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Vista del pozzo Mezzena con il castello di estrazione e il silos di raccolta del minerale.

La solfara Grottacalda o miniera Grottacalda è una miniera di zolfo sita in provincia di Enna nelle vicinanze di Valguarnera Caropepe. La solfatara, di proprietà del principe di Sant'Elia, era già attiva nel 1839,[1] oggi fa parte del Parco minerario di Floristella-Grottacalda.

Indice

Descrizione del sitoModifica

Il complesso minerario si trova nell'ampia vallata omonima tra Valguarnera, Enna e Piazza Armerina, ma fa parte del territorio comunale di Piazza Armerina; oggi la miniera di Grottacalda, ben visibile dalla strada turistica provinciale, si presenta agli occhi del visitatore come una città fantasma. I tanti ruderi e caseggiati che, fino ad alcuni decenni fa, ospitavano migliaia di minatori ed operai sono stati in piccola parte riadattati, e lavoravano addirittura senza vestiti per il caldo.

Della parte ipogeica della miniera sopravvivono tantissime bocche di pozzi di aerazione e di piani inclinati per le più primitive vie di accesso ed anche con i più moderni ascensori verticali azionati mediante gli argani elettrici o a vapore muniti di grandi strutture in legno e metallo.

Molti resti, alcuni di interesse architettonico, come una ciminiera in mattoni di cotto rosso e corona terminale e il pozzo verticale Mezzeno, di disegno neo-romanico.

Nell'area di Grottacalda insiste una azienda agrituristica che utilizza alcuni edifici della miniera e un disco-pub creato nell'antico cinema dei minatori ma l'area dovrebbe essere inclusa nel parco minerario che già vincola e gestisce la vicina Floristella e la vecchia miniera di Gallizzi.

Fanno da corollario alla zona mineraria, la masseria Roba Grande, un vero e proprio villaggio con corte al centro e cappella e la dismessa stazione ferroviaria di Grottacalda della linea Dittaino-Piazza Armerina.

IncidentiModifica

Nel 1848 vi morirono 20 operai per un incendio.[2]

NoteModifica

  1. ^ Barone & Torrisi,Economia e società nell'area dello zolfo secoli XIX-XX, Caltanissetta, Salvatore Sciascia Editore, 1989 p. 80.
  2. ^ Mario Gatto, Cenni sulla storia delle solfare di Sicilia (PDF), Società Nissena di Storia Patria - Caltanissetta, Anno VI, n°11, 142.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica