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La tessera hospitalis, nella Roma antica era un documento usato per riconoscimento e garanzia, sul quale si incidevano i nomi dell'ospite e dell'ospitato.

Agli inizi del commercio a Roma, si poteva accedere in città solo se in possesso di questa tessera. L'ospite (colui che ospita) faceva da garante dello straniero (ospitato). Lo stesso accadeva quando il romano andava presso l'ospitato che diventava a sua volta "ospite".

Tali tessere potevano essere di diversi materiali, per esempio bronzo, piombo, avorio, osso. Un esempio di Tessera Hospitalis, ritrovata in un deposito votivo accanto al podio del tempio più antico dell'area di Sant'Omobono, è a forma di leoncino, in avorio, intagliata solo da un lato, con sopra un'iscrizione in etrusco: "Araz Silqetenas Spurianas" (sono un nome, un cognome e un secondo gentilizio).[1]

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Felice Barnabei, Di una rarissima tessera hospitalis con iscrizione latina, Roma, Accademia dei Lincei, 1895
  • Mihail Ivanovic Rostovcev, Tesserarum urbis Romae et suburbi plumbearum sylloge (1903), Sala Bolognese, A. Forni, 1979
  • Regula Frei-Stolba, Zur "tessera hospitalis" aus Fundi (CIL Ia 611), Bonn, R. Habelt, 1986
  • Maria Lourdes Albertos Firmat, Tessera hospitalis de Montealegre de Campos (Valladolid), Valladolid, Museo arqueologico de Valladolid, 1988
  • Giacomo Filippo Tomasini, De tesseris hospitalitatis liber singularis, in quo jus hospitii universum, apud veteres potissimum, expenditur, Amstelodami, Andreae Frisii, 1670
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