Gerusalemme Est: differenze tra le versioni

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Negli anni novanta la questione della sovranità su Gerusalemme, in particolare su Gerusalemme Est, è stata un punto cruciale del [[processo di pace]] tra Israele ed [[Autorità Nazionale Palestinese]] (ANP); proprio l'incapacità di raggiungere un accordo su Gerusalemme Est è stata decisiva nel far arenare i negoziati.
 
A partire dal 1967 le autorità israeliane hanno incentivato il processo di insediamento residenziale della popolazione ebraica nei territori di Gerusalemme Est. Dal 1967 a oggi sono state costruite circa 51.000 abitazioni destinate alla popolazione ebraica (gran parte delle quali realizzate con il sostegno e il finanziamento pubblico). Oggi a Gerusalemme Est risiedono circa 200.000 ebrei (il 39% della popolazione ebraica della città).<ref>{{Cita|Francesco Chiodelli, ''Gerusalemme contesa. Dimensioni urbane di un conflitto'', Roma, Carocci, 2012||Francesco Chiodelli}}. Cfr. anche {{Cita libro |autore = Eyal Weizman |titolo = Architettura dell'occupazione. Spazio politico e controllo territoriale in Palestina e Israele |traduttore = Gabriele Oropallo |città = Milano |editore = Bruno Mondadori Editore |anno = 2009 |isbn = 978-88-6159-294-0}}</ref> I piani urbanistici prevedono per il futuro un ulteriore incremento di tale quota (ad esempio il ''Jerusalem Master Plan'' prevede la realizzazione di circa 38.000 nuove abitazioni ebraiche a Gerusalemme Est).<ref>{{Cita pubblicazione |autore = Francesco Chiodelli |url = http://www.planum.net/download/planum-ii-2011-br-chiodelli-planning-jerusalem-br-uno-sguardo-panoramico-sull-urbanistica-nella-citta-santa-in-relazione-al-conflitto |titolo = Planning Jerusalem - Uno sguardo panoramico sull’urbanistica nella Città Santa in relazione al conflitto |giornale = Planum: The Journal of Urbanism |data = 2/2011 |pp = 1-12 |accesso = 17 giugno 2015}}</ref> Secondo Romann e Weingrod, studiosi israeliani, lo scopo di questo processo di insediamento ebraico è quello di «prevenire ogni futuro tentativo di ridividere la città o di sottrarre il territorio di Gerusalemme Est della sovranità e dal controllo di Israele».<ref>{{Cita|Michael Romann e Alex Weingrod, ''Living Together Separately. Arabs and Jews in contemporary Jerusalem'', Princeton, Princeton University Press|p. 54|Michael Romann e Alex Weingrod}}.</ref>
 
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