Bahman Jadhuyeh: differenze tra le versioni

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Quando gli Arabi, sotto il comando di [[Abu ʿUbayd]] organizzarono una spedizione nel [[Sawad]] (634), [[Rostam Farrokhzād]] inviò Bahman Jādhūyeh and [[Galinus]] contro di lui con una forza armata composta dalla potente classe dei [[Wuzurgan]], che poteva contare su [[Elefanti da guerra|elefanti da guerra]] e sui [[Immortali|Jāwīdān]] ({{farsi|جاویدان}}). Rostam è noto per aver detto a Bahman: "Se [[Galinus]] torna con qualcosa di simile a una sua sconfitta, allora tagliagli la testa".<ref>Pourshariati (2008), p. 217</ref> Bahman, scontratosi con gli Arabi a Sawaw, aggirò i musulmani a [[Babilonia]], a ovest del [[Tigri]] e poi dell'[[Eufrate]], per accamparsi a Qoss al-Nātef, sulla sua riva destra. [[Abu 'Ubayd]] si accampò nei pressi del fiume e quando traversò l'Eufrate a sua volta su un ponte di barche, fu attaccato dall'esercito di Bahman.<br>
Bahman prese alle spalle i musulmani che traversavano il fiume e inflisse loro una tremenda disfatta nella [[battaglia del Ponte]]. Durante lo scontro, l'esercito di Bahman trasse vantaggio dalla presenza di [[elefanti da guerra]], che terrorizzavano i cavalli degli Arabi, tanto da provocare la morte dello stesso [[Abu 'Ubayd]], forse ucciso proprio da un pachiderma. Il ponte fu rotto allora dagli Arabi, 4.000 dei quali perirono annegati o uccisi dai guerrieri di Bahman. [[Al-Muthanna ibn Haritha|Al-Muthanna]] tentò di allontanarsi dal ponte e di radunare i 3.000 Arabi sopravvissuti ma alcuni di loro fuggirono verso [[Medina]]. Bahman però non li inseguì per eliminarli definitivamente.<ref>Richard Nelson Frye, ''The Cambridge History of Iran: The period from the Arab invasion to the Saljuqs'', Cambridge University Press, 1975. (p. 9)</ref>

Nel 636, durante la [[battaglia di al-Qadisiyya]], Bahman fu ucciso da [[Qa'qa' ibn 'Amr]] che volle vendicare così la morte di [[Abu 'Ubayd]] e degli altri musulmani trucidati nella [[battaglia del Ponte]].<ref name="iranicaonline.org"/>
 
==Note==