Differenze tra le versioni di "Oboe"

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Col tempo la struttura dello strumento resta pressoché invariata, quello che cambia profondamente è il numero di chiavi ed il profilo delle modanature. Nel XIX secolo le innovazioni operate alla meccanica dei flauti furono portate anche sull'oboe, soprattutto per quanto riguarda le ''chiavi ad anello''. Nello stesso periodo [[Joseph Sellner]] e [[Stephan Koch]] introdussero le doppie chiavi per il Fa e Re♯, la chiave del Si basso e la posizione del Fa «a forchetta». Grandi cambiamenti furono fatti dai fratelli Triebert che eliminarono quasi del tutto la 'cipolla' in corrispondenza della boccola porta-ancia, aumentarono l'estensione bassa di un semitono, introdussero il gruppo di tre chiavi Re♯, Si e Si♭ e cambiarono la forma del «mezzo buco» da romboidale ad ovale. Nel '900 il costruttore [[F. Lorée|Lorée]], avvalendosi dell'aiuto maestro Gillet, perfezionò ulteriormente lo strumento (oggi Lorée è tra i più grandi costruttori), soprattutto il [[corno inglese]], migliorando le posizioni dei trilli e la chiusura dei fori.
 
Un'importante modifica alla meccanica dell'oboe come concepito da Lorée è stata operata dall'italiano [[Giuseppe Prestini]] mediante lo spostamento della chiave del Si basso dal mignolo sinistro al pollice sinistro (con una leva collocata posteriormente) e del raddoppio di quella del Do♯, azionato dal mignolo sinistro per mezzo della leva originariamente assegnata al Si basso. La meccanica ideata da Prestini facilita il passaggio Si-Re♯, che nel sistema originale richiede in entrambe le posizioni lo scivolamento dei mignoli da una chiave all'altra del medesimo gruppo, e l'esecuzione della scala cromatica partendo dal Si♭. L'oboe sistema Prestini, noto anche come «sistema italiano», è stato per decenni il sistema standard nel nostropaese Paeseomonimo. Viene tuttora realizzato su richiesta dai maggiori produttori.
 
Un'ulteriore modifica si è avuta a fine Novecento con l'introduzione del portavoce automatico in cui è abolita la leva a spatola del secondo portavoce, azionata dal fianco dell'indice sinistro. Nel «sistema automatico» è presente una singola leva per il pollice sinistro ed il sincronismo tra la chiusura del primo portavoce e l'apertura del secondo in corrispondenza del passaggio da Sol♯ a La è attuato sollevando l'anulare sinistro dal relativo piattello o anello, esattamente come avviene sul saxofono. Tale meccanismo, diffuso soprattutto in Germania e nei Paesi europei dell'ex blocco comunista, nel resto del mondo oboistico ha avuto scarsa diffusione a causa delle limitazioni imposte dal meccanismo nell'uso delle diteggiature alternative, correttive ed armoniche. Oggi solo alcuni tra i maggiori produttori al mondo hanno in catalogo questo tipo di meccanica, offerto come possibile variante a quella 'classica'.