Differenze tra le versioni di "Cerami"

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=== La processione dell'alloro e i santi protettori ===
La '''''processione dell'[[alloro]]'',''' detta ''a 'ntrata u lauru'', ricorda il trionfale ingresso dei normanni a Cerami. E ancora la tradizione popolare attribuisce a questo popolo il nome di alcune contrade, come quelle di ''Ruggero'', ''Mille'' e ''Evangelico''. Soprattutto nel culto religioso, nella particolare devozione ad alcuni santi, i normanni lasciarono l'impronta più duratura, specie per l'opera che condussero in seguito alla ben nota Battaglia di Cerami. Non esistono documentazioni di chiese di Cerami, prima di quelle fatte costruire da [[Ruggero I di Sicilia|Ruggero d'Altavilla]] e dai suoi immediati successori. Le prime infatti pare siano quelle di [[San Giorgio]] e [[San Michele]], due santi che secondo la leggenda intervennero nella battaglia combattuta dai Normanni contro i [[Saraceni]] nel [[1063]] nei pressi di Cerami, favorendo la vittoria dei cristiani.
 
La chiesa di San Giorgio non esiste più, quella di San Michele, soggetta a trasformazioni nel tempo, è in gran parte crollata. Varie sono le interpretazioni circa la leggenda dell'apparizione di San Giorgio, leggenda che venne cantata da [[Giuseppe Fedele Vitale]], [[Lionardo Vigo Calanna|Lionardo Vigo]] e [[Tommaso Balli]]. Secondo la leggenda locale intervenne pure alla battaglia [[San Michele Arcangelo]], verso cui la devozione è ancora viva. Tangibile fu altresì a Cerami l'impronta del nucleo "lombardo". Questo paese, sebbene non figuri tra gli ''oppida lombardorum'', tuttavia, dà testimonianza che ebbe la presenza di latini e [[Lombardi di Sicilia|lombardi]].
*'''[[Chiesa della Madonna del Carmelo]]'''. Varie ed estese sono le discordanze sull'epoca di erezione di questa chiesa. Gli storici sono giunti alla conclusione che intorno al 1530 venne eretto il ''Convento dei [[Carmelitani Scalzi|Carmelitani]]'' con annessa una chiesetta, la quale nel [[1620]] venne ingrandita, o parzialmente ricostruita ed abbellita dal portale. L'ipotesi è confortata dall'esame stilistico del tempio. Particolarmente bello ed originale è, nella sua entità, il gruppo del portale di chiara intonazione [[Barocco|barocca]]. Anche qui, purtroppo, il cemento ha compiuto la sua opera. In questa chiesa si trova uno dei trentatré crocifissi lignei scolpiti da [[Umile da Petralia|Frate Umile da Petralia]]. Si tratta di un'opera, quella di Cerami, da collocare nel periodo della piena maturità artistica del Francescano.
*'''Chiesa di San Sebastiano'''. Fino al 1600 una chiesa dedicata a San Sebastiano sorgeva vicino Porta Umbria, ad occidente del castello. Fu nel 1612 che per iniziativa di un sacerdote si decise di costruire, in onore dello stesso santo, una nuova chiesa, la quale sorge poco distante dalla vecchia, di cui oggi sono visibili due archi. L'attuale chiesa di San Sebastiano ha subito, nel tempo, lavori di restauro, nonché aggiunte e modifiche, e fu, agli inizi del secolo scorso, causa di un'accesa lite tra l'omonima confraternita ed il clero locale, a causa delle prepotenze di quest'ultimo. La chiesa è ad unica navata. La facciata è severa, inquadrata da pilastri e da paraste bugnate. La decorazione è sobria. Nel complesso la chiesa mostra i caratteri essenziali dell'architettura tardorinascimentale.
*'''Chiesa di San Benedetto'''. Nessuna notizia precisa si ha sulla data di erezione. La sua conoscenza è legata al santuario della Madonna della Lavina. Dall'esame stilistico si può dedurre che questa chiesa, nella sua attuale struttura, tranne la facciata, risale alla prima metà del Settecento. Le suore [[benedettine]], andato distrutto il loro monastero, che sorgeva in contrada Lavina, dove oggi sorge il santuario omonimo, si sarebbero trasferite in uno nuovo, costruito in un quartiere, in quel tempo periferico rispetto al centro abitato, ma non sappiamo quando ciò avvenne. Il monastero, nel secolo scorso, venne incamerato dallo Stato ed in seguito alienato in favore dei privati, che lo trasformarono in case di abitazione. La chiesa è a pianta centrale, di tipo tardobarocco. Belli e delicati gli [[stucco|stucchi]]. In questa chiesa si conservano la preziosa ''[[pala d'altare|pala]]'' trecentesca della Madonna della Lavina ed una tela, raffigurante l'Assunta, di [[Giuseppe Rapisardi]]. Si sa che vi erano molte altre opere artistiche di gran pregio.
 
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