Differenze tra le versioni di "Caribe"

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L'abbondanza nel [[mare dei Caraibi]] di grosse specie ittiche ([[Sciaenidae|curvina]], [[Centropomidae|ròbalo]], [[Epinephelinae|mero]], [[Chelonioidea|tartaruga marina]], [[Acanthocybium solandri|wahoo]]) , tanto negli oceani come nei fiumi, consentì loro un'alimentazione altamente proteica. Gli indiani caribe conservavano per lungo tempo il pescato grazie a procedure come la salatura, l'esposizione al sole e al forte e costante vento, in qualche caso affumicavano il pesce. Cucinavano tramite la [[grigliata|grigliata barbacoa]], ossia utilizzando un tavolo di legno coperto di sabbia di spiaggia (che manteneva e distribuiva omogeneamente il calore). Spesso avvolgevano i cibi in foglie di [[Musa paradisiaca|banana]], procedura che portò lentamente agli involtini di mais noti come [[Hallaca|hallaco iritari]].
 
Nell'agricoltura, come nel [[America centrale]] dominava il [[Zea mays|Mais]]. Ma inoltre si nutrivano di [[Solanum tuberosum|patate]], "[[Arracacia xanthorrhiza|arracachas]]", "uchuvas", "[[Manihot esculenta|yucca]]", Mandioca, [[Erythroxylum coca|Coca]], [[Tabaco]], [[Algodón]], [[Theobroma cacao|Cacao]], [[Capsicum|Aji]], "[[Canna indica|achira]]", "[[Persea americana|avocado]]", [[fagioli]], "[[Cucurbita maxima|qhuyama]]", "[[guayanas]]", "[[Psidium|guaiaba]]", "[[Mammea americana|mameys]]".
 
=== Decorazioni corporee ===
In genere queste etnie delle regioni tropicali avevano l'abitudine di non coprire i genitali o le natiche, e attraverso la nudità venivano distinte le classi di età. Anziani e adulti si coprivano con gonnellini di foglie o pelle, mentre le giovani donne non sposate rimanevano nude, come anche i giovani divenuti guerrieri da poco. Anche i bambini erano nudi fino a che non compivano quindici anni. Adoperavano pigmenti vegetali e minerali per la creazione di tinte cosmetiche, che oltre a fornire protezione contro insetti, erano principalmente un identificativo della famiglia, della tribù e del clan davanti alle altre etnie. Il tatuaggio sulla faccia, identificativo del nome di famiglia, è stato ampiamente descritto da ricercatori che hanno studiato i popoli [[Coreguaje|koriguages]]; questa tribù utilizza disegni stilizzati di colore nero, rappresentanti l'animale caratteristico della loro famiglia. Tra i disegni più comuni: [[pipistrello]], [[giaguaro]], [[ragno]] e [[scimmia]], molto simili a quelli usati dagli [[familia chocó|Embera]] e [[Karajá]] del territorio del [[Rio delle Amazzoni]] e da un buon numero di famiglie appartenenti all'etnia caribe.
 
=== Aspetti antropologici ===
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| style="text-align:center; font-size:larger;" |{{IPA|(ʧ, ʤ) }}
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=== Lessico spagnolo proveniente dalla lingua caribe ===
Dalle lingue caribe sono stati trasferiti allo spagnolo (specialmente al castigliano parlato in [[Castigliano della Colombia|Colombia]] e del [[Castigliano del Venezuela|Venezuela]]) vari termini ("americanismos"), passati successivamente ad altre lingue: [[Capsicum|Ajì]], [[balaca]] [[bahareque]], [[Grigliata|barbacoa]], [[boga (bevanda)|boga]], [[Agave sisalana|cabuya]], [[cacique]], [[caney]], [[Cannibalismo|canìbal]], [[canoa (imbarcazione)|canoa]], [[chicha]], [[fotuto]], [[guaca]], [[Uragano atlantico|huracán]], [[iguana]], [[Zea mays|maiz]], [[Trichechus|manati]], [[maracas]], [[piragua]], [[Meleagris gallopavo|pisca]], [[Nicotiana tabacum|tabaco]].
 
== L'arrivo degli europei ==
{{Citazione|I Caribe, soprattutto verso la fine del [[XV secolo]] e inizi del [[XVI secolo|XVI]], si trovavano in una fase di piena espansione territoriale, all'estremo che i conquistatori spagnoli e quelli di altre nazionalità europee descrissero la supposta “ferocia” degli indigeni Caribe, che navigavano in modo organizzato nelle loro canoe “curiaras”, armati e disposti ad affrontare in modo violento ogni estraneo che invadesse i loro territori oppure, scesi a terra lottavano in feroci corpo a corpo con chiunque gli si opponesse. Attorno al loro coraggio, si formarono numerosi miti e venivano considerati non soltanto “selvaggi” come il resto degli indigeni, bensì antropofagi sempiterni|Domingo Sánchez P.}}
 
{{Citazione|Gli europei attribuivano ai Caribe ogni genere di malefatte e atrocità per far diventare un fatto naturale che i conquistadores avessero il diritto sulle vite e proprietà degli indígeni, nel nome dei re di Spagna e della cristianità, convinzione che gli fece perpetrare un autentico genocidio ovunque passavano e calpestavano|Domingo Sánchez P.<ref>Domingo Sánchez P. ''[http://www.insumisos.com/lecturasinsumisas/El%20concepto%20de%20tiempo%20en%20las%20etnias%20de%20Venezuela.pdf El Concepto del Tiempo en las Etnias Caribe de Venezuela]'' (2000)
</ref>.}}
 
I caribe, come classe navigante del [[Mare dei Caraibi]] e dei fiumi e dominatori delle altre etnie stanziali vennero rapidamente spiazzati dai [[conquistadores]], ed in seguito sono stati sterminati quasi totalmente durante il periodo coloniale ([[Pijao]]). Nonostante questo sono stati capaci di conservare alcune isole, come [[Saint Vincent (isola)|Saint Vicent]], [[Dominica]], [[Santa Lucia (stato)|Santa Lucia]] e [[Trinidad (isola)|Trinidad]]. I caribe di pelle nera (garifuna) di Saint Vicent che si erano [[Meticcio|meticciati]] con gli schiavi neri di un naufragio vennero deportati nel [[1795]] all'isola [[Roatán]] dell'[[Honduras]], dove i loro discendenti, i [[Zambo|garífuna]], sono ancora presenti al giorno d'oggi. I britannici percepirono una minore ostilità nei caribi di Saint Vicent, e permisero loro di rimanere nell'isola. La fiera resistenza dei caribe rallentò l'insediamento degli europei nell'isola di Dominica, e le comunità Caribe che rimanevano in Saint Vicent e Dominica, conservarono un discreto grado di autonomia nel [[XIX secolo]]. Attualmente in Dominica ci sono circa 3000 caribe, anche se non rimane alcun indigeno che conosca la lingua originale (la lingua dei caribi venne dichiarata estinta nel [[1920]]).
 
==Alcuni famosi cacicchi dell'etnia Karib==
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