Verità svelata dal Tempo

Scultura di Gianlorenzo Bernini
La Verità svelata dal Tempo
Museo borghese, sala del gladiatore, g.l. bernini, verità svelata, 1645-52, 02.JPG
AutoreGian Lorenzo Bernini
Data1646–52
Materialemarmo
Altezza280 cm
UbicazioneGalleria Borghese, Roma
Coordinate41°54′50.4″N 12°29′31.2″E / 41.914°N 12.492°E41.914; 12.492

La Verità svelata dal Tempo, o più semplicemente La Verità, è una scultura di marmo opera di Gian Lorenzo Bernini, che si trova a Roma, alla Galleria Borghese[1].

Uno dei disegni preparatori.

StoriaModifica

Fu eseguita tra il 1645 e il 1652; Bernini intendeva mostrare la Verità rappresentata allegoricamente come una giovane donna nuda che viene privata dei veli dalla figura del Tempo sopra di lei, ma questa seconda allegoria non è mai stata eseguita. Bernini aveva espresso la sua intenzione di aggiungere la figura nel 1665[2].

La motivazione che ha spinto Bernini a creare l'opera è stata, secondo il figlio Domenico, una risposta scultorea agli attacchi degli avversari che avevano criticato il suo fallito progetto di costruire due torri sulla facciata della basilica vaticana. Sulla facciata erano apparse delle crepe a causa dell'incapacità delle fondamenta di sostenere le torri e l'espansione architettonica del Bernini ricevette la colpa, anche se gli storici non sono sicuri della validità di questa leggenda[3]

Bernini iniziò i lavori preparatori per La verità nel 1645, durante un periodo critico che seguì la morte del suo patrono principale papa Urbano VIII; la figura della Verità fu in gran parte completata nel 1652. Nonostante la figura del Tempo non sia mai stata completata, Bernini, nelle sue volontà, lasciò la scultura in perpetuo al primo nato della sua famiglia, e nonostante anche il fatto che Bernini abbia cercato di vendere l'opera al Cardinale Mazarino.

Dopo che è stata scolpita era nello studio di Bernini a via della Mercede; nel 1852 fu trasferita nel palazzo dei discendenti di Bernini di via del Corso[1], dove era esposta sopra un blocco di stucco inclinato.

È rimasta lì fino al 1924, in seguito è passata alla Galleria Borghese e nel 1956 è stata acquistata a titolo definitivo dallo Stato italiano[1]; è esposta nella sala VIII della Galleria Borghese[4]. Inizialmente, come già visto, il supporto era inclinato, ma è ora esposta su un plinto piano.

 
La Verità in Cesare Ripa, Iconologia.

DescrizioneModifica

La verità è raffigurata come una giovane donna seduta su una roccia: tiene il piede sinistro sopra un globo e nella mano destra tiene il sole. I veli che la coprono solo in minima parte sono tratti in alto.

 
Allegoria della Virtù (1525), bozzetto incompiuto autografo del Correggio.

L'iconografia con la Verità che tiene il sole nella mano e poggia il piede sulla terra è presente nell'opera di Cesare Ripa, Iconologia[1].

Dalla pagina della Galleria Borghese si può leggere inoltre: "Del gruppo scultoreo sono noti numerosi disegni autografi; nella figura della Verità si possono riconoscere dei legami con l’incompiuta Allegoria della Virtù di Correggio (Antonio Allegri) conservata presso la Galleria Doria Pamphilj di Roma"[5].

NoteModifica

  1. ^ a b c d La Verità, su Galleria Borghese. URL consultato il 19 dicembre 2019 (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2019).
  2. ^ Wittkower,  p. 268.
  3. ^ Mormando,  p.156.
  4. ^ Mormando,  p.158.
  5. ^ La Verità | Galleria Borghese - Sito ufficiale, su galleriaborghese.beniculturali.it. URL consultato il 6 gennaio 2020 (archiviato dall'url originale il 28 novembre 2019).

BibliografiaModifica

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