Stazione di Boario Terme (1908)

fermata ferroviaria dismessa italiana

La stazione di Boario Terme (fino al 1926, Casino Boario e, tra il 1926 e il 1932, Boario-Gorzone) fu una fermata ferroviaria della linea Brescia-Iseo-Edolo, a servizio del centro abitato di Boario Terme, frazione di Darfo. Fu operativa fino al 1956, quando fu sostituita da una nuova fermata.

Boario Terme
Già Casino Boario
Già Boario-Gorzone
stazione ferroviaria
Treno diretto a Edolo in sosta presso la fermata di Casino Boario nel 1910.
Localizzazione
StatoBandiera dell'Italia Italia
LocalitàDarfo Boario Terme
Coordinate45°53′25.55″N 10°11′10.81″E
Lineeferrovia Brescia-Iseo-Edolo
Storia
Stato attualedemolito o distrutto
Attivazione1908
Soppressione1956
Caratteristiche
Tipofermata in superficie, passante
Binari1
Interscambitram

La ferrovia Iseo-Edolo fu progettata come linea secondaria e quindi poteva percorrere anche tracciati stradali, a patto che la sede rimanesse separata dalla carreggiata ordinaria[1]. Nei pressi di Casino Boario, la ferrovia fu fatta passare su una parte della carreggiata della nazionale del Tonale, già parzialmente occupata dalla tranvia Lovere-Cividate che, di conseguenza, fu spostata verso il centro della strada[2].

Con l'apertura al servizio pubblico del tronco tra la stazione di Pisogne e quella di Breno, avvenuta il 30 dicembre 1907, la fermata di Casino Boario non risultò ancora attiva, nonostante già nell'estate del 1907 ci fosse un servizio di omnibus automobili in coincidenza con l'arrivo e le partenze dei treni presso lo scalo pisognese[3]. Casino Boario era stazione termale; da tempo esercenti e albergatori chiedevano il passaggio della ferrovia per incrementare l'afflusso dei turisti[4].

La fermata fu aperta al servizio pubblico a partire dagli orari del 1º giugno 1908[5]. Fu servita dalle coppie di corse Brescia-Breno fino all'apertura del tronco fino a Edolo, quando il servizio fu esteso alla stazione capolinea[6].

La fermata cambiò nome in Boario-Gorzone con il cambio d'orario del 15 maggio 1926[7], per poi essere ribattezzata in Boario Terme a partire dal 22 maggio 1932[8].

Nell'estate del 1955, la fermata fu capolinea di una coppia di corse speciali provenienti da Brescia[9].

L'anno seguente, il Consiglio superiore dei lavori pubblici approvò il progetto di costruzione della variante di Boario Terme che aggirava ad est l'abitato, liberando la strada del Tonale e permettendo al comune di Darfo di cominciare i lavori di riqualificazione del centro termale. La variante prevedeva la costruzione di una nuova fermata e di un'autostazione annessa[10]. Aprì al servizio pubblico nel corso del 1956[11].

Strutture e impianti

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La fermata disponeva di un fabbricato viaggiatori e di un solo binario.

Interscambi

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A fianco della ferrovia, sulla carreggiata ordinaria della strada nazionale del Tonale, transitava anche la tranvia Lovere-Cividate Camuno, la cui fermata di "Boario" fu posizionata a fianco. La tranvia fu poi soppressa nel 1917 a causa delle necessità dell'esercito italiano nella prima guerra mondiale[12].

  1. ^ Legge 27 dicembre 1896, n. 561, articolo 13, in materia di "Tramvie a trazione meccanica e ferrovie economiche" e Legge 30 giugno 1906, n. 272, articolo 1, in materia di "Costruzione ed esercizio delle strade ferrate"
  2. ^ Il progresso industriale e la ferrovia, in La Provincia di Brescia, 10 agosto 1907, p. 2.
  3. ^ Automobili fra Pisogne e Boario, in La Provincia di Brescia, 21 luglio 1907, p. 3. Orario automobili Pisogne-Boario e viceversa, in Il Cittadino di Brescia, 13 agosto 1907, p. 2.
  4. ^ Alla cura di Boario Ferrovia e tram, in La Provincia di Brescia, 15 giugno 1904, p. 4.
  5. ^ Quadro orario 232. Breno-Pisogne-Iseo-Brescia, in Orario ufficiale delle strade ferrate, delle tramvie, della navigazione e delle messaggerie postali del Regno d’Italia con la indicazione delle principali corrispondenze estere, giugno 1908, p. 137.
  6. ^ Quadro orario 232. Edolo-Breno-Pisogne-Iseo-Brescia, in Orario ufficiale delle strade ferrate, delle tramvie, della navigazione e delle messaggerie postali del Regno d’Italia con la indicazione delle principali corrispondenze estere, agosto 1909, p. 147.
  7. ^ Quadro orario 370. Brescia-Iseo-Pisogne-Edolo, in Orario generale Ferrovie - Navigazione lacuale - Tramvie Servizi automobilistici - Navigazione marittima e Linee aeree, settembre 1926, p. 172.
  8. ^ Quadro orario 370. Brescia-Iseo-Pisogne-Edolo, in Orario generale Ferrovie - Navigazione lacuale - Tramvie - Servizi automobilistici - Navigazione marittima e Linee aeree, settembre 1932, p. 209.
  9. ^ Gli orari estivi dei treni e dei pullman sulle linee Brescia-Edolo ed Iseo-Cremona, in Giornale di Brescia, 8 luglio 1955, p. 2.
  10. ^ Ecco come sarà ammodernata la ferrovia della Valcamonica, in Giornale di Brescia, 4 marzo 1956, p. 6.
  11. ^ Bicchierai (1992), p. 15.
  12. ^ Pennacchio (2006), p. 190.

Bibliografia

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  • Mario Bicchierai, Quel treno in Valcamonica - La Brescia-Iseo-Edolo e le sue diramazioni, in Mondo ferroviario, n. 67, gennaio 1992, pp. 6-73.
  • Mauro Pennacchio, La meccanica viabilità - La ferrovia nella storia del lago d'Iseo e della Vallecamonica, Marone, Fdp Editore, 2006, ISBN 88-902714-0-X.

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