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Sub specie aeternitatis è una locuzione latina che significa letteralmente sotto l'aspetto dell'eternità. Espressione usata inizialmente dalla filosofia scolastica e dalla teologia cattolica con la quale si indica comunemente il modo di considerare le cose del mondo e la storia nell'ottica dell'eternità, riferendole cioè all'universale e mettendo da parte gli aspetti spaziali e temporali. Per cui a Dio possono riferirsi anche categorie come la potenza, la relazione, l'accidente, ma considerandole non sub specie temporis bensì sub specie aeternitatis, vale a dire considerando una particolare molteplicità, un particolare divenire che riguarda Lui e soltanto Lui. [1]

L'espressione si ritrova anche in Spinoza nella sua argomentazione relativa all'identità di Dio e Natura (Deus sive Natura):

«Ma questa necessità delle cose è la stessa necessità dell’eterna natura di Dio: dunque è proprio e peculiare della natura della Ragione considerare le cose, anch’esse, come eterne, ma in una maniera particolare e loro propria; ossia secondo una loro peculiare eternità. S’aggiunga che i fondamenti della Ragione sono le nozioni che spiegano quelle entità o quelle caratteristiche che sono comuni a tutte le cose: entità o caratteristiche che non danno ragione dell’essenza di alcuna cosa singolare; e che perciò debbono essere pensate al di fuori di qualsiasi relazione temporale, e sotto una specie - per così dire - di eternità (sub specie aeternitatis) [2]»

L'uomo quindi non può conoscere tutte le cause e le conseguenze delle cose, ed è per questo che egli vede le cose nascere e perire: vede le cose sub specie temporis. Dio, al contrario, conosce tutte le cause e tutte le conseguenze di tutte le cose, in quanto presenti nel suo intelletto, e dunque vede le cose sub specie aeternitatis: per lui le cose non nascono né periscono, ma sono eterne.

NoteModifica

  1. ^ Sub Specie Aeternitatis, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 29 aprile 2013.
  2. ^ Baruch Spinoza, Proposizione 44, in Ethica, II.

BibliografiaModifica

  • Piero Di Vona, La conoscenza «sub specie aeternitatis» nell'opera di Spinoza', Napoli, Loffredo Editore, 1995.