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Il tendone è un sistema di allevamento espanso della vite simile alla pergola, diffuso principalmente nel centro-sud Italia principalmente per la produzione di uva da tavola[1].

DescrizioneModifica

Il sistema a tendone è stato inventato da un cittadino di Noicattaro, tale Vito Dipierro, nel 1922, diffondendosi come forma di coltura della vite nell'intero meridione.[2] È caratterizzato da sostegni lignei infissi nel terreno a quadrato e collegati tra loro con fili metallici a formare delle campate di altezza variabile fra i centottanta e i duecentoventi centimetri, al fianco dei quali si fa crescere il fusto della vite e la relativa vegetazione[1][3]. Questa modalità di coltura annovera numerosi vantaggi tra i quali la possibilità di attraversamento e di passaggio tra le piante, la protezione dei grappoli dall'esposizione diretta ai raggi del sole e la facilità di raggiungimento del prodotto per eventuali trattamenti.

NoteModifica

  1. ^ a b Gaetano Menegon, Franco Pivotti; Gerolamo Xiccato, Vite-sistemi d'impianto, in Fondamenti di tecnologia agraria, ristampa, Padova, Liviana Editrice, giugno 1990 [1985], pp. 311-312, ISBN 88-7675-395-8.
  2. ^ Ceci, Mascolo, p.273.
  3. ^ Rita Ceci, Ruggiero Mascolo, Barletta, leggere la città, Barletta, Edizioni Libreria Liverini, 1986, p. 275.

BibliografiaModifica

  • Ceci, R., Mascolo, R. (1986), Barletta, leggere la città, Edizioni Libreria Liverini, Barletta
  • Gaetano Menegon, Franco Pivotti; Gerolamo Xiccato, Fondamenti di tecnologia agraria, ristampa, Padova, Liviana Editrice, giugno 1990 [1985], ISBN 88-7675-395-8.
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