Differenze tra le versioni di "Porfirio"

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== La vita ==
Originario della [[Siria (provincia romana)|provincia romana di Siria]], il suo nome, ''Porphyrios'' (rivestito della [[porpora]]) è la traduzione in greco del suo nome semitico Malcho (''Rex'' in latino). Sappiamo poco della sua vita, forse nacque nel villaggio di [[Batanea]] a sud di [[Tiro (città)|Tiro]]. Si formò alla scuola ateniese di [[Cassio Longino (retore)|Cassio Longino]], trasferendosi a trent'anni a [[Roma]] dove frequentò gli ambienti senatoriali e dove conobbe [[Plotino]], il quale, apprezzatene le qualità, gli chiese di correggere e riordinare i suoi scritti<ref>Porfirio. ''Vita di Plotino e ordine dei suoi scritti''. VII, 42.</ref>. A lui si deve dunque la sistematizzazione e la pubblicazione degli scritti di [[Plotino]] - le ''[[Enneadi]]'' - e una sua biografia: ''[[Vita di Plotino]]''. Ammalatosi di melanconia e con propositi suicidi<ref>Porfirio. ''Op. cit.'' XI, 63.</ref> fu invitato dal maestro a recarsi in Sicilia per provocarnefavorirne la guarigione. Lì, nel 270, venne a conoscenza della morte di [[Plotino]].
 
Sposò Marcella, anziana vedova e madre di sette figli, di cui apprezzò intelligenza e cultura. Dovendo allontanarsi dall'Italia per un viaggio in Grecia, le scrisse una lettera (''Pròs Markéllan'') con cui delineava le sue credenze teologiche e filosofiche, esortandola a cercarvi conforto.
Rivalutò il misticismo e le pratiche ascetiche, introducendo anche elementi esoterici orientali in un orizzonte spiccatamente [[grecia antica|greco]] e [[platone|platonico]]. La sua impostazione presenta inoltre una maggiore influenza aristotelica rispetto alla dottrina plotiniana. Si occupò di filosofia, retorica, analisi dei miti, religione, matematica, astrologia e musica. Plotino lo definì "poeta, filosofo e ierofante" (Vita di Plotino).
 
Manifestò una profonda avversione per il [[Cristianesimo]], che lo portò a scrivere la sua opera ''" Discorsi contro i [[cristiani]]"'', testo che venne in seguito bandito e più volte pubblicamente bruciato al rogo, tanto che al giorno d'oggi di quest'opera ci rimangono solo diversi frammenti recuperati grazie ad alcunia testi latini e greci che ne hanno riportato alcune citazioni.
 
Secondo quanto ci è pervenuto, Porfirio, nel frammento 88, cita la prima lettera di [[Paolo di Tarso|Paolo]] ai [[Prima lettera ai Corinzi|Corinzi]]: ''«E tali eravate alcuni di voi, ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del signore [[Gesù Cristo]] e nello Spirito del nostro Dio»''.
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