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[[File:Gedenkstein Euthanasieopfer (Hamburg-Alsterdorf).jpg|thumb|CommemorazioneMonumento commemorativo delle vittime dell'Aktion T4.]]
L<nowiki>'</nowiki>'''Aktion T4''' è il nome convenzionale con cui vienesi designatodesigna il '''Programma [[Nazionalsocialismo|nazista]] di [[eutanasia]]''' che, sotto responsabilità medica, prevedeva in [[Germania]] la soppressione di persone affette da malattie [[genetica|genetiche]] inguaribili e da portatori di [[disabilità|handicap]] mentali (ma non fisici, se non per casi gravi), cioè delle cosiddette "[[Vita indegna di essere vissuta|vite indegne di essere vissute]]". Si stima che l'attuazione del programma T4 abbia portato all'uccisione di un totale di persone compreso tra le 60.000 e le 100.000<ref>Zitelmann,''Hitler'' cap.8. Un riferimento al numero totale delle vittime si trova anche in ''The unwritten order'' di Longerich, al capitolo 14, dove si afferma che in totale furono uccise più di 70.000 persone.</ref>. Per quanto concerne la sola terza fase dell'aktion T4, i medici incaricati di portare avanti l'operazione decisero di uccidere il 20% dei pazienti presenti negli istituti di cura, per un totale di circa 70.000 vittime<ref>Longerich, ''The unwritten order'', cap. 7</ref>. A ogni modo l'uccisione di tali individui proseguì anche oltre la fine ufficiale dell'operazione, portando quindi il totale delle vittime a una cifra che si stima intorno ai 200.000 individui.
 
Si stima che l'attuazione del programma T4 abbia portato all'uccisione di un totale di persone compreso tra le 60.000 e le 100.000<ref>Zitelmann,''Hitler'' cap.8. Un riferimento al numero totale delle vittime si trova anche in ''The unwritten order'' di Longerich, al capitolo 14, dove si afferma che in totale furono uccise più di 70.000 persone.</ref>. Per quanto concerne la sola terza fase dell'aktion T4, i medici incaricati di portare avanti l'operazione decisero di uccidere il 20% dei pazienti presenti negli istituti di cura, per un totale di circa 70.000 vittime<ref>Longerich, ''The unwritten order'', cap. 7</ref>. A ogni modo, l'uccisione di tali individui proseguì anche oltre la fine ufficiale dell'operazione, portando quindi il totale delle vittime a una cifra che si stima intorno ai 200.000 individui.
''T4'' è l'abbreviazione di "Tiergartenstrasse 4", l'indirizzo della via e numero di [[Berlino]] dove era situato il quartier generale dalla ''Gemeinnützige Stiftung für Heil- und Anstaltspflege'', l'ente pubblico per la salute e l'assistenza sociale. La designazione ''Aktion T4'' non è nei documenti del tempo, ma i nazisti usavano il nome in codice ''EU-AKtion'' o ''E-Aktion'' (E, EU significava eutanasia). ''Programma di eutanasia'' fu il nome utilizzato nel processo di Norimberga, sia dai giudici sia dai procuratori. Si è utilizzato anche il termine ''morte per compassione''<ref>vedi ad esempio il Tribunale militare di Norimberga, Documento No.426, ''Affidavit concerning the Nazi administrative system, the euthanasia program, and the sterilization experiments''. Harvard Law School Library, Item No. 113</ref>.
 
''T4'' è l'abbreviazione di "Tiergartenstrasse 4", via e numero civico di [[Berlino]] al cui indirizzo era situato il [[quartier generale]] dalla ''Gemeinnützige Stiftung für Heil- und Anstaltspflege'', l'[[ente pubblico]] per la salute e l'[[Stato sociale|assistenza sociale]]. La denominazione ''Aktion T4'' non è nei documenti del tempo, ma i nazisti usavano il nome in codice ''EU-AKtion'' o ''E-Aktion'' (E ed EU significavano eutanasia). ''Programma di eutanasia'' fu il nome utilizzato nel [[processo di Norimberga]], sia dai giudici sia dai procuratori. Si è utilizzato anche il termine ''morte per compassione''<ref>vedi ad esempio il Tribunale militare di Norimberga, Documento No.426, ''Affidavit concerning the Nazi administrative system, the euthanasia program, and the sterilization experiments''. Harvard Law School Library, Item No. 113</ref>.
 
== Premessa ==
Il programma T4 venivaera anche chiamato «programma eutanasia» da chi collaborava a quest'operazione. Il programma T4ed venivaera attuato nell'ambito dell'[[eugenetica]] e dell'«igiene razziale», argomenti assai diffusi nella Germania nazista. Il programma mirava inoltre a diminuire le spese statali derivanti dalle cure e dal mantenimento nelle strutture ospedaliere dei pazienti affetti da disabilità, in un momento in cui le priorità economiche erano rivolte al riarmo dell'esercito della Germaniatedesco. Il professor [[Robert Jay Lifton]], autore de ''I medici nazisti'' e accreditato studioso dell'''Aktion T4'', nota chiaramente le differenze tra questo programma e la reale eutanasia: egli spiega che la concezione nazionalsocialista di «eutanasia» era basata sul lavoro di [[Adolf Jost]] che nel [[1895]] aveva pubblicato ''Das Recht auf den Tod'' («Il diritto alla morte») e conclude:
 
{{Citazione|Jost sostenne che il controllo sulla morte dell'individuo deve spettare in definitiva all'organismo sociale, allo Stato. Questo concetto è in diretta opposizione alla tradizione angloamericana dell'eutanasia, la quale sottolinea il diritto ''dell'individuo'' «a morire» o «alla morte» o «alla propria morte» come rivendicazione umana suprema. Di contro, Jost si riferisce al diritto dello Stato di uccidere: pur parlando di compassione e di alleviare le sofferenze dei malati incurabili, egli è interessato principalmente alla sanità del ''Volk'' e dello Stato.<ref name="lifton70">{{cita|Lifton, 2003|p. 70}}.</ref>}}
== Origini della politica di "igiene razziale" ==
{{vedi anche|Storia dell'eugenetica}}
[[File:Serra, Berlin Curves, Stahl, 1986.jpg|thumb|upright=1.4|Monumento commemorativo posto nel [[1986]] sulla [[Tiergartenstrasse]] a [[Berlino]].]]
=== Eugenetica in Germania ===
{{vedi anche|Eugenetica nazista}}
All'inizio del [[XX secolo]] in molte nazioni - tra le quali spiccavano [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]], [[Germania]] e [[Regno Unito]] - si discuteva di [[eugenetica]], una disciplina strettamente correlata al [[darwinismo sociale]], volta a migliorare la [[Homo sapiens|specie umana]] attraverso la selezione dei caratteri [[gene|genetici]]tici ritenuti positivi (eugenetica positiva) e l'eliminazione di quelli negativi (eugenetica negativa). In Germania la discussione si appoggiavaverteva su concetti di «razzismo scientifico» e «igiene razziale» secondo i quali il ''Volk'' (traducibile in «comunità popolare» e inteso come insieme degli individui legati da caratteristiche razziali e culturali) avrebbe dovuto sopravvivere e migliorarsi come collettività anche a discapito, se il caso, dei diritti dell'individuo.<ref name="lifton70"/>
 
Nel [[1895]] [[Adolf Jost]], uno dei precursori dell'idea eugenetica tedesca, scrisse ''Das Recht auf den Tod'' («Il diritto alla morte») ove sostenne il diritto dello Stato di imporre la morte all'individuo per salvaguardare la purezza e la vitalità del ''Volk''.<ref name="lifton70"/> Ma fu agli inizi degli [[anni 1920|anni venti]] che il movimento eugenetico tedesco sviluppò un'ala radicale guidata da [[Alfred Hoche]] e [[Karl Binding]]. Hoche e Binding nel loro ''Die Freigabe der Vernichtung lebensunwerten Lebens'' («Il permesso di annientare vite indegne di vita») pubblicato nel [[1920]] sostenevano l'esigenza e il diritto all'uccisione di «persone mentalmente morte», «gusci vuoti di esseri umani»: termini che vennero sintetizzati nell'espressione ''lebensunwertes Leben'' («vita indegna di vita» oppure «vita indegna di essere vissuta»).<ref>{{cita|Lifton, 2003|pp. 71–72}}.</ref>
 
== La sterilizzazione coatta (1933 - 1939) ==
In sintonia con questa visione di Stato il regime nazista implementò subito dopo l'ascesa al potere le prime politiche di igiene razziale. Il 14 luglio [[1933]] vennefu discussa dal [[Reichstag (istituzione)|parlamento tedesco]] la ''Gesetz zur Verhütung erbkranken Nachwuchses'' («Legge sulla prevenzione della nascita di persone affette da malattie ereditarie»). Poiché il 20 luglio era prevista la firma del [[Reichskonkordat|Concordato]] con la [[Chiesa cattolica]] si ritenne più opportuno posticipare la promulgazione della legge al 25 luglio.<ref>{{Cita web |url=http://www.olokaustos.org/argomenti/eutanasia/eutanasia3.htm|titolo=Verso l'eutanasia: sterilizzazione forzata e propaganda|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20061212013535/http://www.olokaustos.org/argomenti/eutanasia/eutanasia3.htm|dataarchivio=12 dicembre 2006 |accesso=12 gennaio 2007|pubblicazione=Olokaustos}}</ref>
 
Questa legge stabiliva la [[sterilizzazione (medicina)|sterilizzazione]] forzata di persone affette da una serie di malattie ereditarie - o supposte tali - tra le quali [[schizofrenia]], [[epilessia]], [[cecità]], [[sordità]], [[malattia di Huntington|corea di Huntington]] e [[disabilità intellettiva|ritardo mentale]]. Inoltre la legge prevedeva la sterilizzazione degli [[alcolismo|alcolisti]] cronici. Una prima stima, effettuata dal Ministero dell'Interno sulla base dei dati forniti dagli istituti medici, calcolava in circa 410.000 il numero dei malati da sterilizzare; lo stesso Ministero, però, prevedeva un congruo aumento del numero rispetto alla stima iniziale nel prosieguo del «programma».<ref name="lifton43-44">{{cita|Lifton, 2003|pp. 43-44}}.</ref>
 
LDell'applicazione della legge vennefu affidataincaricato alil ministero dell'Interno (retto da [[Wilhelm Frick]]) attraverso speciali ''Erbgesundheitsgerichten'' («Tribunali per la sanità ereditaria») formati da tre membri: due [[medico|medici]] e un [[giudice]] distrettuale. I Tribunali avevano il compito di esaminare i pazienti nelle case di cura, negli istituti psichiatrici, nelle scuole per disabili e nelle prigioni per stabilire coloroquali fra cheessi dovevano essere sterilizzati e procedere successivamente all'operazione. I responsabili degli istituti visitati (medici, direttori, insegnanti, ecc.) avevano l'obbligo legale di riferire ai funzionari dei Tribunali, in palese violazione del codice [[deontologia|deontologico]], i nomi di coloro che rientravano nelle categorie da sottoporre a sterilizzazione.<ref name="lifton43-44"/>
 
Nonostante le numerose proteste popolari e i ricorsi fattipresentati dai parenti dei pazienti, si stima che tra il [[1933]] e il [[1939]] siano state sterilizzate fra le 200.000 -e le 350.000 persone.<ref>{{cita|Lifton, 2003|p. 47}}.</ref><ref>EsistonoSussistono discrepanze circa il numero effettivo:
 
* United States Holocaust Memorial Museum: 300.000 - 400.000 {{cita web|url=http://www.ushmm.org/education/resource/handic/handicapbklt.pdf|titolo=Copia archiviata|accesso=15 gennaio 2007|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20070204173337/http://www.ushmm.org/education/resource/handic/handicapbklt.pdf|dataarchivio=4 febbraio 2007|urlmorto=sì}}
* Henry Friedlander: 375.000 [http://fcit.usf.edu/holocaust/people/ORIGIN.htm]
* Gisela Bock: 360.000 + 40.000 (nei territori annessi tra il 1937 ed il 1939) [http://motlc.wiesenthal.com/site/pp.asp?c=gvKVLcMVIuG&b=395099]</ref> La legge vennefu utilizzataapplicata, in alcuni casi, a scopo punitivo, ad esempio a danno di donne considerate colpevoli di [[prostituzione]].
 
[[Martin Bormann]], stretto collaboratore e successivamente segretario privato di Hitler, fece circolare una direttiva nella quale era specificato che in una [[diagnosi]] di debolezza mentale era necessario tener conto del comportamento politico e morale della persona esaminata, una chiara allusione alla possibilità di colpire i nemici del Partito attraverso il provvedimento e di soprassedere invece nel caso opposto.<ref>{{cita|Lifton, 2003|p. 46}}.</ref>
 
{{doppia immagine|destra|Bundesarchiv Bild 183-1989-0821-502, Joseph Goebbels.jpg|110|Bundesarchiv Bild 183-H13374, Philipp Bouhler.jpg|110|[[Joseph Goebbels]] e [[Philipp Bouhler]], potenti gerarchi portatori di disabilità fisiche, non furono colpiti dalle norme eugenetiche.}}
È importante specificare come l'eugenetica nazionalsocialista (così come quella degli altri paesi europei e degli Stati Uniti) non colpì gli individui affetti da esclusivi problemi fisici (ad esempio, impossibilitati a camminare), ma interessò le persone con deficit intellettivi, problemi mentali e psichiatrici e affette da malattie ereditarie. Non bisogna infatti dimenticare come il ministro della Propaganda, il dottor Joseph Goebbels, possedesse una gamba leggermente più corta dell'altra (a causa di un'osteomielite che lo colpì nei primi anni di vita), una deformità che lo costrinse a zoppicare vistosamente per tutta la propria vita.
L'eugenetica nazionalsocialista (così come quella degli altri paesi europei e degli Stati Uniti) non colpì gli individui affetti da esclusivi problemi fisici (ad esempio, impossibilitati a camminare), ma interessò le persone con deficit intellettivi, problemi mentali e psichiatrici e affette da malattie ereditarie; non riguardò, ad esempio, il ministro della Propaganda, [[Joseph Goebbels]], il quale aveva una gamba leggermente più corta dell'altra (a causa di un'[[osteomielite]] che lo colpì nei primi anni di vita), una deformità che lo costrinse a zoppicare vistosamente per tutta la vita. Anche uno dei più importanti gerarchi coinvolti nel programma eugenetico, il dottor [[Philipp Bouhler]], aveva un problema fisico: zoppicava, a causa di una ferita riportata durante i combattimenti della [[prima guerra mondiale|Prima Guerra Mondiale]].
 
Un altro caso di persona nota affetta da problemi fisici fu [[Arthur Seyss-Inquart]]: il massimo esponente del nazionalsocialismo [[austria]]co era infatti affetto da una deformità congenita al piede sinistro nota in inglese come "''club foot''", all'incirca corrispondente alla locuzione italiana "[[piede equino]]" (è possibile osservare in filmati storici di repertorio la sua andatura claudicante a causa di tale deformità). Nonostante tale problema congenito, egli combatté durante la Prima Guerra Mondiale, venendo anche ferito durante il conflitto.
Anche uno dei principali dottori coinvolti nel programma eugenetico, il dottor Philipp Bouhler, aveva un problema fisico: egli infatti zoppicava, a causa di una ferita riportata durante i combattimenti della Prima Guerra Mondiale.
 
Dopo il [[1937]], le politiche di riarmo e la necessità sempre più massiccia di manodopera fecero in modo che molti potenziali pazienti risultassero «utili» e perciò esclusi dall'applicazione della legge, con la conseguente diminuzione del numero di sterilizzazioni.<ref>{{cita|Evans, 2005|p. 508}}.</ref>
Un altro caso di persona affetta da problemi fisici fu [[Arthur Seyss-Inquart]]: il massimo esponente del nazionalsocialismo austriaco era infatti affetto da una deformità congenita al piede sinistro nota in inglese come "club foot", all'incirca corrispondente alla locuzione italiana "piede equino" (è possibile osservare in filmati storici di repertorio la sua andatura claudicante a causa di tale deformità). Nonostante tale problema congenito, egli combatté durante la Prima Guerra Mondiale, venendo anche ferito durante il conflitto.
 
La maggior parte dei medici tedeschi non protestò contro l'applicazione della legge che, in sintonia con le idee del tempo, reputavano sostanzialmente corretta. Le idee sulla sterilizzazione coatta però non erano proprie del movimento nazionalsocialista, che pure le espresse nella sua forma più estrema. L'idea di sterilizzare coloro che soffrivano di disabilità ereditarie e di considerare un comportamento «asociale» anch'esso ereditabile, era ampiamente accettato e vigevano leggi di sterilizzazione coatta anche negli Stati Uniti, in [[Svezia]], in [[Svizzera]] e in altri paesi. Tra il [[1935]] e il [[1976]], ad esempio, furono sterilizzate in Svezia 62.000 persone. La [[Chiesa cattolica]] si oppose con forza alle politiche razziali ed eugenetiche del regime, anche se non riuscì a impedirne del tutto l'attuazione. Un ruolo importante ebbe su questo fronte l'azione di denuncia del [[vescovo]] [[Clemens August von Galen]], detto il "Leone di [[Münster]]".<ref>{{cita|Lifton, 2003|pp. 48-49}}.</ref>
Dopo il [[1937]] le politiche di riarmo e la necessità sempre più massiccia di manodopera fecero in modo che molti potenziali pazienti risultassero «utili» e perciò esclusi dall'applicazione della legge con la conseguente diminuzione del numero di sterilizzazioni.<ref>{{cita|Evans, 2005|p. 508}}.</ref>
 
La maggior parte dei medici tedeschi non protestò contro l'applicazione della legge che, in sintonia con le idee del tempo, reputavano sostanzialmente corretta. È importante notare come le idee sulla sterilizzazione coatta non fossero proprie del movimento nazionalsocialista che pure le espresse nella sua forma più estrema. L'idea di sterilizzare coloro che soffrivano di disabilità ereditarie e di considerare un comportamento «asociale» anch'esso ereditabile, era ampiamente accettato ed esistevano leggi di sterilizzazione coatta anche negli Stati Uniti, in [[Svezia]], in [[Svizzera]] e altri paesi. Tra il [[1935]] e il [[1976]], ad esempio vennero sterilizzate in Svezia 62.000 persone. La Chiesa cattolica si oppose con forza alle politiche razziali ed eugenetiche del regime, anche se non riuscì a impedirne del tutto la loro attuazione. Un ruolo importante ebbe su questo fronte l'azione di denuncia del vescovo [[Clemens August von Galen]], detto il "Leone di Münster".<ref>{{cita|Lifton, 2003|pp. 48-49}}.</ref>
 
== Verso il programma ''Aktion T4'' (1933 - 1939) ==
[[File:Karl Brandt SS-Arzt.jpg|thumb|left|[[Karl Brandt]], medico personale di Hitler e iniziatore del Programma T4 (qui in una foto del [[1947]]).]]
 
Subito dopo il varo del programma di sterilizzazione coatta, Hitler espresse il proprio favore all'uccisione dei malati inguaribili, delle «vite indegne di vita». Il dottor [[Karl Brandt]], (medico personale del Führer,) e [[Hans Lammers]] testimoniarono al termine del conflitto la volontà di Hitler di lanciare un programma di eugenetica già nel [[1933]] e la sua consapevolezza che tale progetto non sarebbe stato probabilmente compreso dall'[[opinione pubblica]] tedesca.<ref name="kershaw1">{{cita|Kershaw, 2000|p. 256}}.</ref> Nel [[1935]] disse a [[Gerhard Wagner (medico)|Gerhard Wagner]], ''Reichsärzteführer'' («Capocapo dei medici del Reich»), che la questione non avrebbe potuto essere risolta in tempo di pace e affermando che «questo problema potrà essere portato a termine senza intoppi e più facilmente in tempo di guerra» e ancora «in caso di guerra risolveremo radicalmente il problema degli istituti psichiatrici».<ref name="kershaw1" />
 
Lo scoppio della guerra permise così a Hitler di realizzare il progetto che accarezzava già da lungo tempo. La guerra addusse anche nuove giustificazioni all'idea di Hitler: i malati, anche se sterilizzati, continuavano a dover essere ricoverati in appositi istituti e, di conseguenza, a occupare spazi e risorse che avrebbero potuto essere utilizzati per i soldati feriti e per gli sfollati delle città bombardate. Essi venivano alloggiati e nutriti a spese dello Stato e impegnavano parte importante del tempo dei medici e del personale infermieristico; tutto questo era stato a malapena tollerato dalla dirigenza nazionalsocialista durante gli anni di pace, ma ora risultava assolutamente inconcepibile. ComeCosì si espresse [[Hermann Pfannmüller]], fervente nazista e uno tra i medici coinvolti nell<nowiki>'</nowiki>''Aktion T4'',: «è per me intollerabile l'idea che i migliori, il fiore della nostra gioventù, debbano perdere la vita al fronte perché i deboli di mente ed elementi sociali irresponsabili possano avere un'esistenza sicura negli istituti psichiatrici».<ref>{{cita|Lifton, 2003|pp. 91-92}}.</ref>
 
InDurante la preparazione alldell'operazione di eugenetica vera e propria, vennerofurono progressivamente chiuse le istituzioni medico-[[religione|religiose]], dalle quali ci si aspettava naturalmente una forte resistenza all'uccisione dei pazienti. I pazienti che vi si ospitavano vennerofurono quindi trasferiti negli istituti medici statali, andando a peggiorare le già precarie condizioni di sovraffollamento, e aumentando le possibilità propagandistiche delle campagne a favore dell'eugenetica.
 
=== Operazioni propagandistiche in preparazione al programma eugenetico ===
 
Nel periodo [[1933]] - [[1939]] il regime preparò l'opinione pubblica attraverso un oculato e mirato programma [[propaganda|propagandistico]]. Le organizzazioni naziste prepararono opuscoli, [[poster]] e film dovein cui si mostrava il costo di mantenimento degli istituti medici preposti alla cura dei malati inguaribili e si affermava che il denaro risparmiato poteva essere speso con più profitto per il «"progresso»" del popolo tedesco «sano».
 
Tra i numerosi [[cortometraggio|cortometraggi]] prodotti in merito alla cosiddetta "eutanasia", valeci la pena ricordarne tresono:<ref>{{cita|Lifton, 2003|pp. 72-74}}.</ref><ref>{{Cita web |url=http://www.uffl.org/vol%207/jlamonica7.pdf|lingua=en|autore=Jay LaMonica|titolo=Compulsory Sterilization, Euthanasia, and Propaganda: the Nazi Experience|accesso=13 gennaio 2007}}</ref>
* ''[[Das Erbe]]'' («L'eredità», [[1935]]) - Un film didattico e dichiaratamente «scientifico» che rappresentava le implicazioni mediche e sociali delle tare ereditarie e che rappresentava l'idea nazista di darwinismo e di «sopravvivenza del più forte».
* ''[[Opfer der Vergangenheit]]'' («Vittima del passato», [[1937]]) - Il film metteva a confronto il popolo «sano» con scene tratte dalle corsie degli istituti psichiatrici popolate di esseri «deformi» e «degenerati» e arrivando a concludere che tutto ciò era dovuto a una violazione delle regole della selezione naturale, alle qualicui si sarebbe dovuto porre rimedio ripristinandole con «metodi umani». La prima del film ebbesi luogotenne a [[Berlino]], introdotta dal ''leader'' dei medici del Reich, Wagner, e successivamente proiettato a lungo in 5.300 cinematografi in tutta la Germania.
* ''[[Io accuso|Ich klage an]]'' («Io accuso», [[1941]]) - Prodotto (e girato con grande maestria) quando già il programma T4 era avviato, dietro suggerimento di [[Karl Brandt]], (uno dei principali responsabili del progetto), per giustificare le misure intraprese e mettere a tacere le critiche che, nonostante il lavoro propagandistico fatto, erano ancora numerose. Il film era basato sul romanzo ''Sendung und Gewissen'' («Missione e coscienza») del medico e scrittore [[Helmut Hunger]], altro elemento chiave dell'''Aktion T4''. Mentre i nazisti operavano le «uccisioni pietose» contro la volontà dei pazienti e dei parenti, il film mostrava invece un medico che uccideva la moglie malata di [[sclerosi multipla]] che lo supplicava di mettere fine alle sue sofferenze. Processato, il medico veniva assolto dalla giuria, che si interrogava circa la domanda fattaposta dallo stesso accusato: «Vorreste voi, se invalidi, continuare a vegetare per sempre?».
 
Un ulteriore campo di intervento propagandistico a favore dell'eugenetica fu rappresentato dalle scuole, dove gli studenti si trovarono a risolvere problemi di aritmetica di questo tipo:
 
{{Citazione|Un malato di mente costa circa 4 marchi al giorno, un invalido 5,5 marchi, un delinquente 3,5 marchi. In molti casi un funzionario pubblico guadagna al giorno 4 marchi, un impiegato appena 3,5 marchi, un operaio [...] a) rappresenta graficamente queste cifre [...]}}
 
Questa pratica vieneè mostrata anche nel film italiano [[La vita è bella (film 1997)|La vita è bella]], in cui vienesi elogiataelogia la bravura dei bambini tedeschi nel risolvere problemi di matematica come questo:
 
{{Citazione|Un pazzo costa allo Stato 4 marchi al giorno. Uno storpio 4,50, un epilettico 3,50. Visto che la quota media è di 4 marchi al giorno e i ricoverati sono 300.000, quanto si risparmierebbe complessivamente se questi individui venissero eliminati?}}
 
La pressione sui giovani per far loro accettare l'eugenetica si applicavaesercitava anche attraverso la potente organizzazione ''[[Gioventù hitleriana|Hitler-Jugend]]'' («Gioventù hitleriana»), che raggruppava (l'iscrizione e la partecipazione alle attività svolte eraerano obbligatoriaobbligatorie) i tedeschi dai 10 ai 18 anni di età. In un manuale formativo a uso dei leader della Gioventù hitleriana, nel capitolo «Genetica e igiene razziale» si poteva leggere:
{{Citazione|La maggior parte di coloro con malattie e deficienze genetiche sono completamente incapaci di sopravvivere da soli. Non possono badare a se stessi ma devono essere presi in cura dalle istituzioni. Ciò costa allo stato enormi somme ogni anno. Il costo di cura per una persona geneticamente malata è otto volte superiore rispetto a quello di una persona normale. Un bambino che è un idiota costa quanto quattro o cinque bambini [sani]. Il costo per otto anni di istruzione normale è di circa 1.000 marchi. L'istruzione di un bambino sordo costa circa 20.000 marchi. In tutto il Reich tedesco spende circa 1.2 miliardi di marchi ogni anno per la cura ed il trattamento [medico] di cittadini con malattie genetiche.<ref>Fritz Bennecke. ''[http://www.calvin.edu/academic/cas/gpa/hjhandbuch.htm Vom deutschen Volk und seinem Lebensraum, Handbuch für die Schulung in der HJ]''. Munich: Franz Eher, 1937. Tratto dal sito web «German Propaganda Archive». Riportato il 15 gennaio 2007.</ref>}}
 
{{vedi anche|Eutanasia su minori nella Germania nazista}}
[[File:Viktor Brack Nürnberg 2.jpg|thumb|Viktor Brack]]
Verso la fine del [[1938]] la Cancelleria del Führer ricevette, da parte della famiglia di un bambino di nome Knauer affetto da gravi malformazioni fisiche e definito «idiota», una richiesta affinché Hitler desse il suo assenso per un'«uccisione pietosa». Hitler inviò il suo medico personale Viktor Brack presso la clinica dell'[[Università di Lipsia]] per verificare con i medici che avevano in cura il bambino se realmente egli fosse un caso disperato e, in tal caso, autorizzarne l'uccisione, che alla fine avvenne. In seguito al «caso Knauer» Hitler autorizzò la creazione della ''Reichsausschuß zur wissenschaftlichen Erfassung erb- und anlagebedingter schwerer Leiden'' («Comitato del Reich per il rilevamento scientifico di malattie ereditarie e congenite gravi») e vi pose a capo Brandt. La Commissione era diretta da [[Hans Hefelmann]] e dipendeva direttamente da [[Viktor Brack]]; entrambi facevano parte della Cancelleria privata del Führer, che diresse il programma in collaborazione con il Dipartimento di Sanità del Ministero dell'Interno. Hitler autorizzò nel contempo Brandt e Bouhler (capo della Cancelleria privata del Führer) a procedere con l'eutanasia in casi simili a quello che si era presentato.<ref>{{cita|Lifton, 2003|pp. 76–77}}.</ref>
 
L'elemento volontario presente nel «caso Knauer» scomparve rapidamente; entro l'agosto [[1939]] il Ministero dell'Interno ordinò che i medici e le [[ostetricia|ostetriche]] che lavoravano negli ospedali tedeschi riferissero tutti i casi di bambini nati con gravi malformazioni, ufficialmente per creare un «archivio scientifico», ma con il chiaro intento di operare le necessarie «uccisioni pietose». Dovevano essere segnalati «tutti i bambini di età inferiore ai tre anni nei quali sia sospetta una delle seguenti gravi malattie ereditarie: idiozia e [[sindrome di Down]] (specialmente se associata a [[cecità]] o [[sordità]]); [[macrocefalia]]; [[Idrocefalo|idrocefalia]]; malformazioni di ogni genere specialmente agli arti, alla testa e alla colonna vertebrale; inoltre le [[paralisi]], incluse le condizioni spastiche».<ref>Circolare del Ministero degli Interni ''IV b 3088/39 - 1079 Mi'' del 18 agosto 1939. Disponibile in: {{Cita web |url=http://www.holocaust-education.de/resmedia/document/document/B018T07E.PDF|titolo=Excerpt from a circular issued by the Ministry of the Interior, August 18, 1939|pubblicazione=Learning from History|accesso=16 gennaio 2006|lingua=en}}</ref> Le segnalazioni venivano valutate da una speciale commissione composta da tre membri che dovevano raggiungere il consenso unanime prima di procedere all'uccisione.
In seguito al «caso Knauer» Hitler autorizzò la creazione della ''Reichsausschuß zur wissenschaftlichen Erfassung erb- und anlagebedingter schwerer Leiden'' («Comitato del Reich per il rilevamento scientifico di malattie ereditarie e congenite gravi») e ne pose a capo Brandt. La Commissione era diretta da [[Hans Hefelmann]] e dipendeva direttamente da [[Viktor Brack]]; entrambi facevano parte della Cancelleria privata del Führer che diresse il programma in collaborazione con il Dipartimento di Sanità del Ministero dell'Interno. Hitler autorizzò nel contempo Brandt e Bouhler (capo della Cancelleria privata del Führer) a procedere con l'eutanasia in casi simili a quello che si era presentato.<ref>{{cita|Lifton, 2003|pp. 76–77}}.</ref>
 
Nello svolgimento del programma ''Aktion T4'' si utilizzarono numerosi metodi di dissimulazione; molti genitori, soprattutto dell'area cattolica, erano, per ovvi motivi, contrari. I genitori venivano informati che i loro figli sarebbero stati portati in «sezioni speciali» di centri pediatrici dove avrebbero potuto ricevere cure migliori e innovative.<ref>{{cita|Sereny, 1974|p. 55}}.</ref> I bambini inviati presso questi centri venivano tenuti «in osservazione» per alcune settimane e poi uccisi con iniezioni letali; i certificati di morte riportavano come causa del decesso «polmonite». Normalmente venivano effettuate [[autopsia|autopsie]] ed erano asportate alcune parti del [[cervello]] a scopo di ricerca scientifica. Questa operazione sembrava tacitare le coscienze di molti dei medici coinvolti nel programma perché dava loro l'impressione che i bambini non fossero morti invano e che il programma avesse reali scopi medici.<ref>{{cita|Lifton, 2003|pp. 84-85}}.</ref>
L'elemento volontario presente nel «caso Knauer» scomparve rapidamente; entro l'agosto [[1939]] il Ministero dell'Interno ordinò che i dottori e le [[ostetricia|ostetriche]] che lavoravano negli ospedali tedeschi riferissero tutti i casi di bambini nati con gravi malformazioni, ufficialmente per creare un «archivio scientifico», ma con il chiaro intento di operare le necessarie «uccisioni pietose». Dovevano essere segnalati «tutti i bambini di età inferiore ai tre anni nei quali sia sospetta una delle seguenti gravi malattie ereditarie: idiozia e [[sindrome di Down]] (specialmente se associato a cecità o sordità); [[macrocefalia]]; [[Idrocefalo|idrocefalia]]; malformazioni di ogni genere specialmente agli arti, la testa e la colonna vertebrale; inoltre le paralisi, incluse le condizioni spastiche».<ref>Circolare del Ministero degli Interni ''IV b 3088/39 - 1079 Mi'' del 18 agosto 1939. Disponibile in: {{Cita web |url=http://www.holocaust-education.de/resmedia/document/document/B018T07E.PDF|titolo=Excerpt from a circular issued by the Ministry of the Interior, August 18, 1939|pubblicazione=Learning from History|accesso=16 gennaio 2006|lingua=en}}</ref> Le segnalazioni venivano valutate da una speciale commissione composta da tre membri che dovevano raggiungere il consenso unanime prima di procedere all'uccisione.
 
Dopo lo scoppio della guerra nel settembre [[1939]], il programma perse l'iniziale «scientificità» e i controlli della commissione esaminatrice centrale divennero più blandi; nel contempo esso venne esteso fino a includere bambini più vecchi di tre anni (come inizialmente definito) e [[Adolescenza|adolescenti]]. Nelle parole di Lifton il programma fu esteso fino a coprire «vari casi ''borderline'' o deficit limitati, fino all'uccisione di ragazzi designati come delinquenti giovanili. I bambini ebrei poterono essere inclusi primariamente per il fatto di essere ebrei; e in un istituto fu costituito un dipartimento speciale per "minorenni di sangue misto (''Mischlinge'') ebraico-ariano"».<ref name="bambini">{{cita|Lifton, 2003|p. 83}}.</ref> Nel contempo si aumentò la pressione sui genitori per la consegna dei bambini. Molti di loro sospettavano cosa stava accadendo realmente, specialmente dopo che le istituzioni per bambini disabili cominciarono a essere sistematicamente chiuse, e si rifiutarono di consegnare i loro figli alle autorità. Queste ultime minacciavano di togliere la custodia legale di tutti i figli (inclusi quelli non disabili) ai genitori nel caso si fossero opposti. Nel caso la famiglia persistesse nel suo atteggiamento, i genitori venivano minacciati di essere richiamati per «uno speciale incarico di lavoro».<ref>{{cita|Lifton, 2003|p. 81}}.</ref>
Nello svolgimento del programma ''Aktion T4'' si utilizzarono numerosi metodi di dissimulazione; molti genitori, soprattutto dell'area cattolica, erano, per ovvi motivi, contrari. I genitori venivano informati che i loro figli sarebbero stati portati in «sezioni speciali» di centri pediatrici dove avrebbero potuto ricevere migliori e innovative cure.<ref>{{cita|Sereny, 1974|p. 55}}.</ref> I bambini inviati presso questi centri venivano tenuti «in osservazione» per alcune settimane e poi uccisi con iniezioni letali; i certificati di morte riportavano come causa del decesso «polmonite». Normalmente venivano effettuate [[autopsia|autopsie]] ed erano asportate alcune parti del [[cervello]] a scopo di ricerca scientifica. Questa operazione sembrava tacitare le coscienze di molti dei medici coinvolti nel programma perché dava loro l'impressione che i bambini non fossero morti invano e che il programma avesse reali scopi medici.<ref>{{cita|Lifton, 2003|pp. 84-85}}.</ref>
 
Quando l'intero Programma T4 fu sospeso nel [[1941]] a seguito delle numerose proteste, erano stati uccisi un totale di circa 5.000 bambini. La sospensione ufficiale non fu però reale e subentrò una nuova fase definita di «eutanasia selvaggia», che proseguì fino al termine del conflitto e contribuì ad aumentare notevolmente il numero delle vittime.<ref name=bambini /> L'ultima uccisione riconducibile all'''Aktion T4'' di un bambino, [[Richard Jenne]], di soli 4 anni<ref>{{cita web|url=http://digitalassets.ushmm.org/photoarchives/detail.aspx?id=10049|titolo=Close-up of Richard Jenne, the last child killed by the head nurse at the Kaufbeuren-Irsee euthanasia facility|accesso=19 settembre 2016}}</ref>, fu eseguita il 29 maggio [[1945]] presso l'istituto statale di Kaufbeuren-Irsee in [[Baviera]], tre settimane dopo il termine del secondo conflitto mondiale in Germania.<ref>Henry Friedlander. ''The Origins of Nazi Genocide: From Euthanasia to the Final Solution'' citato in: {{en}} Joerg Bottger (2000). ''[http://www.h-net.msu.edu/reviews/showrev.cgi?path=2249957902770 Mass Murder for the Sake of the Volksgemeinschaft]'' dal sito web «H-Holocaust». Riportato il 19 gennaio 2007.</ref>
Dopo lo scoppio della guerra nel settembre [[1939]] il programma perse l'iniziale «scientificità» e i controlli della commissione esaminatrice centrale divennero più blandi; nel contempo esso venne esteso fino a includere bambini più vecchi di tre anni (come inizialmente definito) e [[Adolescenza|adolescenti]]. Nelle parole di Lifton il programma venne esteso fino a coprire «vari casi ''borderline'' o deficit limitati, fino all'uccisione di ragazzi designati come delinquenti giovanili. I bambini ebrei poterono essere inclusi primariamente per il fatto di essere ebrei; e in un istituto fu costituito un dipartimento speciale per "minorenni di sangue misto (''Mischlinge'') ebraico-ariano"».<ref name="bambini">{{cita|Lifton, 2003|p. 83}}.</ref> Nel contempo venne aumentata la pressione sui genitori per la consegna dei bambini. Molti di loro sospettavano cosa stava accadendo realmente, specialmente dopo che le istituzioni per bambini disabili incominciarono a essere sistematicamente chiuse, e si rifiutarono di consegnare i loro figli alle autorità. Queste ultime minacciavano di togliere la custodia legale di tutti i figli (inclusi quelli non disabili) ai genitori nel caso si fossero opposti. Nel caso la famiglia persistesse nel suo atteggiamento i genitori venivano minacciati di essere richiamati per «uno speciale incarico di lavoro».<ref>{{cita|Lifton, 2003|p. 81}}.</ref>
 
Quando l'intero Programma T4 venne sospeso nel [[1941]] a seguito delle numerose proteste, erano stati uccisi un totale di circa 5.000 bambini. La sospensione ufficiale non fu però reale e subentrò una nuova fase definita di «eutanasia selvaggia» che proseguì fino al termine del conflitto e contribuì ad aumentare notevolmente il numero delle vittime.<ref name=bambini /> L'ultima uccisione di un bambino, [[Richard Jenne]] di soli 4 anni <ref>{{cita web|url=http://digitalassets.ushmm.org/photoarchives/detail.aspx?id=10049|titolo=Close-up of Richard Jenne, the last child killed by the head nurse at the Kaufbeuren-Irsee euthanasia facility|accesso=19 settembre 2016}}</ref> riconducibile all'''Aktion T4'' voluto da Hitler venne effettuata il 29 maggio [[1945]] presso l'istituto statale di Kaufbeuren-Irsee in [[Baviera]], tre settimane dopo il termine del secondo conflitto mondiale in Germania.<ref>Henry Friedlander. ''The Origins of Nazi Genocide: From Euthanasia to the Final Solution'' citato in: {{en}} Joerg Bottger (2000). ''[http://www.h-net.msu.edu/reviews/showrev.cgi?path=2249957902770 Mass Murder for the Sake of the Volksgemeinschaft]'' dal sito web «H-Holocaust». Riportato il 19 gennaio 2007.</ref>
 
== L'uccisione di adulti (1939 - 1941) ==
<div style="float:right; padding:6px; margin:6px">
{| align="right" | class="wikitable"
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|-
! colspan=6 | Numero di vittime dell<nowiki>'</nowiki>''Aktion T4'' (dati ufficiali)<br />[[1940]] - settembre [[1941]]
|-
| colspan=6 style="font-size: 90%" | Fonte: Documento 87, S. 232 cit. in Erst Klee. ''Dokumente zur „Euthanasie“'', 1985.
|}</div>
Brandt e Bouhler si mossero rapidamente per approntare i piani che avrebbero esteso il programma anche alla popolazione adulta. Nel luglio [[1939]] essi convocarono un incontro al quale partecipò il dottor [[Leonardo Conti]], ''Reichsgesundheitsführer'' («LeaderCapo della Salutesanità del Reich») e [[segretario di stato]] alla [[Sistema sanitario|Sanitàsanità]] presso il Ministero dell'Interno e il professor [[Werner Heyde]], capo del servizio medico delle SS. Tema dell'incontro fu la creazione di un registro nazionale di tutte le persone ospedalizzate affette da malattie mentali e disabilità fisiche.
 
I primi adulti disabili uccisi dal regime nazista non furono però tedeschi bensì polacchi, quando gli uomini dell<nowiki>'</nowiki>''[[Einsatzgruppen|Einsatzkommando]]'' 16 «ripulirono» gli ospedali e gli istituti psichiatrici del ''[[Reichsgau Wartheland]]'', una regione della [[Polonia]] occidentale che i tedeschi, dopo l'[[Campagna di Polonia|invasione]], avevano deciso di inglobare direttamente nel Reich. Nell'area di [[Danzica]] vennerofurono uccisi circa 7.000 pazienti di diversi istituti mentre altri 10.000 subirono lo stesso destino nella zona di [[Gotenhafen]]. Simili misure vennerofurono attuate anche in altre zone della Polonia destinate all'incorporazione diretta nel Reich.<ref>{{cita|Browning, 2005|pp. 186-187}}.</ref> A [[Poznań|Posen]] migliaia di pazienti vennero uccisi col [[monossido di carbonio]] in una [[camera a gas]] improvvisata, sviluppata da [[Albert Widmann]], capo del reparto [[chimica|chimico]] della ''[[Kriminalpolizei]]'' («Polizia criminale» tedesca). Nel dicembre [[1939]] il capo delle SS [[Heinrich Himmler]] assistette a una di queste ''gassazioni'' accertando che questa invenzione avrebbe potuto essere utilizzata proficuamente anche in seguito.<ref>{{cita|Browning, 2005|p. 188}}.</ref>
 
A [[Poznań|Posen]] migliaia di pazienti furono uccisi con il [[monossido di carbonio]] in una [[camera a gas]] improvvisata, sviluppata da [[Albert Widmann]], capo del reparto [[chimica|chimico]] della ''[[Kriminalpolizei]]'' («Polizia criminale» tedesca). Nel dicembre [[1939]] il capo delle SS [[Heinrich Himmler]] assistette a una di queste ''gassazioni'' accertando che questa invenzione avrebbe potuto essere utilizzata proficuamente anche in seguito.<ref>{{cita|Browning, 2005|p. 188}}.</ref>
[[File:Pirna Sonnenstein.jpg|thumb|upright=1.4|In questo edificio a [[Sonnenstein]] sono state uccise 13.720 persone nel biennio [[1940]]-[[1941|41]].]]
 
[[File:Pirna Sonnenstein.jpg|thumb|In questo edificio a [[Sonnenstein]] sono state uccise 13.720 persone nel biennio [[1940]]-[[1941|41]].]]
L'idea di uccidere gli «inutili» pazienti mentalmente disabili si propagò rapidamente dalla Polonia occupata alle contigue aree della stessa Germania, probabilmente perché le autorità tedesche di queste aree già conoscevano bene quello che si stava verificando in Polonia. Inoltre i soldati tedeschi feriti nel corso della campagna polacca venivano evacuati presso queste aree di confine e necessitavano di spazio all'interno degli ospedali. Il ''[[Gauleiter]]'' di [[Pomerania]], [[Franz Schwede-Coburg]], inviò 1.400 pazienti provenienti da cinque ospedali pomerani in Polonia dove vennero uccisi. Il ''Gauleiter'' della [[Prussia orientale]], [[Erich Koch]] fece lo stesso con 1.600 ammalati; in totale circa 8.000 pazienti tedeschi vennero uccisi in questa prima ondata di uccisioni. Tutto ciò avvenne su iniziativa delle autorità locali anche se certamente Himmler ne conosceva e approvava l'esecuzione.<ref>{{cita|Browning, 2005|p. 190}}.</ref>
 
L'idea di uccidere gli «inutili» pazienti mentalmente disabili si propagò rapidamente dalla Polonia occupata alle contigue aree della stessa Germania, probabilmente perché le autorità tedesche di queste aree già conoscevano bene quello che si stava verificando in Polonia. Inoltre i soldati tedeschi feriti nel corso della campagna polacca venivano evacuati presso queste aree di confine e necessitavano di spazio all'interno degli ospedali. Il ''[[Gauleiter]]'' di [[Pomerania]], [[Franz Schwede-Coburg]], inviò 1.400 pazienti provenienti da cinque ospedali pomerani in Polonia, dove vennero uccisi. Il ''Gauleiter'' della [[Prussia orientale]], [[Erich Koch]] fece lo stesso con 1.600 ammalati; in totale circa 8.000 pazienti tedeschi furono uccisi in questa prima ondata di uccisioni. Tutto ciò avvenne su iniziativa delle autorità locali, anche se certamente Himmler ne conosceva e approvava l'esecuzione.<ref>{{cita|Browning, 2005|p. 190}}.</ref>
 
Ufficialmente il programma di uccisione di adulti con disabilità mentali e fisiche prese avvio con una lettera che Hitler indirizzò a Bouhler e Brandt nell'ottobre [[1939]]:
{{Citazione|Al capo [della Cancelleria] del Reich Bouhler e al dottor Brandt viene affidata la responsabilità di espandere l'autorità dei medici, che devono essere designati per nome, perché ai pazienti considerati incurabili secondo il miglior giudizio umano disponibile del loro stato di salute possa essere concessa una morte pietosa.<ref name="lifton3">{{cita|Lifton, 2003|p. 91}}.</ref><ref>L'immagine digitale della lettera originale è disponibile a questo indirizzo [http://www.euthanasia.com/hitlerletter.html]</ref>}}
 
[[File:Bundesarchiv Bild 183-1989-0309-501, Leonardo Conti.jpg|thumb|[[Leonardo Conti]], uno dei gerarchi impegnati nell'Aktion T4; scavalcato da Hitler, che ne temeva possibili intralci alla biomedica nazionalsocialista, si uccise in cella un mese prima dell'inizio del [[processo di Norimberga]]]]
La lettera venne retrodatata al 1º settembre [[1939]], per provvedere la necessaria copertura «legale» alle uccisioni già effettuate e per creare una più stretta correlazione tra il Programma T4 e lo scoppio del conflitto, facendo pensare che l'intero progetto fosse una reale «necessità» di guerra.<ref name="lifton3" /> La lettera, che rappresentò l'unica base legale del programma, non fu un «decreto del Führer» formale che nella Germania nazionalsocialista avrebbe avuto a tutti gli effetti il valore di legge. Per questo motivo Hitler scavalcò deliberatamente, almeno in parte, Conti, segretario di stato alla Sanità, e il suo dipartimento che egli considerava non abbastanza legati alla spietata visione biomedica nazionalsocialista e che avrebbero potuto sollevare domande scomode circa la legalità del programma e preferì affidarlo direttamente a Bouhler e Brandt, entrambi strettamente legati alla sua persona.<ref>{{cita|Lifton, 2003|p. 92}}.</ref> Vennero preparate alcune bozze di legge per legalizzare il programma di eutanasia ma Hitler rifiutò sempre di accettarle.
La lettera fu retrodatata al 1º settembre [[1939]], per garantire la necessaria copertura «legale» alle uccisioni già effettuate e per creare una più stretta correlazione tra il Programma T4 e lo scoppio del conflitto, facendo pensare che l'intero progetto fosse una reale «necessità» di guerra.<ref name="lifton3" /> La lettera, che rappresentò l'unica base legale del programma, non fu un formale «decreto del Führer» che nella Germania nazionalsocialista avrebbe avuto a tutti gli effetti il valore di legge. Per questo motivo Hitler scavalcò deliberatamente, almeno in parte, Conti, segretario di stato alla Sanità, e il suo dipartimento (che egli considerava non abbastanza legati alla spietata visione biomedica nazionalsocialista) e che avrebbero potuto sollevare domande scomode circa la legalità del programma e preferì affidarlo direttamente a Bouhler e Brandt, entrambi strettamente legati alla sua persona.<ref>{{cita|Lifton, 2003|p. 92}}.</ref> Vennero preparate alcune bozze di legge per legalizzare il programma di eutanasia ma Hitler rifiutò sempre di accettarle.
 
[[File:A plaque set in the pavement at No 4 Tiergartenstrasse.JPG|thumb|left|Lapide stradale che commemora i morti dell<nowiki>'</nowiki>''Aktion T4'', sita al n. 4 della Tiergartenstrasse, dove era ubicato l'ufficio centrale del programma eugenetico.]]
Il programma venne amministrato dallo staff di [[Viktor Brack]], capo dell<nowiki>'</nowiki>''Amt 2'' («Ufficio 2») della Cancelleria del Führer, che aveva sede in ''Tiergartenstrasse'' al numero 4. La supervisione era di Bouhler (del quale Brack era diretto subordinato) e Brandt. Altre figure coinvolte nel programma furono il dottor [[Herbert Linden]], già coinvolto nell'eugenetica infantile, e il dottor [[Ernst-Robert Grawitz]], comandante medico delle SS. Questo vertice organizzativo definì i nomi dei medici che avrebbero dovuto portare a termine la parte «operativa» del programma; questi furono scelti in base all'affidabilità politica, alla reputazione professionale e alle «simpatie» dimostrate nei confronti delle pratiche eugenetiche più radicali. Tra i medici selezionati figuravano alcuni che avevano già dimostrato la loro solerzia nelle uccisioni di bambini come Unger, Heinze e il dottor [[Hermann Pfannmüller]]. A questi furono affiancati nuovi medici, per la maggior parte psichiatri, come il professor [[Werner Heyde]] di [[Würzburg]], il professor [[Carl Schneider]] di [[Heidelberg]], il professor [[Max de Crinis]] di [[Berlino]] e [[Paul Nitsche]] dell'istituzione statale di [[Sonnenstein]]. La direzione operativa fu affidata a Heyde, che successivamente fu sostituito da Nitsche.<ref>{{cita|Lifton, 2003|p. 93}}.</ref>
 
All'inizio dell'ottobre [[1939]] tutti gli ospedali, case d'infanzia, case di riposo per anziani e sanatori furono obbligati a riportare su un apposito modulo tutti i pazienti istituzionalizzati da cinque o più anni, i «pazzi criminali», i «non-ariani» e coloro ai quali era stata diagnosticata una qualsiasi malattia riportata in un'apposita lista. Questa lista comprendeva [[schizofrenia]], [[epilessia]], [[corea di Huntington]], gravi forme di [[sifilide]], [[demenza|demenza senile]], [[paralisi]], [[encefalite]] e, in generale, «condizioni neurologiche terminali». Alcuni medici e amministratori interpretarono la richiesta credendo che lo scopo fosse identificare i pazienti abili al servizio di lavoro e, cercando di proteggerli, sovrastimarono intenzionalmente, con fatali conseguenze, le malattie dei loro pazienti.<ref>{{cita|Lifton, 2003|p. 95}}.</ref> Nel caso in cui gli ospedali si rifiutassero di collaborare, appositi team di medici (o più spesso studenti di medicina) più compiacenti verso il nazionalsocialismo visitavano tali strutture e compilavano loro stessi i moduli, cercando di rendere la condizione dei pazienti la più sfavorevole possibile.<ref>{{cita|Lifton, 2003|p. 99}}.</ref> Allo stesso modo, tutti i pazienti di origine ebraica, anche coloro che non rientravano nei «casi» previsti per la soppressione, furono cacciati dalle case di cura e uccisi nel corso del [[1940]].<ref>{{cita|Lifton, 2003|p. 109}}.</ref>
Il programma venne amministrato dallo staff di [[Viktor Brack]], capo dell<nowiki>'</nowiki>''Amt 2'' («Ufficio 2») della Cancelleria del Führer, che aveva sede in ''Tiergartenstrasse'' al numero 4. La supervisione era di Bouhler (del quale Brack era diretto subordinato) e Brandt. Altre figure coinvolte nel programma furono il dottor Herbert Linden, già coinvolto nell'eugenetica infantile, e il dottor [[Ernst-Robert Grawitz]], comandante medico delle SS. Questo vertice organizzativo definì i nomi dei medici che avrebbero dovuto portare a termine la parte «operativa» del programma. Essi vennero scelti in base all'affidabilità politica, alla reputazione professionale e alle «simpatie» dimostrate nei confronti delle pratiche eugenetiche più radicali. Tra i medici selezionati figuravano alcuni che avevano già dimostrato la loro solerzia nelle uccisioni di bambini come Unger, Heinze e il dottor Hermann Pfannmüller. A questi vennero affiancati nuovi medici, per la maggior parte psichiatri, come il professor [[Werner Heyde]] di [[Würzburg]], il professor [[Carl Schneider]] di [[Heidelberg]], il professor [[Max de Crinis]] di [[Berlino]] e [[Paul Nitsche]] dell'istituzione statale di [[Sonnenstein]]. La direzione operativa venne affidata a Heyde che fu sostituito successivamente da Nitsche.<ref>{{cita|Lifton, 2003|p. 93}}.</ref>
 
All'inizio dell'ottobre [[1939]] tutti gli ospedali, case d'infanzia, case di riposo per anziani e sanatori ebbero l'obbligo di riportare su un apposito modulo tutti i pazienti istituzionalizzati da cinque o più anni, i «pazzi criminali», i «non-ariani» e coloro ai quali era stata diagnosticata una qualsiasi malattia riportata in un'apposita lista. Questa lista comprendeva [[schizofrenia]], [[epilessia]], [[corea di Huntington]], gravi forme di [[sifilide]], [[demenza|demenza senile]], [[paralisi]], [[encefalite]] e, in generale, «condizioni neurologiche terminali». Alcuni medici e amministratori interpretarono la richiesta credendo che lo scopo fosse identificare i pazienti abili al servizio di lavoro e sovrastimarono appositamente, con fatali conseguenze, le malattie dei loro pazienti cercando così di proteggerli.<ref>{{cita|Lifton, 2003|p. 95}}.</ref> Nel caso in cui gli ospedali si rifiutassero di collaborare, appositi team di medici (o più spesso studenti di medicina) più compiacenti verso il nazionalsocialismo visitavano tali strutture e compilavano loro stessi i moduli, cercando di rendere la condizione dei pazienti il più sfavorevole possibile.<ref>{{cita|Lifton, 2003|p. 99}}.</ref> Allo stesso modo tutti i pazienti di origine ebraica, anche coloro che non rientravano nei «casi» previsti per la soppressione, vennero cacciati dalle case di cura e uccisi nel corso del [[1940]].<ref>{{cita|Lifton, 2003|p. 109}}.</ref>
 
Come nel caso del programma di eugenetica per bambini, i moduli degli adulti erano esaminati da una speciale commissione che operava negli uffici della ''Tiergartenstrasse''. Gli esperti dell'ufficio dovevano valutare i casi solo in base alle informazioni riportate sul modulo, tralasciando quindi la storia clinica dei pazienti e senza effettuare ulteriori visite mediche agli stessi. Spesso essi si trovarono «oberati» di migliaia di richieste da esaminare ed evadere in tempi brevissimi. Su ogni rapporto il medico esaminatore mettevaapponeva il simbolo «+» (morte) o il simbolo «-» (vita) oppure occasionalmente «?» quando non era in grado di decidere. Dopo che ogni paziente era stato esaminato indipendentemente da tre esperti, nel caso fossero risultati tre simboli ''+'', il paziente veniva ucciso.<ref>{{cita|Lifton, 2003|pp. 98–99}}.</ref>
 
Inizialmente i pazienti vennerofurono uccisi, come già accadeva nel programma per i bambini, con iniezioni letali. Il metodo era però lento e inefficace e con il prosieguo della guerra, quando i farmaci utilizzati nelle iniezioni divennero sempre più scarsi, divenne chiaro che sarebbe stato necessario trovare un nuovo metodo. Hitler stesso, basandosi sul consiglio del professor Heyde, propose a Brandt l'utilizzo di [[monossido di carbonio]], dopo che una serie di esperimenti effettuati nel gennaio [[1940]] a [[Brandeburgo]] con diversi tipi di iniezioni letali raffrontate con l'impiego del gas avevano dimostrato la superiore efficienza di quest'ultimo.<ref>{{cita|Lifton, 2003|pp. 101–102}}.</ref> L'uccisione mediante monossido di carbonio puro - venivaera cioè prodotto industrialmente, a differenza di quello che accadde successivamente in alcuni [[campo di sterminio|campi di sterminio]], dove era invece prodotto dai fumi di scarico di grossigrandi motori - in apposite [[camera a gas|camere a gas]] vennefu presto estesa a tutti i sei centri dell<nowiki>'</nowiki>''Aktion T4'', quasi tutti ex ospedali o case di cura convertite:
[[File:Alkoven Schloss Hartheim 2005-08-18 3589.jpg|thumb|Il castello di Hartheim.]]
* Il [[castello di Hartheim]] vicino a [[Linz]] in [[Austria]]
* [[Brandeburgo sull'Havel]] nei pressi di [[Berlino]]
* [[Hadamar]] in [[Assia]]
Oltre che per l'uccisione dei pazienti, questi centri vennerofurono utilizzati anche per l'eliminazione degli internati dei [[campo di concentramento|campi di concentramento]] ammalati e ormai non più in grado di lavorare per il Reich. L'operazione di eliminazione degli internati prese il nome di ''[[Aktion 14f13]]''.
 
I pazienti selezionati venivano prelevati dagli istituti di cura da appositi autobus guidati da personale delle SS che indossava camici bianchi per dare una falsa impressione di sicurezza. Per impedire ai parenti delle vittime e ai medici che li avevano in cura di poterli rintracciare in seguito, i pazienti venivanoerano inizialmente trasportati in «centri» di transito, situati presso i grandi ospedali tedeschi in prossimità della reale destinazione,; dovequi venivanoerano posti sotto «osservazione» per un breve periodo prima di essere in seguito trasferiti presso uno dei centri del Programma perove avrebbero subirericevuto il «trattamento speciale».<ref>{{cita|Lifton, 2003|p. 100}}.</ref> IlLa terminelocuzione «trattamento speciale» (in [[lingua tedesca]] ''Sonderbehandlung''), ereditatoereditata dal Programma T4, vennefu in seguito utilizzatoutilizzata anche come [[eufemismo]] per definireindicare lo sterminio durante l'[[olocausto]]. I parenti che eventualmente avessero voluto visitare i loro congiunti nei centri venivano scoraggiati da lettere che spiegavano l'impossibilità di esaudire il loro desiderio in base ad appositi regolamenti promulgati a causa della guerra. Molti dei pazienti, d'altronde, venivanoerano stati uccisi nel giro di 24 ore dall'arrivo e i loro corpi immediatamente [[cremazione|cremati]]. Grande cura venivasi postariponeva pernel produrre per ogni vittima un certificato di morte perin ogni vittima, dovecui la causa didel mortedecesso fosse verosimile, da inviare insieme con le ceneri ai parenti. La creazione delle centinaia di certificati di morte e la cura posta nel renderli il più realistici possibili, occupava infatti buona parte della giornata dei medici coinvolti nel Programma.<ref>{{cita|Lifton, 2003|pp. 104-107}}.</ref>
 
Nel corso del [[1940]] presso ognuno dei centri di Brandeburgo, Grafeneck e Hartheim vennerofurono uccise circa 10.000 persone e altre 6.000 lo furono a Sonnenstein, per un totale di circa 35.000 vittime nell'intero anno. Verso la fine dell'anno le «operazioni» a Brandeburgo e Grafeneck rallentarono vistosamente, fino al quasi completo blocco, a causa delle crescenti proteste popolari nei confronti del programma eugenetico. Nel corso del [[1941]] Bernberg e Sonnenstein incrementarono la loro attività mentre Hartheim, comandato prima da [[Christian Wirth]] poi da [[Franz Stangl]] - entrambi, in seguito, uomini chiave dei campi di sterminio nell'[[Europa dell'est|Est]] - proseguì come prima. Prima che nell'agosto [[1941]] il programma venissefosse ufficialmente fermato, si stimano circa altre 35.000 vittime per un totale complessivo di circa 70.000. La sospensione ufficiale del programma non vennesi applicataapplicò agli internati dei campi di concentramento dell<nowiki>'</nowiki>''Aktion 14f13'' e si stima che entro il termine del conflitto siano stati circa 20.000 a subire il «trattamento».
 
== Opposizione al programma ==
Hitler e il suo staff furono sempre consapevoli che il progetto sarebbe stato impopolare in Germania, a causa della radicalità espressa da questa politica biomedica. Hitler evitò sempre di mettere per iscritto ordini riguardanti politiche che in seguito avrebbero potuto essere considerati [[Crimine contro l'umanità|crimini contro l'umanità]]<ref>Ad esempio non è mai stato trovato e probabilmente non è mai stato emanato un ordine scritto che desse avvio alla «[[Soluzione finale del problema ebraico|soluzione finale]]». Hitler preferì sempre emanare le sue direttive verbalmente, lasciando poche tracce del suo operato e causando spesso grande confusione tra le diverse strutture burocratiche e gerarchiche del Terzo Reich.</ref>, e da questo punto di vista la lettera scritta dell'ottobre [[1939]] per Bouhler e Brandt rappresentò un'eccezione. La lettera vennefu però apparentemente utilizzata per sopraffare l'opposizione della burocrazia statale tedesca - essa vennefu mostrata, per ottenerne la cooperazione, al ministro della Giustizia [[Franz Gürtner]] nell'agosto 1940.<ref>{{cita|Kershaw, 2000|p. 253}}.</ref>
 
Hitler affermò a Bouhler che «la Cancelleria del Führer non dovrà in caso essere vista [come] attiva in quest'ambito».<ref>{{cita|Padfield, 1990|p. 261}}.</ref> Si temeva per le proteste dell'opinione pubblica dell'area cattolica che dopo l'[[Anschluss|annessione]] di [[Austria]] e [[Sudeti]] rappresentava circa la metà della popolazione tedesca. Un rapporto confidenziale dell'[[Sicherheitsdienst|SD]] dall'Austria del marzo [[1940]] ammoniva che il programma di uccisioni avrebbe dovuto essere effettuato in segreto «per evitare una forte reazione negativa nell'opinione pubblica durante la guerra».<ref>{{cita|Padfield, 1990|p. 304}}.</ref>
 
Il programma incontrò anche l'opposizione della burocrazia statale. Un [[giudice]] distrettuale, Lothar Kreyssig, scrisse al ministro della Giustizia Gürtner protestando per il fatto che il Programma T4 era giuridicamente illegale, visto che nessuna legge o decreto formale di Hitler lo autorizzava. Gürtner rispose «se lei non può riconoscere la volontà del Führer come origine[[fonte del diritto|fonte di legge]] allora non può rimanere giudice» e lo licenziòdestituì.<ref name="Kershaw, Hitler II, p. 254">{{cita|Kershaw, 2000|p. 254}}.</ref>
 
Nel gennaio [[1939]] in vista dell'avvio del Programma, Viktor Brack commissionò uno studio al dottor [[Joseph Mayer]], professore di [[Teologia]] [[morale]] all'[[Università di Paderborn]], riguardo alla reazione delle Chiese nel caso fosse stato avviato un programma di eugenetica sovvenzionato dallo Stato. Mayer - convinto sostenitore dell'eugenetica - rispose che le Chiese non avrebbero reagito nel caso il programma fosse stato percepito come nell'interesse dello Stato.<ref>Quando Gitta Sereny intervistò Mayer poco prima della morte ([[1967]]) egli negò di avere mai approvato l'uccisione di pazienti disabili, ma visto che non si conoscono copie superstiti del suo studio, la verità non può essere determinata.</ref> Brack mostrò a luglio il documento a Hitler, aumentando la sua fiducia sul fatto che il progetto sarebbe stato accettato dall'opinione pubblica tedesca.<ref>{{cita|Kershaw, 2000|p. 259}}.</ref> Questo non si verificò e il Programma T4 fu uno dei pochi varati dal regime nazista a causare proteste pubbliche su larga scala.
 
Una volta avviato il T4, fu impossibile mantenere il segreto a causa delle centinaia di medici, infermiere e coordinatori coinvolti; d'altra parte la maggioranza dei pazienti destinati alla morte aveva parenti attivamente interessati circa ilal loro benessere. Malgrado i rigorosi ordini di segretezza impartiti a tutti i livelli, qualcuno che lavorava nei centri di attuazione del Programma parlò di quello che avveniva all'interno di queste strutture. In alcuni casi le famiglie capironocompresero, leggendo i certificati di morte palesemente falsi - ad esempio vennefu indicata come causa didel mortedecesso «[[appendicite]]» inper un paziente a cui l'appendice era però già stata asportata in un'operazione precedente. In altri casi tutte le famiglie dello stesso paese ricevevano contemporaneamente il certificato di morte del loro caro. Nelle città vicine ai centri tutti potevano vedere gli autobus arrivare, vedevano fumare i camini dei crematori e di conseguenza ne traevano le debite deduzioni. Nei pressi di [[Hadamar]], cenere contenente resti di capelli umani fluttuava nell'aria della città.<ref>{{cita|Lifton, 2003|p. 107}}.</ref> Nel maggio [[1941]] la corte distrettuale di [[Francoforte sul Meno|Francoforte]] scrisse a Gürtner descrivendoriferendo che a Hadamar i bambini, al passaggio degli autobus carichi di pazienti, gridavano per le strade che le persone che trasportavano stavano per essere ''gassate''.<ref>{{cita|Sereny, 1974|p. 71}}.</ref>
 
Nel corso del [[1940]] si sparsero le voci disu ciò che stava succedendo e molti tedeschi dimisero i loro parenti dagli istituti psichiatrici e dai sanatori per curarli a casa, spesso a fronte di grosse spese e sacrifici. In alcuni casi i medici e gli psichiatri cooperarono con le famiglie per dimettere i pazienti oppure, nel caso le famiglie potessero permetterselo, li trasferirono presso cliniche private ove il Programma T4 non aveva giurisdizione - esso infatti si applicava solo a istituzioni statali. È importante notare come il Programma T4 abbia avuto effetto principalmente su famiglie della classe operaia, in quanto quelle benestanti potevano permettersi di ricoverare i loro cari in istituzioni private. Alcuni medici acconsentirono a cambiare le diagnosi già effettuatepronunciate deiper i loro pazienti in modo che essi non rientrassero più nei parametri per la selezione T4, anche se ciò li esponeva al rischio di ispezioni da parte degli zelanti funzionari del Partito. A [[Kiel]] il professor [[Hans Gerhard Creutzfeldt]] - scopritore della [[malattia di Creutzfeldt-Jakob]] - riuscì a salvare praticamente tutti i suoi pazienti.<ref>{{cita|Lifton, 2003|p. 115}}.</ref> La maggior parte dei medici collaborò comunque con l'''Aktion T4'',: in parte per ignoranza circa i veri scopi che esso si prefiggeva e, in parte per convinzione neiconvinta confronticondivisione delle politiche eugenetiche nazionalsocialiste.<ref>{{cita|Lifton, 2003|p. 113}}.</ref>
 
Nel corso del [[1940]] incominciarono a giungere lettere di protesta alla Cancelleria del Reich e al Ministero della Giustizia, alcune delle quali firmate da membri dello [[NSDAP]], ossia dai nazisti stessi. La prima aperta protesta contro lo svuotamento degli istituti psichiatrici ebbe luogo ad [[Absberg]], in [[Media Franconia|Franconia]], nel febbraio [[1941]] e vennefu ben presto seguita da altre. Il rapporto dell'della SD sugli incidenti di Absberg diceva: «il trasferimento di persone dall'Istituto di [[Ottilien]] ha causato molto malcontento» e descriveva grandi masse di cittadini (per la maggior parte cattolici), inclusi membri del Partito, che protestavano.<ref>{{cita|Lifton, 2003|p. 126}}.</ref> L'opposizione alle politiche T4 si acuì dopo l'[[Operazione Barbarossa|invasione tedesca]] dell'[[Unione Sovietica]] del giugno [[1941]], perché la campagna in corso provocò per la prima volta un elevato numero di perdite e gli ospedali e istituti si riempirono percome lamai primain voltaprecedenza di numerosi giovani soldati tedeschi gravemente disabili e mutilati. Incominciarono allora a circolare delle voci secondo le quali anche questi uomini sarebbero stati sottoposti a «eutanasia», anche se in effetti tale eventualità non vennefu mai presa in considerazione dalle autorità.
 
Nel corso del [[1940]] e del [[1941]] alcuni pastori [[Protestantesimo|protestanti]] presero posizione, seppur non pubblicamente, contro il Programma. [[Theophil Wurm]], pastore [[luteranesimo|luterano]] del [[Württemberg]] scrisse una dura lettera al ministro dell'Interno [[Wilhelm Frick|Frick]] nel marzo [[1940]]. Altre proteste si sollevarono dal teologo luterano [[Friedrich von Bodelschwingh]] direttore dell<nowiki>'</nowiki>''Anstalt Bethel'' (una clinica per [[epilessia|epilettici]] sita a [[Bielefeld]]) e da [[Paul-Gerhard Braune]] direttore della clinica Hoffnungstal di Berlino. Entrambi utilizzarono le loro connessioni con il Partito per negoziare l'esclusione delle loro istituzioni dal Programma T4: Bodelschwingh trattò direttamente con Brandt e indirettamente con [[Hermann Göring]], il cugino del quale era un famoso psichiatra. Braune ebbe degli incontri con il ministro della Giustizia Gürtner, sempre scettico sulla legalità del programma, e successivamente scrisse una veemente lettera di protesta indirizzata a Hitler. Hitler non lesse la lettera, ma ne vennefu informato da Lammers, cheil quale rispose anche a Braune che il programma non poteva essere fermato.<ref>{{cita|Lifton, 2003|pp. 126-129}}.</ref> In generale, però, la chiesa Protestante, in larga parte coinvolta con il Regime, non era troppo disposta a criticare le scelte dei nazisti.<ref>{{cita|Sereny, 1974|pp. 69,74}}.</ref>
 
La Chiesa cattolica, che fin dal [[1933]] aveva cercato di evitare confronti diretti con il Partito nella speranza di preservare le sue istituzioni principali, divenne sempre più ostile mentre aumentavano le prove dell'uccisione di pazienti disabili nelle cliniche. Il [[cardinale]] di [[Monaco di Baviera]] [[Michael von Faulhaber]] scrisse una lettera privata al governo protestando contro l'applicazione del Programma T4. Il 26 giugno [[1941]] la Chiesa ruppe il silenzio preparando una [[Documento pontificio|lettera pastorale]] da parte dei [[vescovo|vescovi]] tedeschi (riuniti a [[Fulda (città)|Fulda]]) che vennefu letta in tutte le chiese il 6 luglio [[1941]] e che incoraggiò i cattolici ad aumentare la protesta contro il programma.<ref name="Kershaw, Hitler II, p. 427">{{cita|Kershaw, 2000|p. 427}}.</ref> La lettera dichiarava, tra l'altro:
{{Citazione|Secondo la dottrina cattolica esistono senza dubbio comandamenti che non sono vincolanti quando l'obbedienza ad essi richiede un sacrificio troppo grande, ma esistono sacri obblighi di coscienza dai quali nessuno ci può liberare e a cui dobbiamo adempiere anche a prezzo della morte stessa. In nessuna occasione e in qualsiasi circostanza un uomo può - eccetto in guerra e per legittima difesa - prendere la vita di una persona innocente.<ref>Estratto della lettera pastorale del 26 giugno 1941, citato nel sermone di Clemens August Graf von Galen del 3 agosto 1941.</ref>}}
 
{{Citazione|Si dice, di questi pazienti: sono come una macchina vecchia che non funziona più, come un cavallo vecchio che è paralizzato senza speranza, come una mucca che non dà più latte.<br />Che cosa dobbiamo fare di una macchina di questo genere? La mandiamo in demolizione. Che cosa dobbiamo fare di un cavallo paralizzato? No, non voglio spingere il paragone all'estremo...Qui non stiamo parlando di una macchina, di un cavallo, né di una mucca... No, stiamo parlando di uomini e donne, nostri compatrioti, nostri fratelli e sorelle. Povere persone improduttive, se volete, ma ciò significa forse che abbiano perduto il diritto di vivere?<ref name="galen">Sermone di von Galen, citato in {{cita|Lifton, 2003|pp. 130-131}}. L'intero testo del sermone è disponibile in: {{en}} ''[http://www.kirchensite.de/downloads/Aktuelles/Predigt_Galen_Englisch.pdf Four Sermons in Defiance of Nazis] {{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20061008022447/http://www.kirchensite.de/downloads/Aktuelles/Predigt_Galen_Englisch.pdf |data=8 ottobre 2006 }}'' pp. 37-48. Riportato il 28 gennaio 2007.</ref>}}
 
{{Citazione|Noi vogliamo sottrarre noi stessi e i nostri fedeli alla loro influenza [ndt: delle autorità naziste coinvolte nel programma], per non essere contaminati dal loro pensiero e dal loro empio comportamento, e non dover poi condividere con loro la punizione che un Dio giusto dovrebbe infliggere e infliggerà a tutti coloro che - come l'ingrata [[Gerusalemme]]<ref>Il passaggio si riferisce al rifiuto del riconoscere in [[Gesù Cristo]] il Dio cristiano da parte del popolo ebraico. È chiara la tragica ironia della citazione sulla base di quello che succederàsarebbe successo dopo poco con l'avvio della Shoah. Lifton suggerisce un'interpretazione più estesa, di allontanamento dalla volontà di Dio nel corso dell'esperienza ebraico-cristiana, ma fa anche notare come il sentimento antiebraico permise al clero tedesco di rimanere inerte, salvo poche eccezioni, davanti alla persecuzione nazista degli ebrei. Si veda: {{cita|Lifton, 2003|p. 131}} (nota 1)</ref> - non vogliono ciò che vuole Dio!<ref name="galen" />}}
 
Il sermone di von Galen estendeva il suo attacco anche alla persecuzione nazista a danno degli ordini religiosi e all'[[esproprio]] e alla chiusura delle istituzioni cattoliche. Egli attribuì i pesanti [[bombardamento|bombardamenti]] alleati delle città della [[Vestfalia]] alla volontà di Dio di punire la Germania che aveva infranto le leggi divine. Le dichiarazioni di von Galen non vennero riprese dalla stampa, completamente asservita al Regime, ma ebbero ampia diffusione attraverso volantini stampati clandestinamente e distribuiti alla popolazione.<ref name="Kershaw, Hitler II, p. 427"/> La ''[[Royal Air Force]]'' [[Gran Bretagna|britannica]] giunse a lanciare volantini con la copia del sermone sulle truppe tedesche.<ref name="lifton4">{{cita|Lifton, 2003|p. 131}}.</ref> Lo storico Robert Lifton dice: «Il sermone ebbe probabilmente un impatto molto maggiore di quello di ogni altra presa di posizione nel consolidare un sentimento avverso al programma di "eutanasia" [..]».<ref name="lifton4" />
 
Anche il sacerdote cattolico [[Bernhard Lichtenberg]] manifestò pubblicamente, durante diverse funzioni liturgiche, la propriasua opposizione al programma oltre che alla persecuzione degli ebrei, e per questo fu imprigionato e deportato a [[Campo di concentramento di Dachau|Dachau]]; morì durante il trasferimento.
 
Le autorità nazionalsocialiste locali richiesero l'arresto ([[Martin Bormann]], segretario del Führer, arrivò a chiederne l'uccisione) di von Galen, ma Hitler fu convinto da [[Joseph Goebbels|Goebbels]] a soprassedere temporaneamente per motivi di opportunità politica e preferì rimandare al termine del conflitto la «resa dei conti» con il Vescovo. Goebbels temeva che l'arresto di von Galen avrebbe potuto influire sulle prestazioni dei soldati di fede cattolica impegnati in quel periodo nella prima fase dell'[[invasione dell'Unione Sovietica]] e, probabilmente, anche una possibile sollevazione popolare in Vestfalia, già duramente provata dai bombardamenti.<ref>{{cita|Kershaw, 2000|p. 429}}.</ref>
 
Nel mese di agosto la protesta contro il Programma T4 dilagò in [[Baviera]]. [[Gitta Sereny]] riporta che Hitler stesso vennefu affrontato da una folla in rivolta nei pressi di [[Hof (Baviera)|Hof]]; fu l'unica volta che egli vennefu pubblicamente criticato nel corso dei dodici anni di dominio incontrastato.<ref>{{cita|Sereny, 1974|p. 59}}. La Sereny non ebberese una testimonianza diretta dell'accaduto. EssoIl relato deriva apparentemente dalla testimonianza del dottor [[Friedrich Mennecke]] resa durante il suo processo post-bellico. Secondo Mennecke, Hitler stava viaggiando tra Monaco e Berlino quando il suo treno si fermò improvvisamente ad una stazione. Una folla stava guardando un gruppo di disabili che venivano caricati su di un treno. Vedendo Hitler affacciato al finestrino, la folla divennesi fece minacciosa. Menneke raccontò probabilmente questo evento più come [[aneddoto]] piuttosto che come evento del quale aveva conoscenza diretta.</ref> Nonostante la collera che mostrò in privato, Hitler non poteva aprire un contrasto con la Chiesa nel momento in cui la Germania era impegnata in un'importante lotta militare su due fronti.
 
Il 24 agosto [[1941]]<ref>Lifton riporta questa data, seppur con alcuni dubbi. Si veda: {{cita|Lifton, 2003|p. 132}}.</ref> Hitler ordinò la sospensione del Programma T4 e diede inoltre precisi ordini ai ''Gauleiter'' di evitare ulteriori provocazioni a danno del clero per tutta la durata del conflitto. Il personale impiegato per realizzare il programma, grazie alle «esperienze» accumulate nell'uccisione tramite gas, vennefu dopo poco utilizzatoriutilizzato per attuare la «[[soluzione finale della questione ebraica]]»; molti di loro raggiunsero posizioni di comando all'interno dei campi di concentramento e di sterminio.
 
Ma l'''Aktion T4'' non si fermò mai completamente;: nonostante la sospensione ufficiale, l'uccisione dei disabili (adulti e bambini) proseguì, seppur in maniera meno sistematica, fino al termine del conflitto. Le uccisioni proseguirono su iniziativa dei singoli medici e delle autorità locali, attraverso iniezioni letali e morte sopraggiunta per fame e sete.<ref>{{cita|Lifton, 2003|pp. 134-141}}.</ref> [[Ian Kershaw|Kershaw]] stima che il programma T4 causò 75.000 - 100.000 vittime entro il dicembre [[1941]] alle quali devono essere sommate altre decine di migliaia di internati dei campi di concentramento uccisi in seguito all<nowiki>'</nowiki>''Aktion 14F13''. Molte altre persone giudicate incapaci di lavorare e disabili vennerofurono uccise in Germania tra il [[1942]] e il [[1945]]. Hartheim, ad esempio, continuò a essere utilizzato come centro di sterminio fino al [[1945]].
 
== Nella cultura di massa ==
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