Incisioni rupestri: differenze tra le versioni

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Questa pietra, come altre simili che si trovano lungo l'arco dell'Appennino Ligure, una chiamata ancora oggi, Ciappo del Sale, nel finalese, sono da inquadrare in questo fenomeno di scambi mercantili e potrebbero avere innanzitutto un significato di avviso di confine. Non per niente, troviamo le impronte degli affilatoi a ''polissoir'', affilatoi dell'ultimo momento, di coltelli litici.
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Le coppelle sono in un numero ricorrente in moltemolti figureluoghi e potrebbero essere un'unità di misura, può darsi che le riempissero di sale come misura di riferimento.<br>
Un'altra ipotesi intrigante é quella archeoastronomica oggi (2005) di moda [http://www.archaeoastronomy.it/convegno_sanremo.htm Giuseppe Brunod]
 
===Piemonte===
===== Roccia =====
La roccia sulla quale sono state eseguite è tenera, spesso fatte su sottili patine di alterazione che ricoprono lo strato scistoso.
=====Logistica=====
LIn Val Merveilles l'ideale è fare un campo base, dove c'è l'acqua. <br>Andare al mattino presto e segnare con una grossoi puntocontorni col gesso tutte le figure da calcare. Quando il Sole è alto e non si vede più nulla, calcare le figure contrassegnate e ritornare per il mezzogiorno.
 
==Svizzera==
# Marble Canyon
# Mesquite Flats
 
 
=Metodologia di riproduzione delle incisioni rupestri=
==Disegno a mano libera==
Un modo pratico, veloce e non lesivo per avere una riproduzione diretta a grandezza naturale è portarsi un foglio di carta da disegno, acquistabile dal cartolaio, tenera, sottile, simile a quella dei fazzolettini di carta e un carboncino fra i più teneri. Si stende il foglio di carta e si passa leggermente il carboncino sulla carta tenendo fermo il foglio, ottenendo una riproduzione a matita.
I primi studiosi di petroglifi, riproducevano le figure più interessanti disegnandole a vista e senza nessuna proporzione fra loro. Questo è un metodo veloce, poco costoso e che non procura danni, consigliabile, portandosi dietro un metro e riportando per ogni figura le dimensioni reali, altezza e larghezza del parallelepipedo nel quale si possono inscrivere.
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==Ricalco a carboncino==
Altri sistemi usati per fare calchi prevedono l'uso di resine siliconiche, sia in ''putty'' che fluide, tipo quelle usate in odontoiatria, a costi proibitivi ma con materiali leggeri, che durano nel tempo ma che non sono più riutilizzabili.
Un modo pratico, veloce e non lesivo per avere una riproduzione diretta a grandezza naturale è portarsi un foglio di carta da disegno, acquistabile dal cartolaio, tenera, sottile, simile a quella dei fazzolettini di carta e un carboncino fra i più teneri. Si stende il foglio di carta e si passa leggermente il carboncino sulla carta tenendo fermo il foglio, ottenendo una riproduzione a matita in grandezza naturale.
==Fotografia==
Le foto pur essendo pratiche non sono facili. Bisognerebbe prenderle sempre tutte dalla stessa distanza, sulla verticale, a luce radente e dispiegando a terra un metro, per avere delle foto con figure proporzionate fra loro e conoscere a vista le dimensioni.<br>
Dato che anche così sono difficili da riconoscere, si usa prima di fotografarle colorarle in bianco coi gessetti, però si impiega molto tempo e quindi alcuni le cospargono di farina, altri le pitturano con calce spenta che poi si dilavano con la pioggia.
==Calco in gesso==
===Negativo in stucco===
Il metodo classico è il calco in gesso da negativo fatto con lo stucco da finestra, pretrattato aggiungendo olio e borotalco per renderlo più tenero e meno adesivo, in strato sottile di circa 1/2 cm e pressato a mano sulla figura. E' necessaria manualità e attrezzatura come telai in ferro nei quali fare la colata e materiali vari come gesso e acqua.
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La plastilina non è trasportabile e quindi bisogna fare subito la riproduzione in gesso. Dal negativo in plastilina, si passa alla riproduzione utilizzando telaietti di ferro, con barrette trasversali di sostegno e di misura opportuna, manufatti precedentemente. Si calcano leggermente nella plastilina e poi si fa una colata in gesso. La plastilina ripulita si recupera ad uso futuro.
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Si capisce che questo metodo pur essendo comodo e semplice, prevede dei carichi notevoli da portare a spalla sui luoghi di alta e media montagna. Per fare un calco ci vuole almeno un chilo di plastilina, preventivamente tirata in strato sottile, di circa da mezzo a un centimentro, col mattarello. Ci vuole un chilo o due di gesso per ogni calco, a seconda delle dimensioni. Il peso dei telai di ferro. Quando manca l'acqua corrente si aggiunge anche il peso di taniche d'acqua da venti chili, che fatica a portare una persona. Più la normale attrezzatura sopravvivenza, materiali e cibo. In tre persone al minimo, si riesce a portare circa sei calchi, in quanto due portano i materiali per tre calchi a testa e al ritorno i calchi e una persona porta le scorte.
===Negativo in resina siliconica===
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Altri sistemi usati per fare calchi prevedono l'uso di resine siliconiche, siasimili inallo stucco dette ''putty'' che fluide, tipo quelle usate in odontoiatria, a costi proibitivielevati ma con materiali leggeri, che durano nel tempo mae che non sono più riutilizzabili.
Il putty è come la plastilina ma ha tempi di indurimento molto stretti e quindi bisogna fare presto e bene, prima di usare il putty è meglio fare esperienza con la plastilina, eventualmente in casa, prima di passare sul campo, per capire bene tutte le fasi, i problemi e quello che è necessario fare. Il putty mantiene la forma originale per 48 ore, poi ha una deformazione talmente minima che in questo campo non ha rilevanza. Dunque non è necessario portare nè acqua, nè gesso, nè telai. Si prende l'impronta con putty si inserisce in una scatola piatta di cartone e una persona, con uno zaino grosso, ne può portare dieci. Ogni putty costa da 25 a 50 euro (2005) e per un calco medio ci vuole almeno due tre putty.
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Con il fluido siliconico odontoiatrico, lo strato da utilizzare è ancora più sottile, i tempi di presa sono più lunghi, tendenzialmente bisogna lavorare in piano, perché essendo fluido cola. Essendo fluido si infiltra nelle fessure della roccia e quindi quando si toglie si lacera o peggio fa scagliare la roccia rovinando l'incisione rupestre. Dunque ha un uso più limitato, su roccia dura, in piano e a costi astronomici, in quanto un tubo di fluido siliconico costa 200 euro e per fare un calco di media grossezza ci vogliono 4 tubi, tenendo conto che se si sbaglia qualcosa, si butta via migliaia di euro. Il fluido siliconico ha la stessa durata del putty, però è alto pochi millimetri per cui si arrotola e trasporta in un tubo, una persona ne può trasportare portare più di venti. Per contenere i costi si potrebbe usare un fluido siliconico da idraulico ma non c'è la certezza che mantenga la forma durante l'indurimento.
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Il putty è come la plastilina ma ha tempi di indurimento molto stretti e quindi bisogna fare presto e bene, prima di usare il putty è meglio fare esperienza con la plastilina, eventualmente in casa, prima di passare sul campo, per capire bene tutte le fasi, i problemi e quello che è necessario fare. Il putty mantiene la forma originale per 48 ore, poi ha una deformazione talmente minima che in questo campo non ha rilevanza. Dunque non è necessario portare nè acqua, nè gesso, nè telai, in compenso ci vuole un ripiano e un mattarello per spianare la pasta siliconica. Si prende l'impronta con putty si inserisce in una scatola piatta di cartone e una persona, con uno zaino grosso, ne può portare dieci. Ogni putty costa da 25 a 50 euro (2005) e per un calco medio ci vuole almeno due tre putty. Si può mettere un po' meno catalizzatore in modo da allungare un pochino i tempi di indurimento e dar tempo alla lavorazione.<br>
L'ideale è fare un campo base, dove c'è l'acqua. Andare al mattino presto e segnare con una grosso punto col gesso tutte le figure da calcare. Quando il Sole è alto e non si vede più nulla, calcare le figure contrassegnate e ritornare per il mezzogiorno.
Facendo attenzione a riempire i sottosquadri di stucco sui bordi, in modo da non dovere poi strappare la forma, da un negativo in putty si possono fare più calchi in gesso, sia subito che nel tempo.
 
=Bibliografia=
Issel A., Liguria Preistorica, Parte Terza pg.457, Acquasanta.
 
==Collegamenti esterni==
[http://www.archeoge.arti.beniculturali.it/ Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria]
[http://www.iisl.it/ Istituto Internazionale di Studi Liguri]
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