Battaglia di Borodino: differenze tra le versioni

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La '''battaglia di Borodino''', conosciuta nella storiografia francese come '''battaglia della Moscova''' (7 settembre [[1812]]<ref>Il 26 agosto secondo il [[calendario giuliano]] ancora in uso allora in Russia</ref>), fu combattuta durante la [[campagna di Russia]] e fu una delle più grandi e sanguinose battaglie delle [[guerre napoleoniche]]; coinvolse oltre 250.000 soldati delle due parti, con la perdita, tra morti e feriti, di circa 80.000 uomini. [[Napoleone]] la definì "la più terribile delle mie battaglie"<ref name="NN126"/>.
 
Venne combattuta tra la [[Grande Armata]] di Napoleone e l'esercito russo guidato dal generale [[Michail Kutuzov]] vicino al villaggio di [[Borodino (Mosca)|Borodino]]. L'imperatore, desideroso di combattere un grande scontro decisivo per concludere la campagna di Russia, adottò una tattica di attacco frontale che costò gravi perdite alle truppe francesi di fronte alle forze russe organizzate su posizioni difensive; dopo una lotta durata molte ore, i francesi, grazie soprattutto al fuoco devastante della loro artiglieria concentrata, riuscirono a conquistare le fortificazioni del nemico che tuttavia ripiegò con ordine su posizioni più arretrate.

Nel momento culminante Napoleone aveva rifiutato di impiegare la [[Guardia imperiale (Primo Impero)|Guardia imperiale]]. Il giorno seguente il maresciallo Kutuzov decise, a causa delle elevatissime perdite subite, di abbandonare il campo di battaglia e riprendere la ritirata verso [[Mosca (Russia)|Mosca]]. Napoleone poté quindi entrare con il suo esercito nella antica capitale russa ma, non essendo riuscito a distruggere l'armata nemica né a scuoterne il morale e la volontà combattiva, non raggiunse un successo decisivo.
 
Nel tempo la battaglia di Borodino, che dal punto di vista militare fu una vittoria di Napoleone, è stata trasformata dalla letteratura e dalla storiografia russa, soprattutto a partire dall'interpretazione datane da [[Lev Tolstoj]], in un simbolo della vittoriosa "guerra patriottica" contro l'invasore e della tenacia e dell'incrollabile capacità di resistenza dell'esercito e della nazione russa<ref>{{Cita|Nicolson 2001| pp. 126-127|Nicolson2001 }}</ref>.