Differenze tra le versioni di "Chiesa di San Nicola alla Carità"

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|NomeComune = [[Napoli]]
|DedicatoA = [[San Nicola di Bari]]
|Ordine = [[Pii Operaioperai Catechisticatechisti Ruralirurali]]
|AnnoConsacr = 1716
|Architetto = [[Onofrio Antonio Gisolfi]], [[Cosimo Fanzago]], [[Francesco Solimena]]
 
== Storia ==
La chiesa fu fondata nel 1647<ref name=T137/> a seguito di una donazione di circa 6000 ducati ai padri [[Pii Operaioperai Catechisticatechisti Ruralirurali|Pii Operaioperai]] da parte di un nobile dell'epoca come ricompensa per la loro opera assistenziale. Dapprima fu costruita una piccola cappella dedicata a san Nicola di Bari, in seguito, nello stesso 1647, viste le esigenze, fu avviato un lavoro che prevedesse una chiesa di maggiori dimensioni.<ref name=Vizzari>{{Cita|Vizzari}}.</ref>
 
[[File:SanNicolaCaritàNaples9.jpg|thumb|left|Affreschi del Solimena sulla volta della navata]]
Nel Settecento la facciata venne rifatta da [[Salvatore Gandolfo]] seguendo un progetto di modernizzazione avviato dal Solimena e mai completato.<ref name=Vizzari/> Alla prima metà dello stesso secolo risalgono inoltre altri lavori decorativi dell'interno: di [[Paolo De Matteis]] sono le pitture dell'abside, gli affreschi della sua volta e i peducci della cupola, tutte del primo decennio; di [[Francesco De Mura]] invece sono gli affreschi della cupola, datati 1734. Nel 1716 intanto la chiesa trovò la sua consacrazione per mano del cardinale [[Francesco Pignatelli (cardinale)|Francesco Pignatelli]].<ref name=Vizzari/>
 
Durante i dieci anni di presenza francese nei primi dell'Ottocento, l'espulsione dell'ordine portò la chiesa ad ospitare il "Corpo del Genio" mentre nel 1843<ref name=T137/> la struttura fu interessata da interventi di restauri da [[Guglielmo Turi]]. Nel 1943 i Pii Operaioperai per evitare l'estinzione si unirono per volere della [[Santa Sede]] alla Congregazione dei Catechisti Rurali; altri importanti lavori strutturali e conservativi si sono poi avuti nel corso della metà del Novecento.
 
Nella chiesa furono sepolti il pittore napoletano [[Bernardo Cavallino]], il venerabile padre [[Antonio Torres (religioso)|Antonio Torres]] che, nell'ordine dei Pii Operaioperai, operò a Napoli distinguendosi per la generosità ed il servizio dato ai malati colpiti dalla [[peste del 1656]],<ref>Tutti i membri dell'ordine dei Pii Operaioperai morirono per il contatto avuto con gli appestati, tranne quattro frati, tra cui padre Antonio. Alla sua morte tutto il popolo partenopeo lo pianse e lo invocò con l'appellativo "o' pate nuosto".</ref> e il venerabile beato [[Carlo Carafa (presbitero)|Carlo Carafa]], che fu portato qui dalla [[chiesa di San Giorgio Maggiore (Napoli)|chiesa di San Giorgio Maggiore]] nel 1969 in quanto padre fondatore della congregazione dei Pii Operaioperai.<ref name=Vizzari/>
 
== Descrizione ==
La navata centrale è caratterizzata nella volta da una serie di affreschi scanditi in tre campate datati 1696 di [[Francesco Solimena]] raffiguranti la ''Vita di san Nicola'' negli scomparti centrali e ''virtù'' e ''apostoli'' negli spicchi laterali vicino alle finestre. Le scene della vita del santo sono, dall'ingresso al transetto: la ''Nascita di san Nicola'', la ''Liberazione del santo'' e il ''Ratto del fanciullo Basilio''. Sulla controfacciata è il grande dipinto del ''San Nicola che allontana i demoni dall'albero'', datato 1712 e compiuto da [[Paolo De Matteis]], sopra il quale sono collocati nei lunettoni tra il finestrone centrale ''La predica di san Paolo'' e ''La predica San Giovanni Battista'', entrambi eseguiti dal Solimena nel 1697.<ref name=T137/>
 
La navata sinistra si compone nella prima cappella, intitolata a san Giuseppe, di tre opere di [[Paolo De Maio]]: una pala d'altare raffigurante le ''Nozze della Vergine con san Giuseppe'', una tela che rappresenta ''San Carlo Borromeo'' e un'altra ''Sant'Andrea d'Avellino''.<ref name=T137/> La seconda cappella (di San Nicola) essendo stata edificata nel 1646, risulta essere la più antica di tutta la chiesa: sono ivi esposte una pala d'altare seicentesca ritraente ''San Nicola di Bari, vescovo di Mira'', un ciclo di affreschi di [[Nicola Maria Rossi]] raffigurante l<nowiki>'</nowiki>''Eterno Padre'', tre tele sui ''Miracoli di San Nicola'' di [[Francesco De Mura]] e ancora del Rossi, e infine cicli di affreschi sulla cupoletta che precede la cappella, sempre del De Mura e datati 1729.<ref name=T137/> La terza cappella di sinistra è dedicata all'Angelo custode, che è raffigurato anche nella pala d'altare di [[GiovanGiovanni Battista Lama]], e ospita inoltre due tele di [[Pietro Bardellino]] su ''San Francesco di Paola'' e ''Sant'Apollonia''.<ref name=T137/>
 
La navata destra vede nella prima cappella, della Santissima Trinità, una pala d'altare raffigurante la ''[[Trinità (Nicola Maria Rossi)|Trinità]]'' eseguita da Nicola Maria Rossi, mentre sulle pareti laterali sono due tele di [[Giacinto Diano]] riprendenti la ''Partenza'' e l<nowiki>'</nowiki>''Arrivo di Tobia''; sono inoltre ospitate in questa cappella il busto seicentesco di ''Carlo Carafa'' e la maschera mortuaria in cera risalente al giorno della sua morte.<ref name=T137/> La seconda cappella, detta del Crocefisso, ospita un crocefisso ligneo di fine Seicento opera di [[Nicola Fumo]] e, sulle pareti laterali, due tele di [[Leonardo Pozzolano]] (allievo di Francesco Solimena) raffiguranti ''Santa Maria Maddalena'' e ''San Giovanni Evangelista''.<ref name=T137/> La terza cappella, in origine dedicata a san Michele, fu dedicata a partire dal 1773 a san Liborio, a cui è dedicata la pala d'altare di Francesco De Mura; dello stesso autore sono infine le altre due tele alle pareti laterali su ''San Michele Arcangelo'' e l<nowiki>'</nowiki>''Arcangelo Raffaele''.<ref name=T137/>
 
La zona absidale si compone di un altare maggiore in marmi policromi e commessi del 1743 eseguito da [[Antonio Troccola]] su disegno di [[Mario Gioffredo]] e, alle sue spalle, trova alloggio la grande tela della ''[[Morte di san Nicola]],'' datata 1707 e opera del De Matteis.<ref name=T137/> Il pavimento originario della metà del Settecento fu infine sostituito durante i lavori di ristrutturazione del 1957 che hanno interessato tutto il complesso.
 
== Galleria d'immagini ==
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