Abdul Qadir (generale afghano): differenze tra le versioni

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dopo l'invasione sovietica, [[Kabul]] fu messa in stato d'assedio. I ponti furono bloccati, barriere e imboscate nascoste furono compiute sulle strade che portavano alla capitale. Qadir fu nominato comandante militare della capitale. Come parte dei cambiamenti nel paese, si ritirò dal Politburo del partito democratico popolare nel novembre del [[1985]], un anno dopo fu nominato ambasciatore a [[Varsavia]] in [[Polonia]] dal presidente [[Mohammad Najibullah]]. Fu richiamato in [[Afghanistan]] nel [[1988]] e di conseguenza eletto al parlamento afghano. Dopo il ritiro sovietico dall'[[Afghanistan]] nel [[1989]] si crede che sia volato in [[Bulgaria]] e abbia chiesto asilo politico.<ref> Frank Clements and Ludwig W. Adamec (2003-12-31). Conflict in Afghanistan: An Encyclopedia. ABC-CLIO Ltd. p. 207. ISBN 1851094024. Retrieved 2009-03-24.</ref>
 
è morto a [[Kabul]] il 22 aprile [[2014]] a causa di un aumento della pressione arteriosa e di un' emorragia cerebrale.
==Note==
<references/>