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Università degli Studi del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro

Università degli Studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”
Logo Università del Piemonte Orientale.png
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàAlessandria, Novara e Vercelli
Altre sediAlba, Asti, Biella, Fossano, Tortona, Verbania
Dati generali
SoprannomeUPO
Fondazione1998
TipoStatale
ScuoleScuola di medicina
DipartimentiGiurisprudenza e Scienze politiche, economiche e sociali; Medicina traslazionale; Scienze del farmaco; Scienze della salute; Scienze e innovazione tecnologica; Studi per l'Economia e l'Impresa; Studi umanistici
RettoreGian Carlo Avanzi
Studenti12 930 (2017) [1]
Dipendenti386 docenti e ricercatori
307 tecnici e amministrativi (2016) [2]
SportCUS Piemonte Orientale
Mappa di localizzazione
Sito web

L'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" (nota anche come UPO) è un'università statale italiana fondata nel 1998.[3] La sua struttura è tripolare, poiché le attività didattiche si dividono tra le città di Alessandria, Novara e Vercelli. Alcune attività didattiche vengono offerte anche a Alba, Asti, Biella, Fossano, Tortona e Verbania.[4]

Indice

StoriaModifica

Dal 1228 Vercelli aveva ospitato una università,[5] fondata con un'apposita charta studi firmata il 4 aprile 1228 a Padova due delegati del Comune di Vercelli, Alberto Bondono e Guglielmo Ferrario. Il Comune, a supporto del nascente Studium, mise a disposizione degli studenti (o meglio degli scolari) cinquecento alloggi, quattordici maestri, due bidelli e due exemplatores.

L'esperienza universitaria vercellese conoscerà durante la sua storia alti e bassi, in apparenza, data la scarsità delle fonti documentali, caratterizzabili in tre fasi: la prima, le origini, andrebbe dal 1228 e i primi anni quaranta del secolo XIII; la seconda si collocherebbe negli anni sessanta dello stesso secolo; l'ultimo, nel triennio 1338-41.[6]

La storia moderna dell'Università del Piemonte Orientale inizia quando un'iniziativa congiunta partita dall'ospedale maggiore di Vercelli e dalla facoltà di medicina e chirurgia dell'Università di Torino consentì l'attivazione di corsi universitari paralleli presso le sedi di Vercelli e, poco dopo, di Novara. Il Senato Accademico deliberò la materia il 19 dicembre 1969 e il 30 novembre dell'anno accademico successivo (1970-71) iniziarono i primi corsi. L'esperienza vercellese non durò molto, ma fu utile, se non determinante, per promuovere in seno all'università torinese l'idea di creare un nuovo ateneo.

Alla metà del 1980 furono attivati i corsi della Facoltà torinese di economia e commercio a Novara; e pochi anni dopo, nel 1987-88 ad Alessandria iniziarono i corsi di giurisprudenza, di scienze matematiche, fisiche e naturali e di scienze politiche. Nel frattempo a Vercelli negli anni 1989-90 iniziarono i corsi della Facoltà di Lettere e Filosofia. Nel piano quadriennale 1986-90 dell'Università di Torino nasce il termine "Piemonte Orientale", ad identificare il nascente progetto di sviluppo delle facoltà di Alessandria, Novara e Vercelli. Nel 1992, vengono create le cosiddette "seconde facoltà": Scienze matematiche, fisiche e naturali e Scienze politiche ad Alessandria, Medicina e Chirurgia a Novara, Lettere e Filosofia a Vercelli. L'anno accademico successivo, fu la volta di Giurisprudenza ad Alessandria ed infine, verso la metà degli anni novanta, si assistette all'apertura della Facoltà di Economia a Novara.

La nascita ufficiale dell'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro", dopo un periodo di attività didattica sotto l'egida dell'Università di Torino, si data al 30 luglio 1998, quando venne firmato il decreto istitutivo.[7] Lo Statuto dell'Università è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 4 gennaio 2002.

StruttureModifica

DipartimentiModifica

 
La sede di Vercelli

L'Ateneo, adattandosi alla riforma dell'università prevista dalla legge n. 240/2010, ha modificato la propria struttura organizzativa mediante l'istituzione dei dipartimenti. Queste strutture, attivate a partire dal 1º gennaio 2012 nel numero di sette, sono dislocate presso le tre sedi:

Scuola di medicinaModifica

Presso la sede di Novara è attivata la Scuola di medicina, che ha l'obiettivo di coordinare l'attività didattica e di ricerca svolta dai dipartimenti di Scienze della salute e di Medicina traslazionale presso l'azienda ospedaliero-universitaria "Maggiore della Carità".

Centri interdipartimentaliModifica

Centro interdipartimentale di medicina d'emergenza, dei disastri e informatica applicata alla pratica e alla didattica medica (CRIMEDIM).

Modifica

Inizialmente il logo era costituito da due elementi: il busto di Amedeo Avogadro e la denominazione "Università degli Studi del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro"; il tutto composto in un rettangolo verticale dalle tonalità bluastre. Nel 2014 il logo viene rinnovato completamente e sparisce il riferimento ad Amedeo Avogadro. Il simbolo si trasforma nell'acronimo UPO, di colore rosso, e all'interno della lettera O è presente il Piemonte stilizzato con la sua porzione orientale evidenziata.

RettoriModifica

  • Cesare Emanuel (2012-2018)
  • Gian Carlo Avanzi[8][9] (dal 2018)

NoteModifica

  1. ^ Iscritti Università degli Studi del Piemonte Orientale, su anagrafe.miur.it. URL consultato il 4 novembre 2018.
  2. ^ I nostri numeri, su uniupo.it. URL consultato il 10 dicembre 2018.
  3. ^ Un po' di storia, su uniupo.it. URL consultato il 25/11/2017.
  4. ^ In altri centri, su uniupo.it. URL consultato il 25/11/2017.
  5. ^ Hilde de Ridder-Symoens, A History of the University in Europe: Volume 1, Universities in the Middle Ages, Cambridge University Press, 2003.
  6. ^ Società Storica Vercellese, L'Università di Vercelli nel Medioevo, Vercelli, atti del secondo Congresso Storico Vercellese, 1992.
  7. ^ Donata Belossi, Il ministro ha firmato Nasce il nuovo Ateneo, La Stampa, 31 luglio 1998. URL consultato il 5 ottobre 2014.
  8. ^ "L'Europa è la nostra casa". Avanzi è il nuovo Rettore, su uniupo.it, 1º novembre 2018. URL consultato il 4 novembre 2018.
  9. ^ Rettore, su uniupo.it. URL consultato il 4 novembre 2018.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàISNI (EN0000 0001 2166 3741 · LCCN (ENn2002107751