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Tito Quinzio Cesernio Stazio Staziano Memmio Macrino

politico romano
Tito Quinzio Cesernio Stazio Staziano Memmio Macrino
Bust of Titus Caesernius Statianus (GL 534) - Glyptothek - Munich - Germany 2017.jpg
Busto di Tito Quinzio Cesernio Stazio Staziano Memmio Macrino (Gliptoteca di Monaco di Baviera).
Nome originaleTitus Quintius Caesernius Statius Statianus Memmius Macrinus
Nascita100 ca.
Aquileia
Mortepost 150
?
GensQuintia
Questura130 circa
Tribunato della plebe130 circa
Consolato141[1]

Tito Quinzio Cesernio Stazio Staziano Memmio Macrino (in latino: Titus Quintius Caesernius Statius Statianus Memmius Macrinus; 100/105 circa – post 150) senatore romano, amico dell'Imperatore romano Adriano. Era figlio di Tito Quinzio Cesernio Stazio Macedo e Rutilia Prisca Sabiniana, oltre ad essere fratello di Tito Quinzio Cesernio Stazio Macedo Quinziano (suffectus del 138).

La famiglia di Cesernio proveniva da Aquileia. Attorno al 130 fu questore e poi tribuno della plebe, fu candidato intorno all'anno 129 ad accompagnare Adriano in uno dei suoi viaggi, in Oriente.[2] Venne inviato da Adriano a reclutare giovani in Transpadana attorno al 134.[2] Dopo aver ricoperto il comando di legatus legionis della legio XIV Gemina Martia Victrix, Staziano tra il 138 ed il 141 divenne legatus legionis della legio III Augusta in Numidia.[1][3]

Divenne, quindi, patrono delle città di Timgad e Cirta, dove ricevette l'onore di essere omaggiato di una statua pubblica.[2] Staziano, infine, ottenne il consolato attorno al 141 (consul suffectus)[1] e nell'anno 150 divenne legatus Augusti pro praetore della Germania superiore.[4] Era anche sacerdote imperiale sodalis Augustalis, probabilmente ancora sotto Adriano.[2]

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Bengt E. Thomasson, Fasti Africani, Senatorische und ritterliche Ämter in den römischen Provinzen Nordafrikas von Augustus bis Diokletian, Paul Aströms Förlag, Stockholm 1996, ISBN 91-7042-153-6, pp. 145 segg., N 27 28.
  • Rudolf Hanslik, Caesernius 1, in Der Kleine Pauly (KlP), Stuttgart 1964, Sp. 1008.
  • Andreas Krieckhaus, Senatorische Familien und ihre patriae (1./2. Jahrhundert n. Chr.), Kovač, Hamburg 2006, ISBN 3-8300-1836-3, pp. 67, 76–77.
  • PIR² C 183.

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