Differenze tra le versioni di "Aristosseno"

Sistemata
(Sistemata)
|Nome = Aristosseno
|Cognome =
|PreData = {{lang-grc|Ἀριστόξενος|Aristòxenos}}, {{latino|Aristoxĕnus}}
|Sesso = M
|LuogoNascita = Taranto
|GiornoMeseNascita =
|AnnoNascita =
|LuogoMorte =
|GiornoMeseMorte =
|AnnoMorte = ?
|Attività = compositore
|Immagine=Aristosseno.jpg
}}
Figlio di [[Spintaro]] (allievo di [[Socrate]]), fu da questi e dal padre avviato alla [[musica]] e alla [[filosofia]]. S'interessò alla dottrina [[Pitagora|pitagorica]], per poi diventare discepolo di [[Lampo Eritreo]], di [[Senofilo]] e infine uno dei principali allievi di [[Aristotele]]. Infatti ebbe l'incarico di tenere nella sua scuola lezioni di [[musicologia]]. Aspirò alla successione del maestro e la nomina di [[Teofrasto]] alla direzione della scuola peripatetica, dopo la morte di [[Aristotele]], fu la profonda delusione della sua vita. Infatti si trasferì a [[Mantina]], una città del [[Peloponneso]] famosa per la diffusione della musica, dove visse per molti anni, ebbe molti discepoli detti ''Aristosseni'' e fu consigliere del re [[Neleo]].
Infatti si trasferì a [[Mantina]], una città del [[Peloponneso]] famosa per la diffusione della musica, dove visse per molti anni, ebbe molti discepoli detti ''Aristosseni'' e fu consigliere del re [[Neleo]].
 
Gli è stato intitolato il [[cratere Aristoxenus]], sulla [[superficie di Mercurio|superficie]] del [[pianeta]] [[Mercurio (astronomia)|Mercurio]].
Aristosseno scrisse che i pitagorici "usavano medicine per purificare il corpo e musica per purificare la mente". Abbinò questi studi allo sviluppo della dottrina dell'anima come armonia del corpo, perfezionando gli astratti presupposti dell'[[aritmetica]] pitagorica con l'osservazione attenta dei fenomeni del [[suono]]. È andata perduta un'opera di Aristosseno che era intitolata ''Sull'ascoltare musica'', nella quale pare si sostenesse il carattere necessariamente attivo di questa operazione, che richiede un vigile e assiduo confronto tra i suoni passati e quelli presenti e futuri. Ossia, Aristosseno riconobbe la funzione fondamentale della memoria nell'intelligenza della musica, come risulta da un paragrafo degli ''Elementi di armonia'': "Di queste due cose, invero, la musica è coesistenza: sensazione e memoria. Bisogna infatti sentire ciò che accade e ricordare ciò che è accaduto."
 
Gli ''Elementi di armonia'' sono divisi in tre libri: nel primo, intitolato ''Principii'' vengono esposti la definizione della scienza armonica e i suoi argomenti, quali la [[voce]], [[acuto]] e [[grave]], [[intervallo (musica)|intervalli]], [[melodia]], [[generi]], [[suoni]] e [[tonalità (musica)|tonalità]]; nel secondo vi è una introduzione filosofica, una presentazione innovativa delle caratteristiche dell'armonia, una polemica contro gli esperti di musica passati e tradizionalisti; il terzo libro inizia con l'approfondimento degli intervalli e s'interrompe sulla parte intitolata ''Elementi''.
 
Grazie a [[Plutarco]] sono giunte fino a noi altre parti del modello musicale elaborato da Aristosseno, il quale era consapevole che la musica non poteva essere limitata a una ricreazione scientifica e nemmeno a un gioco di sensazioni, bensì alla riuscita di tutte le sue parti, dalle parole ai ritmi e ai suoni, e il compito del genio è quello di creare le corrispondenze fra questi elementi, attraverso un lavoro di sintesi. Il compito dell'ascoltatore, secondo le teorie di Aristosseno è quello di ricostruire l'opera stessa e se la fusione è esaustiva, in qualche modo l'opera esiste.<ref name="E"/>
==Bibliografia==
* Amedeo Visconti, ''Aristosseno di Taranto. Biografia e formazione spirituale''. Études IV. Napoli: Centre Bérard, 1999.
 
== Voci correlate ==
* [[Personalità legate a Taranto]]
 
== Collegamenti esterni ==
* [http://users.unimi.it/~gpiana/dm3/dm3ari01.htm Trattato di armonica di Aristosseno di Taranto]
* {{EI|nome=Aristosseno|nomeurl=aristosseno}}
 
{{Filosofi peripatetici}}
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