Differenze tra le versioni di "Dialetto anconitano"

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L'anconetano viene quasi unanimemente considerato l'idioma più settentrionale del gruppo umbro-laziale-marchigiano (secondo la linea [[Roma]]-[[Perugia]]-[[Ancona]]), poiché a nord-ovest, già a [[Montemarciano]] (distante solo 20&nbsp;km) gli influssi del gallo-italico predominano su quelli centrali.<ref name="balducci">Sanzio Balducci I Dialetti (in La Provincia di Ancona - storia di un territorio, Laterza Roma Bari , 1987 ISBN 88-420-2987-4</ref><ref name="ReferenceA">Carla Marchetti, in ''Guida di Ancona'', pag. 108 Il Lavoro editoriale 1991 ISBN 88-7663-136-4</ref>. Ad ovest, poi, già da [[Jesi]] (30&nbsp;km) i dialetti sono più tipicamente [[Dialetti italiani mediani|centrali]], mentre a sud già l'[[dialetto osimano|osimano]] (20&nbsp;km) e le parlate limitrofe assumono alcune componenti maceratesi-picene<ref name="balducci" />, le quali costituiscono retaggio dei secoli di amministrazione maceratese su Osimo, Loreto e [[Castelfidardo]].
 
Il dialetto di Ancona, specie nel passato, poteva essere considerato un vernacolo, vista la limitata zona di suo utilizzo: infatti la parlata anconetana "pura" era circoscritta praticamente alla sola città e solo negli ultimi decenni si è estesa anche alle contigue [[Falconara Marittima|Falconara]], [[Sirolo]], [[Numana]], un tempo centri linguisticamente [[Lingue gallo-italiche|gallo-italici]] ed ora completamente anconetanizzati. Un'anconetanizzazione parziale la si può riscontrare anche nei vernacoli dei centri rurali immediatamente limitrofi, come [[Agugliano]], [[Polverigi]] e [[Offagna]], ove risente dell'[[Dialetto osimano|osimano]], nonché [[Camerata Picena]] e [[Chiaravalle]], in cui si mescola con lo [[Dialetto jesino|jesino]]. C'è anche da dire che a ben vedere al giorno d'oggi gli influssi dell'anconetano hanno modo di manifestarsi in aree assai più estese, specie lungo la costa (in direzione nord e sud) e nella valle del fiume [[Esino (fiume)|Esino]]: accade cioè che gli abitanti di centri quali [[Senigallia]], [[Jesi]], [[Osimo]], [[Porto Recanati]] e perfino [[Civitanova Marche]], tanto per citare solo i più importanti, assumano sempre più spesso, a causa dei numerosi contatti col capoluogo (lavorativi e non), la tendenza ad ''anconetanizzare'', cioè ad utilizzare accento e vocaboli tipici della parlata dorica, considerata launa variantevarietà regionaledialettale di maggior prestigio.
 
Nel dialetto anconitano convivono elementi dei due macro-gruppi italiani: infatti malgrado la già citata appartenenza al gruppo dialettale umbro-laziale-marchigiano, non è difficile accorgersi, accanto agli elementi [[Dialetti italiani mediani|centro-meridionali]], anche di elementi gallo-italici, nonché di alcuni fenomeni linguistici tipici anche dei [[Lingua veneta|dialetti veneti]], il che porta un cospicuo numero di studiosi a considerare l'anconitano come parlata di "transizione" con i dialetti gallo-italici. Addirittura, secondo il già citato Giovanni Crocioni, il dialetto anconetano è da considerare come il più meridionale dei dialetti gallo-italici, che da [[Fano]] verso sud perdono progressivamente le loro caratteristiche gallo-italiche per esaurirsi solo dopo [[Camerano]] ed [[Osimo]], divenendo poi parlate picene.<ref>IL DIALETTO DI ARCEVIA (Ancona) – Giovanni Crocioni - ROMA - ERMANNO LOESCHER & C.° - (BRETSCHNEIDER E REQENBERO) - 1906 – introduzione pagg. VI-VII<br />
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