USI - Cit

sindacato italiano
(Reindirizzamento da USI - AIT)
USI-CIT
Unione Sindacale Italiana - Confeferazione Internazionale dei Lavoratori
StatoItalia Italia
Fondazione1983
TestataGuerra di Classe
poi Lotta di Classe
Sito webwww.usi-cit.org/

L'USI-CIT è un sindacato italiano che ha aderito all'A.I.T. (Asociación Internacional de los Trabajadores). Fondata nel 1983 come "Unione Sindacale Italiana" riprendendo il nome della storica organizzazione sindacale, ha in seguito assunto la denominazione Unione Sindacale Italiana - Associazione Internazionale dei Lavoratori. Dal 2018 l'USI è uscita dall'AIT dando vita alla CIT (Confederation International de los Trabajadores)[1].

StoriaModifica

Il nome riprende due storiche organizzazioni sindacali del primo Novecento: la neutralista Unione Sindacale Italiana e l'Associazione internazionale dei lavoratori.

Nel 1950, con la rottura dell'unità sindacale della CGIL, alcuni lavoratori costituirono l'USI celebrando un congresso nel 1953, che però, fino alla fine degli anni sessanta, fu realmente attiva solo in poche regioni italiane. Nel 1971 iniziò un nuovo periodo di stallo dell'USI, anche a causa della repressione che colpì alcuni suoi militanti, tra cui Giuseppe Pinelli della sezione Milano-Bovisa[2].

Nel nuovo clima politico della fine degli anni settanta l'USI riprese forza e organizzò un congresso nazionale (detto della riattivazione) ad Ancona, nel 1983[3].

Il sindacato oggiModifica

L'USI ha una struttura organizzativa basata sull'autogestione e sul federalismo di stampo libertario ed orizzontalista, per l'auto-organizzazione dei lavoratori e contro ogni forma d'accentramento burocratico. A tal fine solo le assemblee (e il Congresso Nazionale a livello nazionale) sono deliberative, mentre gli organi eletti sono meramente esecutivi, avendo il solo compito d'applicare le decisioni deliberate in fase assembleare. Rifiuta inoltre ogni apparentamento politico, compresa la candidatura di suoi esponenti a ruoli di potere pubblico, caso per cui è prevista l'espulsione.

Mentre, fedele ai principi dell'anarco-sindacalismo e del sindacalismo rivoluzionario, la prospettiva in cui si muove rimane quella della costruzione di una società socialista libertaria, tra i suoi obiettivi immediati vi sono la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, un reddito minimo garantito per i disoccupati, la difesa della sanità, dell'istruzione e della previdenza pubblica, la smilitarizzazione del paese[4].

Non è presente in tutte le regioni italiane.

BibliografiaModifica

  • Nuclei Libertari Di Fabbrica - Unione Sindacale Italiana. 1912-1970, opuscolo ciclostilato diffuso a Milano del 1970

NoteModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica