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;[[365]]: L'imperatore [[Valentiniano I]] divenuto augusto l'anno precedente insieme al fratello [[Valente (imperatore romano)|Valente]], decise di recarsi in Gallia presso [[Parigi]] e poi [[Reims]] per dirigere le operazioni in prima persona contro le popolazioni barbariche degli [[Alemanni]].<ref name="Baroni1032">Anselmo Baroni, ''Cronologia della storia romana dal 235 al 476'', p. 1032.</ref> I due nuovi imperatori dovettero affrontare minacce esterne su tutti i fronti: secondo [[Ammiano Marcellino]], a quei tempi la [[Gallia]] e la Rezia erano state devastate dagli [[Alemanni]], la [[Pannonia (provincia romana)|Pannonia]] dai [[Sarmati]] e dai [[Quadi]], la [[Britannia (provincia romana)|Britannia]] dai [[Sassoni]], [[Scoti]] e [[Attacotti]], mentre l'[[Africa (provincia romana)|Africa]] era esposta ai saccheggi dei [[Mauri (popolo)|Mauri]] e degli Austuriani, e la [[Tracia (provincia romana)|Tracia]] era devastata dai [[Goti]]; anche l'[[Armenia (provincia romana)|Armenia]], inoltre, era minacciata dallo scià di Persia [[Sapore II]].<ref>Ammiano Marcellino, XXVI,4.</ref>
 
;[[370]]: Mentre Valentiniano provvedeva a rinforzare le fortificazioni sul [[Reno]] dall'Oceano fino alla Rezia, costruendo nuove fortificazioni e migliorando le fortificazioni preesistenti,<ref>Ammiano Marcellino, XXVIII,2.</ref> [[Conte Teodosio|Teodosio il Vecchio]], padre del futuro imperatore [[Teodosio I]], riuscì a respingere una nuova invasione di Alemanni in Rezia, trapiantando i prigionieri nei pressi del [[Po]].<ref>Ammiano Marcellino, XXVIII,5.</ref>
 
=== Dalla morte di Teodosio I alla fine dell'Occidente ===
{{Vedi anche|Invasioni barbariche del V secolo|Impero romano d'Occidente|Regni romano barbarici}}
;[[400]]-[[402]]: Sfruttando l'irruzione in Rezia e [[Norico (provincia romana)|Norico]] dei [[Vandali]] e di altri barbari (secondo una congettura di JB Bury condotti da [[Radagaiso]])<ref>Prospero Tirone, nella sua cronaca, narra che nell'anno 400, Alarico e Radagaiso invasero l'Italia. Claudiano narra che Stilicone respinse un attacco dei Barbari in Rezia e Norico. Zosimo scrive che in un'occasione Stilicone sconfisse Radagaiso in una battaglia combattuta oltre il Danubio. In genere si ritiene che Zosimo si riferisse all'invasione di Radagaiso dell'Italia del 405/406, e che quindi il riferimento di una sconfitta oltre Danubio sia stata una svista di Zosimo, dato che tutte le altre fonti sostengono che nel 405/406 Radagaiso fu sconfitto [[Battaglia di Fiesole (405)|a Fiesole]], nei pressi di Firenze. JB Bury, invece, sulla base di un accenno della cronaca di Prospero Tirone, ha congetturato in passato che il resoconto di Zosimo non si riferisca all'invasione dell'Italia del 405/406, bensì all'invasione del 400 a cui Radagaiso avrebbe partecipato secondo Prospero Tirone.</ref>, Alarico invase l'Italia nel 400/401, anno del consolato di Stilicone. Un rigo della cronaca di [[Prospero Tirone]] suggerisce che i Visigoti di [[Alarico I]] agirono in concerto con un altro invasore: le orde barbariche alla testa di [[Radagaiso]] il Goto, il quale avrebbe invaso di nuovo l'Italia cinque anni dopo, venendo però sgominato da [[Stilicone]]. Secondo la cronaca di Prospero Tirone, Radagaiso sarebbe entrato in Italia in concerto con Alarico nell'anno 400, e nello stesso anno e in quello seguente, secondo le misteriose allusioni dei panegirici di Claudiano, vi furono delle incursioni ad opera di barbari in Rezia, provincia che faceva appunto parte dell'Italia a quell'epoca: secondo Claudiano, i Barbari avevano rotto i trattati di alleanza dellcon l'Impero per invaderlo approfittando dell'invasione di Alarico.<ref>"Iam foedera gentes exuerant Latiique audita clade feroces Vindelicos saltus et Norica rura tenebant. ". Traduzione: "Ora i barbari, informati dei disastri del Lazio, avevano rotto i trattati e, incoraggiatiavevano dalleinvaso notiziele radure dei guaiVindelici dele Lazio,i avevanocampi invaso ... Vindelicia e...del Norico." Claudiano, ''De bello gothico'', vv. 366-368.</ref> Secondo una congettura di Hodgkin e JB Bury, dunque, le orde di Radagaiso, in concerto con i Visigoti di Alarico, avrebbero invaso la Rezia, mentre i Visigoti di Alarico invasero la penisola dalle Alpi Giulie, occupando la provincia di Venezia e Istria.<ref>Hodgkin, pp. 282-283.</ref> Occupate le Venezie, Alarico diresse il suo esercito in direzione di [[Milano romana|Milano]], capitale dell'[[Impero romano d'Occidente]], con l'intento di espugnarla. L'Imperatore e la corte imperiale, che si trovavano appunto a Milano, colti dal panico, stavano deliberando di fuggire in [[Sardegna e Corsica (provincia romana)|Corsica o Sardegna]], o fondare una nuova Roma sulle rive della [[Senna]] o del [[Rodano (fiume)|Rodano]], progettando dunque una fuga nelle [[Gallia|Gallie]].<ref>Hodgkin, p. 285.</ref> Stilicone, invece, secondo il suo panegirista Claudiano, si oppose alla fuga, sostenendo che si sarebbe diretto verso nord per raccogliere un esercito dalle guarnigioni di quei luoghi e sarebbe presto tornato, con un po' di ritardo, "per vendicare la maestà insultata di Roma".<ref>Hodgkin, p. 286.</ref> Dopo aver attraversato il [[Lago di Como]], Stilicone si diresse verso la provincia di Rezia: era l'inverno del 401‑2. Nel giro di breve tempo, Stilicone riuscì a respingere le incursioni dei Barbari in Rezia, forse condotti da Radagaiso. Non solo li respinse oltre il Danubio, ma riuscì anche a reclutare alcuni dei barbari vinti nell'[[esercito romano]].<ref name=Bury161>JB Bury, p. 161.</ref> Una volta messa al sicuro la Rezia dalle incursioni nemiche, Stilicone partì con le legioni della Rezia alla difesa di Milano, assediata da Alarico: per poter vincere Alarico Stilicone fu costretto a sguarnire il [[Reno]] e la [[Britannia (provincia romana)|Britannia]] di truppe, richiamandole alla difesa dell'Italia.<ref>Hodgkin, p. 288.</ref>
 
== Esercito e difesa ==