Francesco Guitti: differenze tra le versioni

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Le fonti storiche si occuparono di lui soprattutto per la sua attività di curatore di feste e [[Torneo (moderno)|tornei]] a [[Ferrara]], [[Parma]] e [[Roma]] tra il [[1626]] e il [[1638]], mentre come [[architetto]] proseguì i lavori di [[Giovan Battista Aleotti|Aleotti]], di cui fu allievo.<ref name ="le muse" />
 
Se come [[scenografo]] si distinse per aver ampliato la tipologia di scene, da quella "tragica", già in auge ai suoi tempi, fino a quelle "marittima", "infernale", ecc., si mise soprattutto in luce e divenne celebre come creatore di articolate macchine sceniche che avevano lo scopo di stupire gli spettatori, quali principi e sovrani, con effetti speciali straordinari ed imprevedibili, quali mutazioni a vista, apoteosi e apparizioni.<ref name=Sap>{{Cita web|url=http://www.sapere.it/enciclopedia/Guitti,+Franc%C3%A9sco.html|titolo= Francesco Guitti nella Enciclopedia Sapere|accesso=28 ottobre 2015}}</ref><ref name = Trecc>{{DBI|nomeurl=francesco-guitti|accesso=2 novembre 2015}}</ref>
 
Sono giunti fino a noi documenti, spesso redatti da Guitti, che testimoniano, grazie ai disegni e alle incisioni, la bravura dell'[[arte|artista]] [[inventore]], dovuta alle mirabili sue competenze della tecnologia militare, rese necessarie dall'evoluzione della programmazione degli spettacoli e dai loro sempre più complessi e fulminei cambi di scena.<ref name ="le muse">{{cita libro | titolo=le muse | editore=De Agostini | città=Novara | anno=1964 | volume=V |p=444}}</ref>