Differenze tra le versioni di "Alcmeone di Crotone"

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== Indagine sulla natura e medicina ==
Diogene Laerzio (VIII 83) considera Alcmeone «discepolo di Pitagora»: il suo impegno avrebbe riguardato «per lo più» la «medicina». Tra i "fisiologi" viene annoverato da [[Teofrasto]] <ref>''De sensu'', 25-26</ref>. Secondo il giudizio di Galeno <ref>''De elem. sec. Hippocr''. I, 9</ref>, Alcmeone, allo stesso modo di [[Melisso di Samo]], [[Parmenide]], [[Empedocle]], [[Gorgia]], [[Prodico]] e degli autori antichi in genere, scrisse un'opera ''Sulla natura''. Per [[Favorino]]<ref>fr. 25 ''F.H.G.''. III 581</ref> e [[Clemente Alessandrino]]<ref>''strom''. I 78</ref> sarebbe stato addirittura il primo a comporre un discorso intitolato ''Perì physeos''. La sola attestazione che fa diretto riferimento ad Alcmeone come ''medicus'' è quella di [[Calcidio]]<ref>''in Tim. c''. 237 p. 279</ref>, risalente al IV secolo d.C.
 
Per il periodo storico in esame (VI-V secolo a.C.), la distinzione tra fisiologia/filosofia e medicina risultava essere non ancora strutturata: non solo «la linea di demarcazione fra questi due ambiti doveva essere fluida», ma all'interno dell'indagine ''"perì physeos"'' confluivano sia lo studio della natura, che del corpo umano e, più in generale, per gli enti tutti, apprezzati ede osservati nella loro globalità.<ref>A. Krug, ''La medicina nel mondo classico'', trad. it. Firenze 1990, Giunti, pp. 47 e ss.</ref>
 
== La salute come equilibrio tra proprietà opposte ==
Il dossografo greco [[Aezio (filosofo)|Aezio]], attivo tra il I secolo a.C. ede il I secolo d.C., attribuisce ad Alcmeone la teoria medica, divenuta molto comune fra i greci, della salute come equilibrio (''isonomia'') tra elementi o proprietà (''dynameis'') opposte<ref>''Dox''. 442)</ref>:
{{citazione|Alcmeone dice che la salute dura fintantoché i vari elementi, umido secco, freddo caldo, amaro dolce, hanno uguali diritti (''isonomia''), e che le malattie vengono quando uno prevale sugli altri (''monarchia''). Il prevalere dell'uno o dell'altro elemento, dice, è causa di distruzione. […] La salute è l’armonica mescolanza delle qualità (opposte)|A. Maddalena in G. Giannantoni), ''op. cit.'', p. 241.}}
 
{{citazione|V'è infatti nell'uomo il salato, l'amaro, il dolce, l'astringente, l'insipido e mille altre cose dotate di proprietà diversissime sia per quantità sia per forza. Ed esse mescolate e contemperate l'un l'altra né sono evidenti né causano dolori all'uomo; quando però una di esse sia separata e permanga come sostanza a sé stante, allora diviene evidente e causa dolori all'uomo.|M. Vegetti (a cura di), ''Opere di Ippocrate'', Torino, Utet, 2000, pag. 176.}}
 
Nel riportare la dottrina dei pitagorici, secondo la quale «le contrarietà erano per essi principi delle cose che sono», [[Aristotele]] <ref>(metaph, A 5 986 a 22)</ref>, dubita che all'origine vi fosse stato un contributo determinante da parte di Alcmeone. Questi, ad ogni modo, sosteneva che «duplici sono per lo più le cose riguardanti l'uomo». A differenza dei pitagorici &nbsp;– continua Aristotele &nbsp;– egli «non definiva quali fossero le contrarietà, ma nominava quelle che gli capitavano, bianco nero, dolce amaro, buono cattivo, grande piccolo».
 
== La dissezione di animali ==
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