Differenze tra le versioni di "Giuseppe Segusini"

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{{w|architettura|febbraio 2012}}
{{S|architetti italiani|urbanistica}}
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{{Bio
|Nome = Giuseppe
 
==Biografia==
Nacque da Paolo e Caterina Segato in una famiglia estremamente povera. Quindicesimo di venti figli, fu l'unico a vivere oltre la tenera età. Trascorse un'infanzia molto difficile e giovanissimo fu mandato a lavorare: a diciassette anni era falegname di giorno e panettiere di notte.
Nacque a Feltre il 15 luglio 1801 da Paolo e Caterina Segato, 15º di 20 figli che morirono tutti in tenera età. A 17 anni aveva due lavori: falegname (bottega di Lorenzo Corsetti) e panettiere (panificio Sotti) Grazie all'interessamento del nobile feltrino Fedele Norcen e al cuco del seminario Antonio Castelli, poté entrare nella scuola di disegno del seminario vescovile di Feltre. " ..entrare nella scuola di disegno- confessò il Segusini- era come entrassi in un luogo santo per me e provavo un piacere inesprimibile". Grazie ai sussidi dei compagni di scuola Vittore Rossi, Giovanni Zannettelli e Bernardino Fonzasio poté frequentare l'accademia di Belle Arti di Venezia e a 19 anni vinse il primo premio nella classe di architettura. Lasciata l'accademia nel 1826 progettò un tempietto per il canonico Bartolomeo Villabruna e altri edifici per Feltre, Malamocco e Venezia. Ebbe i primi denari (50 lire austriache) per i disegni del restauro de duomo di Oderzo (che poi fu affidato ad un altro).Partecipò, su suggerimento del conte Antono Miari, al concorso per l'edificazione del teatro di Belluno e nel 1833 fu scelto per tale lavoro. Divenne architetto il 29 aprile 1838 (titolo di libero esercizio di architetto e ingegnere).
 
Sue opere sono la chiesa arcidiaconale di Agordo, il teatro di Innsbruk, il palazzo del Comune di Belluno, il palazzo Cappellari e il tempietto di Mel, il teatro di Serravalle, il tempio di S. Lucano ad Auronzo, il tempietto di Busta e il tempietto funerario Tacchi a Rovereto. Eresse gli altari laterali del Battistero di Feltre, un altare per la parrocchiale di Pieve di Cadore, uno per la chiesa di S. Gervaso a Belluno,per la parrocchiale di S. Giustina, per la parrocchiale di Enego, per la Cattedrale di Feltre (Beato Beranrdino), per la parrocchiale di Mezzolombardo nel Tirolo, per la parrocchiale di Pozzale (eseguito dallo scultore Valentino Pancera detto il Besarel).
Deve la sua fortuna all'interessamento del conte Fedele Norcen il quale lo prese a ben volere e gli insegnò la matematica. Dimostrò le sue abilità artistiche quando, attratto da un quadro della villa del nobile, lo copiò con grande perizia; delle sue doti se ne accorse il cuoco del seminario vescovile che lo fece entrare nella scuola di disegno dell'istituzione retta da Agostino Occofer. "...entrare nella scuola di disegno - confessò in seguito Segusini - era come entrassi in un luogo santo per me e provavo un piacere inesprimibile".
Stese il piano urbanistico per Padola distrutta dall'incendio del 1846, di Lorenzago dopo quello del 1865, costruì per Filippo Canal uno stabilimento a Crespano, seguì, ormai vecchio, la riedificazione dell'abside del Duomo di Belluno abbattuta dal terremoto del 1873. Morì il 29 marzo 1876 assistito dalla moglie Giovanna che aveva sposato avanti nell'età.A Feltre rifece l'interno della chiesa di S. Giacomo (che aveva la volta pericolante) e di S. Rocco e di molte altre chiese nel circondario. Per il Santuario dei Santi martiri Vittore e Corona (1100) edificò la scalinata esterna d'accesso e l'abside a protezione del monumento di Giovanni da Vidor. Rimaneggiò piazza Maggiore. Per Il sindaco Giovanni Guarnieri eresse un palazzo in stile gotico che fece affrescare da Giovanni Da Min. Per Luigi Berton costruì un palazzo in stile greco-romano,e per la famiglia Zugni Tauro un palazzo decorato da fregi e da una loggia con colonne. Dal convento di S. Chiara trasse il Seminario.
 
Chi visita Feltre, dopo le polemiche che accompagnarono questi interventi, deve riconoscere che essa è rinascimentale e segusiniana tanto grande fu l'impronta lasciata da questo archietetto nei luoghi più frequentati.
Fu grazie all'aiuto finanziario degli stessi compagni di corso (Vittore Rossi, Giovanni Zannettelli e Bernardino Fonzasio) se il Segusini poté continuare la propria formazione in ambienti più prestigiosi. A diciannove anni vinse il primo premio nella classe di architettura dell'[[accademia di Belle Arti di Venezia]] e l'anno successivo fu accettato nella celebre istituzione.
(notizie tratte da "L'Amico del Popolo" 21 gennaio 2012, inserto speciale dedicato a Feltre " Giusppe Segusini " di Giuditta Guiotto)
 
Alcuni suoi interventi, poco rispettosi del contesto storico-artistico preesistente, non hanno incontrato l'apprezzamento dei posteri, ma "l'andazzo generale del tempo portava a demolire il vecchio e a rivolgersi al nuovo, a preferire dei rifacimenti freddi alla conservazione integrale dei vetusti edifici"<ref>Antonio Pellin, ''Storia di Feltre''</ref>.
Nel [[1826]] lasciò l'accademia e cominciò la sua attività progettando un tempietto per il canonico Bartolomeo Villabruna e altri edifici per Feltre, [[Malamocco]] e [[Venezia]]. Percepì il primo compenso (50 lire austriache) presentando un progetto per il restauro del [[Oderzo#Duomo di San Giovanni Battista|duomo di Oderzo]], anche se poi fu affidato ad un altro.
 
Dovette la commissione del suo primo vero lavoro al conte Antono Miari il quale gli suggerì di partecipare al concorso per l'edificazione del teatro di [[Belluno]]; nel 1833 la commissione scelse il suo progetto quasi all'unanimità.
 
Si noti, tuttavia, che Segusini ottenne il titolo di libero esercizio di architetto e ingegnere solo il 29 aprile [[1838]].
 
Da allora i progetti si susseguirono con un ritmo incalzante: suoi sono la chiesa arcidiaconale di [[Agordo]], il palazzo del Comune di Belluno, il palazzo Cappellari con il tempietto di [[Mel]], il teatro di [[Serravalle (Vittorio Veneto)|Serravalle]], la chiesa di San Lucano ad [[Auronzo di Cadore|Auronzo]] e l'oratorio di [[Busta (Montebelluna)|Busta]]. Fuori dal [[Veneto]] realizzò il teatro di [[Innsbruk]] e la cappella funeraria Tacchi di [[Rovereto]]. Concepì anche numerosi [[altare|altari]]: se ne ritrovano nel battistero di Feltre, nella [[parrocchia]]le di [[Pieve di Cadore]], nella chiesa di San Gervasio a Belluno, nella parrocchiale di [[Santa Giustina (Italia)|Santa Giustina]] e in quella di [[Enego]], nella [[Concattedrale di San Pietro Apostolo (Feltre)|concattedrale di Feltre]], nella parrocchiale di [[Mezzolombardo]] e in quella di [[Pozzale]] (quest'ultimo realizzata dallo scultore [[Valentino Besarel]]).
 
Si occupò anche della riedificazione dell'[[abside]] della [[cattedrale di Belluno]], crollata in seguito al terremoto del [[1873]]. Suoi sono anche la scalinata di accesso alla [[basilica santuario dei Santi Vittore e Corona]] e, nella stessa, l'abside che protegge il monumento funebre a Giovanni da Vidor.
 
Fu anche urbanista e progettò la ricostruzione di [[Padola]] e [[Lorenzago]], distrutte da incendi rispettivamente nel [[1846]] e nel [[1865]].
 
Notevole è l'impronta lasciata a Feltre, tanto che il suo centro storico può essere definito rinascimentale e segusiniano al contempo. Qui rinnovò costruzioni già esistenti e ne costruì di nuove (si cita il palazzo del Seminario, ricavato dall'antico convento di Santa Chiara), lavorando particolarmente ai luoghi più frequentati della città: piazza Maggiore, via Garibaldi, largo Castaldi.
 
Alcuni suoi interventi, risultano poco rispettosi del contesto storico-artistico preesistente, e non hanno incontratotrovato l'apprezzamento dei posteri,. maVa "l'andazzoaltresì generaleconsiderato che Segusini è un architetto del suo tempo, portavaquando si tendeva a "demolire il vecchio e a rivolgersi al nuovo, a preferire dei rifacimenti freddi alla conservazione integrale dei vetusti edifici"<ref>Antonio Pellin, ''Storia di Feltre''</ref>.
 
== Bibliografia ==
* {{cita news|autore=Giuditta Guiotto|url=http://www.amicodelpopolo.it/reserved/2012-03/index.html#/38/|titolo=Giuseppe Segusini. La storia dell'architetto e urbanista a cui si devono tantissime opere realizzate nella città natale |pubblicazione=L'Amico del Popolo|data=21 gennaio 2012|accesso=2 ottobre 2013|numero=3|pagine=p. 39}}
* {{cita libro|autore=Antonio Pellin|titolo=Storia di Feltre|anno=1944|editore=tipografia Castaldi}}
 
==Note==
<references/>
{{Portale|architettura|biografie}}