Lega Lombarda

alleanza militare lombarda del basso Medioevo
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La bandiera di Milano, che poi stata è usata anche dalla Lega Lombarda

Lega Lombarda è un'alleanza militare che fu costituita tra alcuni comuni dell'Italia settentrionale durante il Medioevo. Anche se teoricamente si trattò sempre dello stesso soggetto, rinnovato in occasione delle minacce alle libertà comunali, tipicamente si parla di due differenti Leghe, per differenziare il periodo in cui la Lega combatté contro Federico Barbarossa da quello in cui combatté contro Federico II di Svevia.

Pur avendo come finalità preponderante quella militare, ebbe un governo stabile, ritenuto uno dei primi esempi confederali nell'Europa dei Comuni.[1]

Indice

StoriaModifica

La prima Lega LombardaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Battaglia di Legnano.
 
Pontida: targa commemorativa del giuramento della prima Lega Lombarda
 
La battaglia di Legnano in un dipinto di Massimo d'Azeglio

La prima Lega Lombarda fu costituita, secondo la tradizione, il 7 aprile 1167 presso l'abbazia di Pontida, dove venne suggellata dall'omonimo e leggendario giuramento. Le municipalità fondatrici della Lega Lombarda furono Milano, Lodi, Ferrara, Piacenza e Parma. Il 1º dicembre 1167 l'alleanza venne allargata grazie alla fusione con la Lega Veronese e per la partecipazione di altri comuni della Pianura Padana (che allora era definita "Lombardia" nella sua totalità), che portò la Lega a raggiungere prima le 26, e poi le 30 municipalità, tra cui Crema, Cremona, Mantova, Bobbio, Bergamo, Brescia, Genova, Bologna, Padova, Modena, Reggio nell'Emilia, Treviso, Venezia, Novara, Tortona, Vercelli, Vicenza e Verona.

 
Il Carroccio durante la battaglia di Legnano in un dipinto di Amos Cassioli. Sul Carroccio si può notare il vessillo bianco crociato di rosso della Lega Lombarda, che fu mutuato dalla bandiera di Milano

La Lega venne formata per contrastare Federico I "Barbarossa", imperatore del Sacro Romano Impero, nel suo tentativo di restaurare l'influenza imperiale nell'Italia settentrionale. In questo disegno politico il Barbarossa fu spalleggiato anche da due città lombarde che non fecero mai parte, se non sporadicamente, della Lega: Pavia e Como. Federico reclamò il controllo diretto sull'Italia Settentrionale alla dieta di Roncaglia (1158), invadendo la penisola italiana a più riprese con l'obiettivo di ristabilire il potere imperiale e di punire le municipalità ribelli. La Lega godeva del supporto di papa Alessandro III, anch'egli desideroso di veder declinare il potere imperiale in Italia. La città di Alessandria, fondata in Piemonte dalla Lega Lombarda, prese il suo nome proprio dal Pontefice e nacque come fortezza antimperiale ai confini del marchesato del Monferrato, alleato del Barbarossa.

Nella battaglia di Legnano del 29 maggio 1176, Federico Barbarossa venne sconfitto dalle truppe della Lega Lombarda, che nell'occasione erano capitanate da Guido da Landriano (secondo le credenze popolari, le truppe comunali furono invece guidate dal condottiero lombardo leggendario Alberto da Giussano)[2]. Dopo la decisiva sconfitta di Legnano, l'imperatore accettò un armistizio di sei anni (la cosiddetta "tregua di Venezia"), fino alla pace di Costanza, in seguito alla quale i comuni medievali dell'Italia settentrionale accettarono di restare fedeli all'Impero in cambio della piena giurisdizione locale sui loro territori.

Giorgio Giulini riporta nelle sue Memorie che lo storico lodigiano Morena vide personalmente nel 1160 il Carroccio di Milano, simbolo dell'autonomia comunale, su cui svettava «un grandissimo vessillo bianco colla croce rossa», stendardo che comparve anche sul Carroccio utilizzato nella battaglia di Legnano[3]. La Lega Lombarda scelse infatti come vessillo lo stendardo bianco crociato di rosso di Milano.

La Lega Lombarda venne rinnovata nel 1198 e nel 1208 durante le guerre tra Ottone IV e Filippo di Svevia.

La seconda Lega LombardaModifica

 
Mosio: lapide in ricordo della seconda Lega Lombarda

Sfruttando la prerogativa, concessa da Federico I, di adottare lo strumento della Lega per ragioni di difesa, alcuni comuni decisero di costituire una seconda Lega Lombarda. Dopo mesi di trattative segrete, favorite da papa Onorio III, il 2 marzo 1226 i delegati di Milano, Bologna, Piacenza, Verona, Brescia, Faenza, Mantova, Vercelli, Lodi, Bergamo, Torino, Alessandria, Vicenza, Padova e Treviso si riunirono nella chiesa di San Zenone a Mosio, oggi frazione di Acquanegra sul Chiese, stabilendo un'alleanza militare che sarebbe dovuta durare 25 anni. Sempre grazie all'intervento papale, alla seconda Lega aderirono anche i conti di Biandrate, Bonifacio II marchese di Monferrato, Crema e Ferrara, e in un secondo momento, nel 1227, anche Vigevano[4].

La Lega riottenne il suo antico prestigio contrastando il disegno politico di Federico II di Svevia, che era incentrato sull'incremento del potere imperiale in Italia. Questi sforzi compresero la battaglia di Cortenuova (27 - 28 novembre 1237), che vide una netta vittoria di Federico II con la conquista anche del Carroccio, in seguito inviato in omaggio al papa, e la presa, sempre da parte imperiale, di Vicenza. Milano e altre cinque città resistettero e quindi, nell'ottobre 1238, l'imperatore dovette togliere l'assedio a Brescia. Determinante fu il ruolo di Bologna, i cui cavalieri, vincendo la battaglia di Fossalta contro la ghibellina Modena, catturarono Enzo di Sardegna, signore di Sardegna figlio di Federico II, che resterà imprigionato nella città per 23 anni nel palazzo che ancora oggi porta il suo nome. Ancora una volta appoggiata dal papa, la Lega Lombarda riuscì a contrastare i tentativi di Federico II, per poi dissolversi nel 1250 alla morte dell'imperatore.

Il governoModifica

 
Città facenti parte della prima e della seconda Lega Lombarda

Oltre ad essere un'alleanza militare la Lega Lombarda fu uno dei primi esempi di sistema confederale nel mondo dei Comuni. Infatti la Lega aveva un consiglio distinto da quello dei suoi membri, denominato universitas, composto da rappresentanti nominati dai singoli comuni e che deliberavano, a maggioranza, in vari campi come l'ammissione di nuovi membri, la guerra e la pace con l'Imperatore, poteri che con gli anni aumentarono sempre di più, tanto che l'universitas ottenne poi potere normativo, impositivo e giudiziario, sistema assimilabile a quello di un'odierna repubblica direttoriale.

Se nel primo periodo della Lega i comuni avevano poca voce in capitolo negli affari confederali e i membri dell'universitas erano indipendenti, nel secondo periodo i comuni ottennero una certa influenza, che però vide come contrappeso un maggiore impegno in politica comunale dei consiglieri. Inoltre la Lega abolì i dazi, costituendosi dunque come unione doganale.[1]

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • David Abulafia, Federico II. Un imperatore medievale, Torino, 1995 (ed. orig. London 1988).
  • Rinaldo Beretta, Il congresso di Pontida del 7 aprile 1167, Carate Brianza, 1960, pp. 10.
  • Rinaldo Beretta, Il giuramento di Pontida e la Società della Morte nella battaglia di Legnano. Storia o leggenda?, Como, 1970, pp. 86.
  • Giulia Bologna, Milano e il suo stemma, Milano, Comune di Milano. Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana, 1989, SBN IT\ICCU\RAV\0044103.
  • Roberto Chiodi, Lega lombarda, Enciclopedia fridericiana, Vol. II, Istituto dell'Enciclopedia Italiana
  • Gina Fasoli, La Lega Lombarda: Antecedenti, formazione, struttura, in Probleme des 12. Jahrhunderts, Vorträge und Forschungen, 12, 1965-67 pp. 143–160.
  • Gina Fasoli, Re Enzo tra storia e leggenda, in AA.VV., Studi in onore di C. Naselli, II, Catania 1968. Antonio Messeri, Enzo Re, Parma 1981.
  • Paolo Grillo, Legnano 1176. Una battaglia per la libertà, Bari, Laterza, 2010, ISBN 978-88-420-9243-8.
  • Eberhart Horst, Federico II di Svevia L'imperatore filosofo e poeta, Milano, 1994.
  • Ernst Kantorowicz, Federico II imperatore, Milano, 1988 (ed. orig. Berlin 1927-31). Ernst Kantorowicz, Federico II imperatore, Milano, 1988 (ed. orig. Berlin 1927-31).
  • Elena Percivaldi, I Lombardi che fecero l'impresa. La Lega Lombarda e il Barbarossa tra storia e leggenda, Milano, 2009, Ancora Editrice. ISBN 88-514-0647-2
  • Gianluca Raccagni, Il diritto pubblico, la pace di Costanza e i "Libri iurium" dei Comuni Lombardi, in Diego Quaglioni e Gerhard Dilcher (curatori), Gli inizi del Diritto pubblico, da Federico I a Federico II (Bologna-Berlin, 2008) pp. 309–40.
  • Gianluca Raccagni, The Lombard League, 1167-1225, Oxford, 2010.
  • Luigi Tosti, Storia della Lega lombarda, Tip. di Montecassino, Ivi, 1848

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica