Differenze tra le versioni di "Adam Elsheimer"

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Nel notturno con ''Filemone e Bauci'', ora conservato a [[Dresda]], uno dei primi quadri d'interno nel senso moderno del termine, il tema tratto dalle Metamorfosi di [[Ovidio]], viene trattato con un tono intimistico che dà vita a un mondo favoloso, dove gli Dei appaiono come un'apparizione concreta del divino.
 
Secondo i biografi, Elsheimer, pittore che lavorava molto lentamente e che lasciò pochissime opere (oggi se ne contano una trentina), morì perciò quasi in povertà.
Una famosa lettera, piena di dolore, di [[Rubens]]
a [[Johann Faber]] che lo informava da Roma della scomparsa dell'amico, è forse il miglior tributo fatto a questo immenso artista delle "cose piccole".
Oggi i suoi meravigliosi rami si trovano tutti in Musei esteri: specialmente in Germania e in Inghilterra, ove fu avidamente collezionato sin dal Seicento. In Italia resta solo un malinconico "Autoritratto" su tela, alla [[Galleria degli Uffizi]].
 
In Germania furono suoi seguaci: [[Johann König]] e [[Thomas von Hagelstein]], mentre a Roma fece parte della sua cerchia Rubens. [[Rembrandt]] conobbe la sua opera attraverso [[Hendrik Goudt]] e il suo maestro [[Pieter Lastman]]. Per quanto riguarda la pittura di paesaggio fu lui a preparare la strada sia di [[Claude Lorrain]] sia dei paesaggisti venuti dall'Olanda, tra cui [[Cornelis van Poelenburgh]], [[Bartholomeus Breenbergh]], [[Jan Pynas|Jan]] e [[Jacob Pynas]].
 
== Opere (oltre a quelle già citate) ==
Utente anonimo