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Il T'ienshu è un'arte marziale creata in Italia nel 1970 da Fernando Tronnolone.

La parola è composta da due termini: (T'ien=quiete, pacifico) e (Shu=arte, metodo, sistema). Il suo significato sta per: "Arte della pace, della quiete interiore".

StoriaModifica

Le originiModifica

Deriva da alcune arti marziali presenti in Italia negli anni '60, tuttavia questo metodo pone l'accento sul valore dell'individuo, sul singolo praticante, e non su questa o quella determinata tecnica o su questo o quello specifico stile.

 
Il simbolo del T'ienshu

L'evoluzioneModifica

Nel corso degli anni '70 lo stesso caposcuola cercò di avvicinare la mentalità occidentale ai principi classici della filosofia cinese(questo il motivo per cui anche se la disciplina è europea ha assunto il nome: T'ien Shu), in particolar modo al trittico Tao Yin Yang ed ai Cinque elementi (Terra, Metallo, Acqua, Legno e Fuoco) con i suoi due cicli (generativo e di controllo), non interpretati però secondo la concezione taoista ma con concetti diversificati” nel T'ienshu quale disciplina marziale occidentale. Egli, infatti, pur rispettando contenuto, finalità e significato della filosofia cinese riguardo al trittico Tao Yin Yang ed ai Cinque Elementi, ritenne opportuno avvicinare dei concetti comprensibili alla mentalità occidentale, definendo il trittico Tao Yin Yang ed i Cinque Elementi quali componenti dell'uomo nella sua totalità ed all'interno dell'ambiente in cui egli vive e si realizza.

Rimanendo saldi questi principi teorici, ormai cardini della disciplina del T'ienshu, il Caposcuola, consapevole dei mutamenti che avvengono nella società e nell'ambiente, ha istituito una regola basilare ed indispensabile affinché la stessa disciplina potesse percorrere fasi evolutive e di crescita, non fossilizzandosi ma sviluppandosi attraverso cicli quinquennali, in modo tale da aggiornarsi, adeguandosi ed adattandosi nei vari quinquenni succedutisi. A tutt'oggi, a partire dalla sua fondazione nel 1970, il T'ienshu ha superato ben nove quinquenni adattandosi a diverse realtà durante il suo percorso di crescita e formativo.

Il riconoscimento CONIModifica

Dopo circa 20 anni dalla sua creazione e varie codifiche e aggiornamenti teorico-applicativi, viene riconosciuta come disciplina marziale nel 1989 dalla Federazione Italiana Wushu, già FIWuK CONI, e nel 1994 dall'Ente sportivo ASI, attuale Associazioni sportive sociali italiane, ente riconosciuto dal CONI, con il quale collabora, avendo il coordinamento nazionale della disciplina.

CaratteristicheModifica

Si basa su un modello di attacco ideato e codificato dal fondatore con l'acronimo: CSTB (colpire - spingere - tirare - bloccare); in base a questo modello di attacco libero, vengono presentate, tramite programmi, la metodologia di difesa sia di base che avanzate.

UtilizzoModifica

Lo stesso Tronnolone ha fatto sì che questo sistema, questo metodo di autodifesa, nelle attività di formazione teorica, si interfacciasse con tematiche come: il bullismo tra i teenager, la violenza contro le donne, la prevenzione e pericolo negli ambienti esterni, le insidie nei social network rete sociale, il cyberbullismo, ma soprattutto, insegnare a distinguere e comprendere a fondo, in modo pragmatico le differenze tra simulazione e realtà, dove ad esempio, affrontare un uomo armato nella realtà non è come simularlo in palestra perché per la strada, in caso di violenza, non esistono regole, principi etico-morali o rispetto che tengano, ma solo la consapevolezza di ciò che si è e dei propri limiti.

Collegamenti esterniModifica