San Girolamo scrivente (Malta): differenze tra le versioni

(aggiunto testo, note e bibliografia)
Il '''''San Girolamo scrivente''''' è un dipinto di [[Michelangelo Merisi da Caravaggio|Caravaggio]] realizzato in [[Pittura a olio|olio]] su [[Pittura su tela|tela]] (117x157 cm) nel [[1608]]. È conservata a [[Malta]], nella [[Concattedrale di San Giovanni]] a [[La Valletta]].
 
Il dipinto raffigura San Girolamo mentre scrive in una cella monastica, circondato da elementi simbolici, questa è una rappresentazione classica del Santo, considerato dalla Chiesa Cattolica come [[Dottore della Chiesa|dottore della Chiesa Cristiana]] per il suo lavoro di traduzione della [[Bibbia]] dal greco al latino. Questo dipinto fu l'ultimo che il pittore dedicò al Santo.
==Storia e descrizione==
 
Il committente dell'opera fu [[Ippolito Malaspina]], uno degli alti funzionari dello [[Stato monastico dei Cavalieri di Malta]], che avrebbe così voluto essere associato con l'ascetismo del Santo. Dal XVII secolo, e con l'eccezione di alcune mostre temporanee, il dipinto non ha lasciato l'isola di Malta, ma ha conosciuto diversi luoghi di installazione, rubato nel 1984, fu ritrovato quattro anni dopo e godette di un importante restauro alla fine dell'XX secolo. Il suo stato di conservazione, tuttavia, non è ottimale.
 
In quest'opera, Caravaggio propone un trattamento di grande intensità psicologica, limitando gli effetti pittorici al fine di focalizzare l'attenzione sulla spiritualità del personaggio e la scena, giocando soprattutto sul gioco delle ombre: la tavolozza dei colori è limitata, la composizione è dura e l'arredamento più sobrio possibile. Questo approccio è tipico della tarda via del pittore lombardo, che nel corso degli anni ha lasciato alcuni approcci enfatici al suo lavoro giovanile per favorire una messa in scena di spiritualità e di introspezione, traendo ispirazione dal statuaria antica. Caravaggio dovette fuggire da Roma poco prima, dove era stato processato per omicidio; questo dipinto, insieme a quelli che verranno dopo, è un'opera d'esilio in cui l'intensità spirituale corrisponde ai suoi tormenti interiori e alla sua disponibilità di redimersi.
 
== Descrizione ==
L'opera è un dipinto [[Pittura a olio|olio su tela]]. È rettangolare (117 × 157 cm) e di medie dimensioni.<ref>{{Cita libro|autore=Rossella Vodret|curatore=Rossella Vodret|titolo=Caravaggio. L'opera completa|collana=Monografie d'arte|annooriginale=2009|editore=Silvana Editoriale|p=215|ISBN=9788836615506}}</ref> Si presenta in una cornice di legno dorato ornato di motivi.
 
Il dipinto mostra un uomo situato in ciò che sembra, per la piccolezza, una cella monastica. Il personaggio appare quasi nella sua interezza. È un uomo barbuto e anziano, con un volto solcato da rughe. È senza camicia, una toga rossa copre il fondo della sua pancia e le gambe. Si siede sulla sporgenza di un letto e si poggia su un tavolo per scrivere in un libro di spessore e dimensioni medie. Il suo corpo è ruotato al limite dell'impossibilità fisiologica: la sua gamba destra è girata a sinistra dello spettatore e il suo busto ruota verso destra. Infine la sua testa è coronata da un aureola appena visibile.
 
==Storia e descrizione==
Quest'opera rappresenta una delle grandi tele realizzate dal Caravaggio a Malta. L'artista, in segno di ringraziamento, ritrasse il Gran Maestro dell'[[Cavalieri Ospitalieri|Ordine di Malta]] [[Alof de Wignacourt]], che gli aveva prestato aiuto e protezione, nel volto del santo.
 
== Bibliografia ==
* {{cita testo |curatore=Maurizio Marini |titolo=Io Michelangelo da Caravaggio |data=1973 |editore=Studio B |città=Roma |cid =Marini|SBN =IT\ICCU\LO1\0554502}}
* {{Cita libro|autore=Rossella Vodret|curatore=Rossella Vodret|titolo=Caravaggio. L'opera completa|collana=Monografie d'arte|annooriginale=2009|editore=Silvana Editoriale|p=|pp=272|ISBN=9788836615506}}
 
==Voci correlate==
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