Tramutazione dell'acqua in vino

miracolo di Gesù Cristo nel quale l'acqua viene trasformato in vino

La tramutazione dell'acqua in vino, conosciuto anche come miracolo delle nozze di Cana, è il primo miracolo di Gesù, compiuto durante un matrimonio a Cana di Galilea. L'episodio è descritto nel Vangelo secondo Giovanni (2,1-11[1]).

Le nozze di Cana, riquadro centrale di una vetrata del XIII secolo, nota come Notre-Dame de la Belle Verrière, nella cattedrale di Chartres.

Testo evangelicoModifica

«Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà». Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. E Gesù disse loro: «Riempite d'acqua le giare»; e le riempirono fino all'orlo. Disse loro di nuovo: «Ora attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene portarono. E come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po' brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono». Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.2,1-11[2]»

Questi passi hanno avuto una grande importanza nello sviluppo della dottrina cristiana. Alcuni teologi[senza fonte] hanno ad esempio messo in risalto che Gesù, prendendo parte allo sposalizio e usando in questo contesto il suo potere divino, ha istituito il Sacramento del matrimonio compiuto con la Grazia di Dio e le celebrazioni terrene.

Inoltre assume grande rilevanza, in questa pagina del Vangelo di Giovanni, il ruolo mediatore di Maria per ottenere dal Cristo la Grazia del miracolo. Ella viene anche presentata come prima Benefattrice dell'umanità. D'altra parte le parole "e c'era La Madre di Gesù " pongono l'accento sul fatto che Maria è presente allo sposalizio, con cui ha inizio lo sponsale dell'umanità con la Grazia. Importante anche in questo passo l'insegnamento di Maria all'ubbidienza, "fate ciò che Egli (Gesù) vi dirà ".

In Luca 5,38 Gesù, riferendosi al Vangelo, ribadisce che "Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi", passo che è in relazione al miracolo sopracitato; solo uno spirito rinnovato può accogliere la Buona Novella del Vangelo.

Le idrie di pietra per la purificazione dei Giudei rappresentano solo la purificazione della parte materiale. Gesù ordina di riempire di acqua le idrie, e l'acqua si muta in vino Eletto, tant'è che il maestro di tavola dice "tu invece hai tenuto il vino buono fino ad ora", metafora dell'Ultima cena dove l'acqua non viene mutata in vino, ma il vino in Sangue preziosissimo dell'Agnello.

Nel testo si parla del miracolo come del "primo dei segni": alcuni studiosi hanno per questo suggerito che il testo potesse essere presente in una fonte ancora più antica, l'ipotetico Vangelo dei segni, utilizzata dall'evangelista.[3].

Tradizione successivaModifica

Il miracolo alle nozze di Cana viene ricordato, soprattutto nella tradizione orientale, in occasione dell'Epifania, come terza manifestazione di Gesù dopo l'adorazione dei Magi e il Battesimo di Gesù. Inoltre, nella tradizione cattolica, è il secondo dei cinque misteri luminosi del rosario. I 3 giorni di preparazione al banchetto di Cana, possono essere inoltre paragonati metaforicamente ai 3 anni di predicazione di Gesù prima dell'Istituzione dell'Eucarestia, quinto mistero luminoso.

A Cana è ambientato anche il racconto medievale Coena Cypriani, che riprende stravolgendola la storia biblica delle nozze.

Opere d'arteModifica

Sono stati prodotti decine di affreschi e tele sulle nozze di Cana. I principali sono stati realizzati da: Jacopo Torriti, Giotto, il Maestro della Cappella di San Nicola, Andrea Boscoli, Hieronymus Bosch, Alessandro Allori, Paolo Veronese, Pietro Paolo Vasta e Luca Giordano.

NoteModifica

  1. ^ Gv 2,1-11, su laparola.net.
  2. ^ Gv 2,1-11, su laparola.net.
  3. ^ D. Moody Smith, "Abingdon New Testament Commentary - John", Abingdon Press, 1999, pag. 83.

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