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To Potami (IPA: [to poˈtami]) (in greco: Το Ποτάμι, letteralmente Il Fiume) è un partito politico greco, fondato nel 2014 dal giornalista televisivo Stauros Theodōrakīs.

Indice

StoriaModifica

To Potami è stato fondato il 26 febbraio 2014 dal noto giornalista televisivo Stauros Theodōrakīs, famoso per le sue battaglie contro il potere.[1][2]

Si è presentato quindi per la prima volta alle elezioni europee del 2014; tra i candidati ci sono anche lo scacchista Vasileios Kotrōnias e l'ex pallanuotista Giōrgos Maurōtas. Ha ottenuto il 6,61%, eleggendo due eurodeputati.

Il Fiume
(EL) Το Ποτάμι
To Potami
LeaderStauros Theodōrakīs
Stato  Grecia
Fondazione26 febbraio 2014
IdeologiaCentrismo[3]
Liberalismo sociale[4]
Socialdemocrazia[5]
Secolarismo
Europeismo
CollocazioneCentro/Centro-sinistra
Gruppo parl. europeoAlleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici
Seggi Parlamento
0 / 300
 (2019)
Seggi Europarlamento
0 / 21
 (2019)
Sito web

Alle politiche di gennaio 2015, nonostante un piccolo calo dalle europee, ottiene il 6,1% con 17 deputati e diventando subito quarta forza del Paese. In predicato di diventare partner per un Governo europeista di coalizione presieduto dal leader di SYRIZA Alexīs Tsipras insieme ai socialisti del PASOK, con l'alleanza con gli indipendentisti di destra di ANEL passa all'opposizione, astenendosi sulla fiducia.

Alle elezioni anticipate di settembre 2015, dopo le dimissioni di Alexīs Tsipras da Primo Ministro, il partito subisce un crollo precipitando al 4,1% con solo 11 deputati e diventando sesto partito del Paese.

Il Movimento per il CambiamentoModifica

Il 27 novembre 2017 la presidente del PASOK Fofi Gennimata annuncia la creazione di una nuova alleanza di centrosinistra chiamata Movimento per il Cambiamento (KINAL). Al progetto aderiscono PASOK, KIDISO, DIMAR ed anche To Potami.

L'alleanza viene ufficialmente fondata il 16 marzo 2018.

IdeologiaModifica

Fin dalla nascita To Potami si è presentato senza una netta caratterizzazione ideologica, in forte contrapposizione ai partiti politici tradizionali, considerati responsabili del declino sociale ed economico della Grecia; è stato quindi per questo paragonato al Movimento 5 Stelle italiano, dal quale però si differenzia radicalmente per il marcato europeismo.[2][6]

È considerato un partito socialdemocratico e socioliberale,[5] viene classificato tra il centro e il centrosinistra, e a livello europeo ha aderito al gruppo dell'Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici.[7]

Propone una riduzione del numero dei parlamentari, meno burocrazia, un sistema giudiziario più veloce, la promozione della cultura e del turismo, e il diritto di voto per gli immigrati nelle elezioni amministrative.[1]

Insieme a Nuova Democrazia e PASOK ha votato dall'opposizione le misure di austerità in ottemperanza al terzo memorandum siglato dal Governo Tsipras permettendone l'approvazione neutralizzando il voto contrario dell'ala di sinistra del partito del premier SYRIZA

Risultati elettoraliModifica

Voti % Seggi
Europee 2014 376 629 6,61 2
Parlamentari 2015 (gennaio) 373 924 6,05 17
Parlamentari 2015 (settembre) 222 166 4,09 11

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) Another political party springs to life, EnetEnglish.gr, 26 febbraio 2014. URL consultato il 29 maggio 2014.
  2. ^ a b Andrea Mollica, Il boom del Beppe Grillo greco, Giornalettismo, 8 aprile 2014. URL consultato il 29 maggio 2014.
  3. ^ Stathis N. Kalyvas, So long, austerity? Syriza's victory and the future of the Eurozone, in Gideon Rose (a cura di), Europe's Monetary (Dis)union, Council on Foreign Relations, Inc., 2015, p. 203, ISBN 978-0-87609-638-3.
  4. ^ Wolfram Nordsieck, Greece, su parties-and-elections.eu. URL consultato il 21 gennaio 2015.
  5. ^ a b (EN) Wolfram Nordsieck, Greece, in Parties and Elections in Europe, 2015. URL consultato il 6 gennaio 2015.
  6. ^ Teodoro Andreadis Synghellakis, Ed ora è il turno di un "Grillo greco"?, L'Huffington Post, 8 marzo 2014. URL consultato il 29 maggio 2014.
  7. ^ (EN) Potami to sit with Pasok in European parliament, EnetEnglish.gr, 27 maggio 2014. URL consultato il 29 maggio 2014.

Collegamenti esterniModifica

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