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La via Ariminensis fu fatta costruire per scopi militari da Marco Livio Salinatore verso la fine del III secolo a.C. sul tracciato di un antichissimo percorso che collegava l'Etruria alla Val Padana, fin dalla prima Età del ferro (tra il IX e l'VIII secolo a.C.), che vedeva nella Valmarecchia l'importante presenza di Verucchio. Da qui transitarono più volte i Galli nelle loro scorribande verso Roma.

La costruzione della strada consolare contribuì non solo al rapido spostamento delle legioni, ma rappresentò anche un importante canale per gli scambi commerciali.

TracciatoModifica

(da Sud a Nord)
L'antica strada inizia in prossimità di Porta San Biagio ad Aretium (Arezzo), nella Valdarno superiore. Dalla Valdarno alla Valtiberina il primo centro che si incontra, dopo aver valicato il passo della Scheggia, è Castrum Angularium (Anghiari). La strada risaliva la valle del Tevere passando all'altezza dell'attuale diga di Montedoglio (nei pressi di Sigliano) e quindi saliva verso est in direzione del Passo di Viamaggio (Via Major, 983 m).
Entrati nella Valmarecchia, il tracciato si sviluppava di massima lungo il corso del fiume dove, lambendo Caprile, Fresciano (frazioni di Badia Tedalda) e Rofelle (come testimoniano i ritrovamenti di reperti etruschi e romani ancora in via di scavo), raggiungeva Ranco. Da qui, dirigendosi verso i due centri romani di Secchiano e Ponte Messa, raggiungeva Verucchio e concludeva il suo percorso a Rimini nella zona di porta Montanara.

NoteModifica