Differenze tra le versioni di "Zhang Wentian"

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Dal [[1920]] al [[1924]] si recò in [[Giappone]] e negli [[Stati Uniti]] per studiare, dove conobbe e abbracciò il [[marxismo]]. Iscrittosi al [[Partito Comunista di Cina]], nel [[1927]] divenne membro del [[Comitato centrale del Partito Comunista di Cina|Comitato Centrale]], anche se continuò a lavorare all'estero insegnando presso l'[[Università Sun Yat-sen]] di [[Mosca (Russia)|Mosca]] fino al [[1931]], quando fece ritorno in [[Cina]] con il compito di gestire la propaganda del Partito. Nel gennaio [[1934]] venne eletto membro dell'[[Ufficio Politicopolitico del Partito Comunista Cinesedi Cina|Ufficio Politicopolitico]] e segretario della [[Segreteria del Partito Comunista di Cina|Segreteria]] appoggiando la politica estremista di [[Wang Ming]] e a febbraio divenne presidente del Comitato Esecutivo Centrale della [[Repubblica Sovietica Cinese]], sostituendo [[Mao Tse-tung]].
 
Intrapresa la [[Lunga Marcia]], Zhang passò dalla parte di Mao e, alla [[Conferenza di Zunyi]] del gennaio [[1935]], ne sostenne la posizione, formando un "triumvirato" con lui e [[Zhou Enlai]], venendo nominato [[Segretario generale del Partito Comunista di Cina|segretario generale]] del Partito. La sua influenza era comunque ridotta rispetto a quella di Mao (che lo surclassò formalmente nel [[1943]] presiedendo l'Ufficio Politico), ma si adoperò per formare il fronte unito con il [[Guomindang]] contro il [[Giappone]]. Nel [[1938]] divenne anche presidente dell'Istituto del marxismo e leninismo.
A seguito del [[VII Congresso nazionale del Partito Comunista di Cina|VII Congresso del Partito]] ([[1945]]), cedette il controllo formale del Partito a Mao, ma divenne membro del [[Comitato permanente dell'ufficio politico del Partito Comunista di Cina]], segretario provinciale dell'[[Hejiang]] e direttore del Dipartimento d'Organizzazione dell'ufficio nordorientale del [[Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese|Comitato Centrale]]. Successivamente fu segretario provinciale del [[Liaoning]].
 
Dopo la vittoria della [[Repubblica Popolare Cinese]], nell'aprile [[1951]] venne nominato ambasciatore in [[Unione Sovietica]]. Nel gennaio [[1955]] fece ritorno a [[Pechino]] e divenne viceministro esecutivo degli Esteri; si occupò in particolare delle relazioni economiche con l'[[URSS]] e, nel [[1958]], accompagnò [[Zhou Enlai]] in visita in [[Corea del Nord]]. Tuttavia, con il profilarsi della [[crisi sino-sovietica]], Zhang continuò a sostenere l'URSS, in particolare la teoria della [[coesistenza pacifica]] fra [[capitalismo]] e [[socialismo]], e si avvicinò alle posizioni di [[Liu Shaoqi]]. Questo lo portò in contraddizione con Mao e, nel [[1956]], venne eletto membro candidato dell'[[Ufficio Politicopolitico del Partito Comunista Cinesedi Cina|UP]]; nel [[1959]], durante un plenum del Comitato Centrale a [[Lushan]], venne criticato insieme ad altri dirigenti, come [[Peng Dehuai]], vicini a Liu; a seguito di ciò, venne spogliato delle sue funzioni.
 
Zhang continuò a lavorare come ricercatore per l'Istituto economico fino alla morte. Durante la [[Rivoluzione Culturale]], venne duramente criticato per ''revisionismo di destra''. Morì nel luglio [[1976]] a [[Wuxi]] e venne riabilitato nel [[1978]] dalla nuova dirigenza guidata da [[Deng Xiaoping]].