Differenze tra le versioni di "Angelotto Fosco"

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L'antipapa eletto a Pisa [[Antipapa Alessandro V|Alessandro V]] morì il 3 maggio del 1410 a Bologna ed il suo successore nell'aprile del 1411 [[Antipapa Giovanni XXIII|Giovanni XXIII]] e [[Luigi II d'Angiò]] entrarono a Roma ed il 19 maggio sconfissero Ladislao in aperta campagna a Roccasecca. Il 16 ottobre il re Ladislao riconobbe Giovanni XXIII come unico legittimo papa ottenendo in cambio la riconferma dei suoi diritti sul regno di Napoli. Mentre il 30 ottobre Gregorio XII lasciava Gaeta per Rimini, anche il de Fuschis reputò giunto il momento di cambiare parte. Angelotto de Fuschis nell'autunno del 1412 si trovava presso la curia dell'antipapa Giovanni XXIII. La pace tra l'antipapa e Ladislao d'Angiò-Durazzo era destinata a non durare. Il re di Napoli, diffidando che un possibile nuovo accordo tra Giovanni XXIII e Luigi II d'Angiò si potesse rivelare a suo discapito, reclamando la custodia dello stato della chiesa, alla fine del mese di maggio si spostò sotto le mura di Roma. La notte del 7 giugno, Giovanni XXIII fu costretto a fuggire precipitosamente da Roma. Anche il de Fuschis si trovò di nuovo in fuga, ma questa volta con la curia dell'''obbedienza pisana''<ref name="test1" />.
 
Nel dicembre del 1413 Giovanni XXIII incontrò l'imperatore [[Sigismondo deldi Sacro Romano ImperoLussemburgo|Sigismondo I de Luxembourg]] a Lodi e fu deciso di convocare il concilio a Costanza per il 1º novembre del 1414. I lavori conciliari iniziati il 5 novembre, nonostante momenti difficili e congiunture drammatiche, risultarono però decisivi per il futuro della chiesa.
A seguito di violenti dibattiti sorti intorno al problema della sua abdicazione, Giovanni XXIII, pensò di sottrarsi all'imminente deposizione e, nella notte tra il 20 ed il 21 marzo 1415, abbandonò segretamente Costanza per rifugiarsi presso il duca Federico d'Austria, suo protettore, nel castello di Sciaffusa dove convocò cardinali e curiali. Il de Fuschis seguì l'antipapa prima a Sciaffusa e poi, il 29 marzo venerdì santo, nella successiva fuga a Waldshut. Ma non seguì oltre Giovanni XXIII e ritornò a Costanza<ref name="test1" />.
Il 27 aprile [[Federico IV d'Asburgo|Federico d'Austria]] consegnò l'antipapa nelle mani dell'imperatore Sigismondo I. Mentre era imprigionato a Radolzell, il processo a Giovanni XXIII fu rapidamente istruito davanti al concilio.Tra il 13 ed il 25 maggio, davanti ai commissari del concilio, fecero la loro deposizione trentacinque testimoni. Il de Fuschis fu interrogato il 17 maggio ed accusò Giovanni di avidità, lussuria, simonia, sodomia e di vendita dei beni della chiesa<ref name="test1" />.
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