Infiorescenza: differenze tra le versioni

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{{S|anatomia vegetale|angiosperme}}
[[File:Tros.jpg|thumb|upright=0.5|Esempio di infiorescenza: un [[racemo (botanica)|racemo]]]]
Una '''infiorescenza''' o '''inflorescenza''' ({{Maiuscoletto|[[Linneo]]}} ''inflorescentia'', derivato dal [[latino tardo]] ''inflorescĕre'' «fiorire»)<ref>[http://www.treccani.it/vocabolario/infiorescenza/ Voce del Dizionario Treccani Online]</ref> in [[botanica]] è un raggruppamento di rami che portano [[fiore delle angiosperme|fiori]], tipicamente osservabile nelle [[Angiosperme]]. Con la maturazione dei frutti, se questi non sono caduchi, dalla infiorescenza può svilupparsi una [[infruttesce==infruttescenza]].
 
==Descrizione==
 
Il fiore solitario rappresenta la condizione più semplice ed evolutivamente più antica, mentre con l'[[evoluzione]] si sono sviluppate le infiorescenze, composte da numerosi fiori. I vantaggi evolutivi delle infiorescenze sono sostanzialmente due: il primo è che esse sono più appariscenti ed attirano maggiormente gli [[insetti pronubi]]; il secondo è legato all'apertura scalare dei fiori dell'infiorescenza, che permette alla pianta di ricevere [[polline]] per un periodo maggiore.
 
In base alla progressione dell'[[Glossario botanico#A|antesi]] (momento in cui avviene la apertura dei fiori) si possono distinguere due tipi principali di infiorescenze: