Spot (illuminotecnica)

illuminatori teatrali

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Nella Illuminotecnica i fari e faretti definiti Spot sono quelli che producono una figura luminosa a "macchia" più o meno definita.

Si differenziano quindi dagli illuminatori definiti Wash che invece emettono un ampio fascio luminoso in grado di "lavare" o meglio illuminare una grande ed ampia superficie uniformemente , ed ancora si differenziano dagli illuminatori Beam i quali emettono un raggio di luce con un angolo estremamente stretto e concentrato stile "contraerea" che si propaga nello spazio senza quasi allargarsi progressivamente.

Queste denominazioni sono correntemete usate nella illuminotecnica per lo spettacolo e per la architettura anche se in alcuni ambiti la definizione di faro o faretto Spot è più estensiva.

Nel gergo teatrale viene chiamato Spot il classico faro teatrale dotato di lente e carrello per la regolazione dell'apertura fascio luminoso.

Nella illuminazione artistica uno Spot è un faretto dall angolo di emissione sufficientemente stretto e controllato da permetterne l'uso come illuminatore d'accento su opere o particolari di interesse.

La denominazione faro o faretto Spot cambia quindi leggermente a seconda del gergo e dalle conseuetudini dell'ambiente in cui viene utilizzato, ma restano comunque imprescindibili le caratteristiche che lo distinguono da altri illuminatori: la capacità quindi di emettere una figura luminosa a "macchia" relativamente stretta e controllata.

I riflettori teatrali Spot possono a loro volta essere chiamati in gergo "PC" o "Fresnel" a seconda del tipo di lente montata frontalmente: una lente Piano Convessa o una lente di Fresnel . Queste due lenti differiscono fra loro per la gradualità e la morbidezza del fasci di luce emesso .

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