The Staves

trio musicale britannico
The Staves
The Staves 02-22-2017.jpg
Le The Staves in concerto a Los Angeles nel 2017
Paese d'origineRegno Unito Regno Unito
GenereFolk rock
Indie folk
Periodo di attività musicale2009 – in attività
EtichettaAtlantic Records
Album pubblicati6
Studio3
Live3
Sito ufficiale

Le The Staves sono un trio musicale britannico, formatosi nel 2009 a Watford e composto dalle sorelle Jessica, Camilla e Emily Staveley-Taylor.

StoriaModifica

Le The Staves hanno iniziato la loro carriera musicale esibendosi nei pub.[1] Nel 2012 hanno cantato al South by Southwest e in supporto dei The Civil Wars e di Bon Iver.[2] Nel novembre dello stesso asso hanno pubblicato il loro album di debutto Dead & Born & Grown, che ha esordito alla 42ª posizione della Official Albums Chart.[3]

È stato seguito nel 2015 da If I Was, arrivato alla 14ª posizione della classifica britannica.[3] Nello stesso periodo hanno aperto i concerti del How Big, How Blue, How Beautiful Tour dei Florence and the Machine.[4] Nel febbraio 2021 è uscito il terzo disco del trio, intitolato Good Woman.[5]

DiscografiaModifica

Album in studioModifica

  • 2012 – Dead & Born & Grown
  • 2015 – If I Was
  • 2021 – Good Woman

Album dal vivoModifica

  • 2011 – Live at Cecil Sharp House
  • 2013 – Dead & Born & Grown & Live
  • 2017 – The Way Is Read

EPModifica

  • 2010 – Facing West
  • 2011 – Mexico
  • 2012 – The Motherlode
  • 2014 – Blood I Bled
  • 2016 – Sleeping in a Car
  • 2018 – Pine Hollow (Live)

NoteModifica

  1. ^ (EN) The Staves: 'We don't live in a log cabin', su theguardian.com, The Guardian. URL consultato il 5 febbraio 2021.
  2. ^ (EN) StackPath, su citybeat.com. URL consultato il 5 febbraio 2021.
  3. ^ a b (EN) Staves Full Official Chart History, su officialcharts.com, Official Charts Company. URL consultato il 5 febbraio 2021.
  4. ^ (EN) Jon Stickler, The Staves To Support Florence And The Machine On 'How Big Tour', su Stereoboard. URL consultato il 5 febbraio 2021.
  5. ^ (EN) The Staves: Good Woman review – folk-poppers rail against patriarchy, su amp.theguardian.com, The Guardian. URL consultato il 5 febbraio 2021.

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN305316145 · ISNI (EN0000 0004 6928 1488 · LCCN (ENno2015080802 · GND (DE1042916314 · BNF (FRcb16983873b (data) · WorldCat Identities (ENlccn-no2015080802
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