systemd

sistema di avvio dei servizi per sistemi Unix-like
systemd
software
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Boot di Fedora 17 con systemd
Boot di Fedora 17 con systemd
Genereinit system (non in lista)
SviluppatoreLennart Poettering, Kay Sievers, Harald Hoyer, Daniel Mack, Tom Gundersen, David Herrmann e altri
Data prima versione30 Marzo 2010
Sistema operativoGNU/Linux
Unix-like
LinguaggioC
LicenzaGNU LGPL 2.1+
(licenza libera)
Sito webwww.freedesktop.org/wiki/Software/systemd/

systemd è una suite di demoni, librerie e utilità di amministrazione progettate con lo scopo di centralizzare la gestione e la configurazione dei sistemi operativi Unix-like.

StoriaModifica

systemd viene generalmente utilizzato come sistema di init, ossia il processo chiamato dal kernel Linux per inizializzare l'user space durante lo startup, nonché il padre di tutti i processi nati dopo di lui. Va a rimpiazzare l'init "classico", ossia quello discendente dallo Unix System V (SysVinit).

Nacque per Red Hat Linux ed adottato poi in Debian. È un software libero distribuito sotto licenza GNU LGPL 2.1 o successive.

Uno degli obiettivi principali di systemd è unificare la configurazione base dei servizi delle principali distribuzioni.[1]

ComunitàModifica

systemd ha generato numerose controversie tra le comunità del software libero. Le principali critiche riguardano la sua architettura, che violerebbe la filosofia Unix (do one thing and do it well) andando a creare una rete di dipendenze strette tra le sue componenti, ossia un insieme di file binari che hanno largamente superato le funzionalità di base di un init system. Secondo queste critiche, un init system non dovrebbe infatti essere responsabile del power management, dei mount point, delle schedulazioni, della crittografia, di syslog, della rete, e molto altro - funzionalità implementate in systemd.[2]

NoteModifica

  1. ^ (EN) InterfaceStabilityPromise, su wiki.freedesktop.org.
  2. ^ (EN) Linus Torvalds and others on Linux's systemd, su zdnet.com.

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