Emilio Arnstein: differenze tra le versioni

 
==Biografia==
NatoNaxque il 4 giugno 1886 a Wotitz (oggi [[Votice]]) presso [[Praga]], all'epoca facente parte dell'[[Impero austro-ungarico]], da una famiglia di fede ebraica. Fu l'iniziatore dell'organizzazione calcistica in [[Emilia-Romagna]]. Giunse a [[Bologna]] nel [[1908]] da [[Trieste]], dove poco più che ventenne, nel [[1906]], aveva fondato un sodalizio calcistico, il Black Star Football Club, di cui fu anche calciatore assieme a suo fratello, ad altri [[boemi]] e alcuni [[inglesi]].
 
Giunse a [[Bologna]] nel [[1908]] da [[Trieste]], dove poco più che ventenne, nel [[1906]], aveva fondato un sodalizio calcistico, il Black Star Football Club, di cui fu anche calciatore assieme a suo fratello, ad altri [[boemi]] e alcuni [[inglesi]]. Fu l'iniziatore dell'organizzazione calcistica in [[Emilia-Romagna]].
 
Acquisì dopo il [[1910]] la cittadinanza italiana e negli anni della [[Seconda guerra mondiale]] dovette subire con la famiglia persecuzioni razziali e politiche.
 
Visse sempre in modo assai riservato e lavorò come [[agente di commercio]] prevalentemente a Bologna fino alla morte, avvenuta l'8 settembre [[1976]].
 
===La fondazione del Bologna===
Nella città emiliana fu subito tra i promotori della costituzione di una società di football e il fatidico 3 ottobre 1909, giorno della fondazione del [[Bologna Football Club 1909|Bologna]], entrò tra i consiglieri per poi diventare vicepresidente e infine, nel 1910, presidente, il terzo della serie. Fu anche calciatore del Bologna Football Club, mai impiegato in partite ufficiali, ma solo nelle amichevoli nelle stagioni [[Bologna Football Club 1909-1910|1909-1910]] e [[Bologna Football Club 1910-1911|1910-1911]].
 
All'inizio del [[1910]], il Bologna lo aveva designato come suo rappresentante nel nuovo Comitato Regionale Emiliano, primo ed unico consigliere straniero in tale consesso, oltre che primo arbitro federale in [[Emilia]].
 
Pur rimanendo un grande appassionato di calcio, lasciò ben presto gli ambienti ufficiali non condividendo lo sviluppo economico dello sport.
 
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