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Pace di Costanza
Kaiserbrunnen Konstanz 5638.jpg
Trattato di pace sulla Kaiserbrunnen a Costanza.
Tipotrattato storico
Firma25 giugno 1183
LuogoCostanza, Germania
Firmatari
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La pace di Costanza prende il nome dalla città di Costanza, dove il 25 giugno del 1183 venne firmata la pace tra Federico Barbarossa ed i rappresentanti della Lega Lombarda in seguito agli avvenimenti collegati alla battaglia di Legnano.

Indice

TerminiModifica

L'imperatore riconosceva la Lega Lombarda e dava concessioni ai Comuni che la componevano. Concessioni in ambito amministrativo, politico e giudiziario, regalie comprese. Inoltre rinunciava alla nomina dei podestà, riconoscendo i consoli nominati dai cittadini, i quali, tuttavia, dovevano fare giuramento di fedeltà all'imperatore e ricevere da lui l'investitura. In cambio i Comuni si impegnavano a pagare un indennizzo una tantum di 15.000 lire e un tributo annuo di 2.000, a corrispondere all'imperatore il fodro (una fornitura di cibo per le truppe imperiali e di foraggio per i cavalli) quando questi fosse sceso in Italia, e a riconoscere la prerogativa imperiale di giudicare in appello questioni di una certa rilevanza.

«In nome della Santa Trinità, noi Federico, per grazia di Dio imperatore dei Romani, pur dovendo e potendo punire severamente i vostri delitti, tuttavia preferiamo governare nella pace. Perciò concediamo a voi, città della Lega, i diritti regali [diritto di imporre tasse, battere moneta, amministrare la giustizia[1]] e i vostri statuti per sempre; cioè restino immutati tutti i diritti che fin qui avete esercitato ed esercitate [...] Nelle città potete continuare ogni cosa come avete fatto finora, senza nostro divieto [...]»

(dal Trattato di Costanza[2])

ConseguenzeModifica

Si trattava di un compromesso che segnava la rinuncia al piano di dominio assoluto di Federico, mentre i Comuni avrebbero mantenuto la loro larga autonomia. Rimase l'unico riconoscimento imperiale delle prerogative collettive dei comuni lombardi e per questo la pace di Costanza venne celebrata per secoli.[3]

NoteModifica

  1. ^ Silvio Paolucci e Giuseppina Signorini, L'Ora di Storia 1, edizione rossa, p. 256.
  2. ^ Silvio Paolucci e Giuseppina Signorini, L'Ora di Storia 1, edizione rossaª ed., p. 256.
  3. ^ Franco Cardini Marina Montesano, Storia Medievale, Firenze, Le Monnier Università/Storia, 2006, pag. 219 "Questo stato di cose dette luogo a metà sec. XII ai complessi rapporti fra il movimento comunale e l'imperatore Federico Barbarossa, il quale nelle due diete di Roncaglia del 1154 e 1158 aveva avocato a sé i regalia, i diritti pubblici (tra cui una quantità di dazi e di dogane, il libero esercizio delle quali era invece indispensabile alla circolazione delle merci e quindi alla prosperità cittadina e comunale), mentre dopo trent'anni di contese giuridiche e di aperte lotte armate, nel 1183, con la pace di Costanza, dovette adattarsi a riconoscere i Comuni inserendoli tuttavia nell'ordine feudale."

BibliografiaModifica

  • G. Raccagni. Il diritto pubblico, la pace di costanza e i <<libri iurium>> dei comuni lombardi, in D. Quaglioni- G. Dilcher (eds), in Gli inizi del diritto pubblico, 2, da Federico I a Federico II, (Bologna-Berlin, 2008) 309-40.[1]
  • G. Raccagni. 'The teaching of rhetoric and the Magna Carta of the Lombard cities: the Peace of Constance, the Empire and the Papacy in the works of Guido Faba and his leading contemporary colleagues', Journal of Medieval History, 39 (2013), 61-79.
  • John Julius Norwich, Il Regno del Sole 1130-1194, Mursia, Milano 1971 (ed. orig.: The Kingdom in the Sun 1130-1194. Longman: Londra, 1970).
  • Manrico Punzo, Storia minima della fondazione di Alessandria - Papa Alessandro III / Federico Barbarossa - I due grandi rivali, in "Nuova Alexandria", III, n° 10, 1997.
  • i giorni che hanno fatto la Lombardia, a cura di Giancarlo Andenna, Banca di Legnano 2007

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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