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Nel 1992, all'età di 35 anni, Garavito, non riuscendo più a trattenere i suoi istinti feroci, inizia un periodo di violenze che durerà circa otto anni, fino al 1999. Il suo modus operandi, quasi identico per tutti gli omicidi, era il seguente: assumeva, spesso travestendosi, false identità (un venditore ambulante, un mendicante in cerca di elemosina, un disabile in cerca di aiuto o un assistente umanitario); con un pretesto avvicinava le vittime designate e, dopo averle portate in un luogo appartato e deserto, le assaliva con un [[machete]] (un grosso coltello da macellaio), le uccideva e le decapitava. Tutte le sue vittime erano bambini di età compresa tra gli 8 e 13 anni, eccetto tre ragazzi di 16. I loro cadaveri, ridotti quasi a scheletri, venivano trovati diverso tempo dopo sottoterra, spesso seppelliti in gruppo in fosse comuni. Se ne trovarono in tutto alcune decine.
Garavito era camaleontico: infatti non venne mai fermato o arrestato durante questo periodo grazie al suo abilissimo modus operandi.
Nonostante in Colombia l'omicidio non faccia normalmente notizia<ref>[http://www.occhirossi.it/biografie.htm Una lista di biografie di diversi serial killer su Occhirossi.it]</ref>, si iniziò a parlare di una ''Bestia'' che si aggirava per lo stato seminando il terrore tra i civili.
 
== La fine ==
Utente anonimo