoria di banno fu un importante fattore di riassetto politico.

Feudo e Tenure sono due signorie territoriali di banno. Nella prima vige uno 'ius in re propria' mentre nella seconda vige uno ius in re aliena.

BibliografiaModifica

  • V. Fumagalli, Terra e società nell'Italia padana. I secoli IX e X, Einaudi, Torino 1976.
  • S. Carocci, Signoria rurale e mutazione feudale, in «Storica», 8 (1997),

Voci correlateModifica