Differenze tra le versioni di "Campagna dell'Africa Orientale Italiana"

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== La resistenza di Gondar ==
{{vedi anche|battaglia di Gondar}}
Anche dopo la conquista alleata di [[Addis Abeba]] e l'episodio dell'Amba Alagi, resistette ancora per mesi interi la guarnigione italiana di [[Gondar]], forte di circa 40.000 uomini<ref>{{Cita web|url=http://www.probertencyclopaedia.com/F_BATTLE_OF_GONDAR.HTM|titolo=Battaglia di Gondar|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20110608161630/http://www.probertencyclopaedia.com/F_BATTLE_OF_GONDAR.HTM|dataarchivio=8 giugno 2011}}</ref> e comandata dal generale [[Guglielmo Nasi]]. Il generale amministrò egregiamente il suo avamposto: ridusse le razioni, organizzò un mercato indigeno, una sezione recuperi per sfruttare ogni materiale, una sezione pesca sul [[lago Tana]]. Così fino a ottobre la razione dei soldati italiani fu buona: 300 grammi di pane, 400 di carne, 200 di pesce al giorno e verdure in abbondanza.<ref name="ReferenceA"/> Ma ormai anche per Nasi si avvicinava la fine. Prima la caduta del presidio di Uolchefit e del [[Battaglia di Culqualber|presidio di passo Culqualber]], durante una serie di scontri durati da agosto agosto a novembre.
 
Poi il 27 novembre si scatenò la [[battaglia di Gondar]] e poco poterono i soldati italiani contro i carri armati britannici: le forze di Nasi, dopo essersi comportate egregiamente, si arresero e pagarono con 4.000 morti (3.700 ascari e 300 italiani) e 8.400 feriti la sconfitta finale.<ref>Pietro Maravigna, ''Come abbiamo perduto la guerra in Africa'', Tosi, 1949, pag. 191.</ref> Il Generale Nasi e le sue ultime truppe ottennero gli onori militari dagli inglesi.
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