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[[File:178-7867 IMG - Gregorius III RV (2).jpg|thumb|upright=0.7|Medaglia con l'effigie di papa Gregorio III - rovescio]]
 
Gregorios, figlio di Ioannes e [[Siriaci|Siriaco]] di nascita (e ultimo pontefice romano non [[Europa|europeo]] prima dell'elezione di [[papa Francesco]] nel [[2013]]), succedette a [[Papa Gregorio II|Gregorio II]] il 18 marzo [[731]]. Il suo pontificato fu in pratica caratterizzato dagli stessi avvenimenti e dalla stessa linea di comportamento del [[Papa Gregorio II|predecessore]].
 
Eletto per acclamazione popolare, ottenne subito l'approvazione direttamente dall'imperatore [[Leone III Isaurico]], che sperava con quel gesto di propiziare buoni rapporti e una posizione più moderata sulla controversia iconoclasta. [[Leone III Isaurico|Leone III]], infatti, già durante il pontificato di [[Papa Gregorio II|Gregorio II]] aveva ingiunto a tutti i cittadini ebrei dell'impero di convertirsi al cristianesimo, in base al principio che per la stabilità dello Stato era necessaria un'uniformità di fedi. È probabile che l'imperatore fosse sinceramente ispirato da un sentimento religioso che lo spinse a tentare di ricomporre l'unità spirituale dell'impero, ma uno dei maggiori ostacoli alla realizzazione di quel progetto era il fatto che il cristianesimo ammetteva il culto delle immagini, che era invece escluso per gli ebrei. [[Leone III Isaurico|Leone]] pensò di far togliere tutte le immagini sacre dalle chiese cristiane, ritenendo che una simile iniziativa avrebbe risolto il principale problema della conversione degli ebrei, ma non valutò la portata dei gravi tumulti che una tale decisione provocò presso la popolazione cristiana. Gregorio dunque, per tutta risposta alle proposte concilianti dell'imperatore, gli comunicò la sua perfetta adesione alla linea di comportamento ed alle decisioni assunte dal predecessore [[Papa Gregorio II|Gregorio II]], che si era assolutamente opposto ad una tale iniziativa. Il tono della risposta era talmente deciso e brusco che il nunzio incaricato di recapitare il messaggio all'imperatore inizialmente si rifiutò di compiere la sua missione, ma poi, costretto, partì e durante il viaggio fu arrestato perché non arrivasse mai a [[Costantinopoli]]. Gregorio riunì allora un [[sinodo]] il 1º novembre [[731]], condannando l'iconoclastia e scomunicando i demolitori di icone. Un secondo messaggero inviato a [[Costantinopoli]] per comunicare l'esito del concilio subì la stessa sorte del primo: [[Leone III Isaurico|Leone III]] non voleva che arrivassero a [[Costantinopoli]] decisioni di Roma contrarie alle sue posizioni su questioni di fede, che lo avrebbero indebolito sia come cristiano che come imperatore; le decisioni di Roma non dovevano arrivare in Oriente per non ostacolare la sua politica iconoclasta<ref>C. Rendina, ''I Papi. Storia e segreti'', pp. 212 e seg., 216.</ref>.